Google Classroom: la scuola ai tempi del Coronavirus

Il programma per la didattica a distanza di Google è diventato uno dei più utilizzati e interessanti a livello globale.

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Il Coronavirus ha cambiato la vita di molti di noi ma più di tutto ha cambiato la vita di bambini e ragazzi. Da ormai due mesi, infatti, le scuole sono chiuse, le regole sono cambiate e la didattica, con tutte le difficoltà del caso, si è spostata nelle case di ragazzi e insegnanti, filtrata dagli schermi dei computer e dalla velocità delle connessioni internet.
Un modo non del tutto nuovo di apprendere e insegnare ma inaspettatamente diventato centrale negli ultimi tempi. Lo strumento del momento non poteva quindi che essere Google Classroom, la suite di programmi e servizi pensata da Mountain View per unire insegnanti e alunni. Il programma riesce a sostituire degnamente le lezioni in classe?

Di cosa si tratta

A livello generale Google Classroom non è altro che un programma che facilita la didattica a distanza offrendo una serie di possibilità di condivisione e una totale sinergia con le classiche funzioni del mondo Google. Disponibile gratuitamente già da sei anni e già ampiamente utilizzato da molti docenti, il programma è diventato il più utilizzato dagli insegnanti in questi tempi di pandemia. Le sue funzioni permettono di assegnare esercizi, test e questionari, archiviare in uno spazio condiviso materiale didattico, condividere video e scambiare messaggi in modo rapido e veloce.
Basta un codice univoco agli alunni della propria classe per creare un "ambiente privato" del tutto simile a quello delle mura scolastiche, accessibile solo all'insegnante che ha creato la stanza e agli alunni a cui è stato inviato il codice.

Con un account Google in pochi minuti di configurazione si può usufruire del servizio, accessibile da pc o da smartphone tramite un'applicazione. Al suo interno gli studenti possono verificare le scadenze di compiti e verifiche, essere aggiornati quando arrivano nuovi contenuti, ricevere voti. Massima anche la possibilità di comunicazione, sia tra gli alunni che con l'insegnante, immancabile la possibilità di fare video lezioni.

Sei anni di storia

Annunciato e lanciato in anteprima per utenti selezionati il 6 maggio 2014, Google Classroom è stato inizialmente pensato per gli aderenti al programma G Suite for Education. Inizialmente, anche dopo il rilascio ufficiale, l'app era collegata agli aderenti alla G Suite a pagamento. Una strategia che è durata più o meno tre anni: a marzo del 2017 il servizio è stato aperto a qualsiasi utente con account Google, dando possibilità anche ai non iscritti a G Suite di partecipare alle lezioni o crearne di nuove.
Un grande aggiornamento del programma è stato lanciato nel 2018, con nuove sezioni di lavoro, miglioramento dell'interfaccia di valutazione e nuove funzionalità per studenti e insegnanti. Oggi Classroom, oltre ai sui 78 temi illustrati, offre una piena compatibilità con Google Drive per l'archiviazione e l'invio dei documenti, con Gmail per le comunicazioni, con Calendar per gestire scadenze e avvisi e con i vari programmi di gestione e creazione di file come Google Documenti, Fogli e Presentazioni.
Più recente è arrivata la totale compatibilità con Hangout per gestire una comunicazione più immediata tra i componenti di una classe e per dare vita a vere e proprie sessioni di lezioni in video.

Ingresso facilitato

La diffusione di Classroom è stata certamente aiutata dall'innegabile facilità d'uso dei suoi servizi e dal loro grado di familiarità con le abitudini degli utenti. Avere un account Google significa conoscere già molti dei servizi alla base del funzionamento del suo programma scolastico: il punto di forza dell'app è infatti la sua fortissima sinergia la galassia Google, perfettamente integrata al suo interno. Drive viene utilizzato per archiviare documenti e lezioni, Hangout per le videolezioni o le chat, il tutto senza dover pagare assolutamente nulla, con la massima compatibilità con tantissime app e senza alcun tipo di pubblicità.

Un servizio differenziato, diverso nell'impostazione tra docenti e studenti, ma che condivide con la massima compatibilità gli stessi strumenti di lavoro. Basta in sostanza avere un minimo di dimestichezza con i vari programmi della suite Google per poter usare il tutto con la massima efficacia. Una semplicità di intenti che aveva portato Classroom al centro della scena anche in tempi non sospetti e che ora lo ha reso fondamentale per portare avanti i lavori didattici in tempi di lockdown.

Insegnanti, studenti e genitori

Gli insegnanti rappresentano il centro nevralgico di Classroom: dalla loro pagina possono gestire le varie classi che hanno creato, con la possibilità di condividere materiali, assegnare compiti e controllare lo stato di avanzamento di ogni lavoro assegnato ai propri studenti. Tramite il calendario si possono gestire appuntamenti o scadenze e organizzare incontri di gruppo. Gli studenti, dal canto loro, oltre a partecipare alle attività collettive, hanno numerose possibilità per completare i compiti che gli vengono assegnati. Questi possono essere gestiti in modo veloce e intuitivo, con la possibilità di scegliere quale app utilizzare per completare l'elaborato in base alla richiesta del proprio insegnante.

Il tutto, una volta completato, potrà essere caricato e sarà visualizzato dal docente, che avrà pieno controllo di tutti gli elaborati e delle relative scadenze. Interessante anche la possibilità per i genitori di monitorare la classe dei propri figli tramite la funzione, sempre filtrata dagli insegnanti, di avere accesso ad un sistema di email in cui essere aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori, sulle lezioni svolte e su informazioni più generiche sull'andamento della classe. Insomma, un microcosmo scolastico a tutti gli effetti.

Il sistema di valutazione

Una delle funzioni più apprezzate di Classroom è certamente quella delle valutazioni, con la possibilità per gli insegnanti di fornire feedback sui lavori effettuati dagli studenti. Gli schemi di voto sono numerosi, con opzioni per allegare file ai compiti, possibilità di monitorare i progressi di ogni studente, facendo anche commenti, modifiche o annotazioni in tempo reale. Una volta completato il proprio elaborato e inviato, gli insegnanti hanno possibilità di restituirli con note e correzioni che a loro volta permettono agli stessi alunni di correggere dove hanno sbagliato.
Un sistema di valutazione e di correzione in tempo reale che permette di seguire passo passo l'elaborazione di tutto ciò che si desidera, correggendo sul nascere gli errori e con possibilità di interazione durante lo svolgimento delle attività difficilmente replicabili in condizioni normali o con metodi tradizionali. Una possibilità di non poco conto e un aspetto certamente positivo in una situazione d'emergenza come questa e che, se sfruttata a dovere, potrebbe far divenire Classroom uno strumento molto utile anche affiancato alla didattica più tradizionale.

Una scuola per tutti, anche a distanza

Negli anni, comunque, molte critiche sono state avanzate verso Classroom, ad iniziare da una mancanza di apertura verso servizi o file esterni agli strumenti forniti da Google e ad un numero limitato di strumenti di verifica come quiz o test automatici. Si sono anche susseguite accuse nella gestione non proprio trasparente dei dati degli utenti, molto preziosi visto che si tratta quasi sempre di minori o bambini.
Google ha sempre ribadito la sua attenzione alla privacy ma la memorizzazione e archiviazione dei dati degli studenti rimane uno dei temi più caldi che ruotano intorno al programma. Nonostante questo è innegabile la grande utilità del servizio per studenti e insegnanti; è fondamentale, infatti, che la didattica prosegua a tutti i costi e che l'educazione non si fermi nemmeno in condizioni come queste.

Tutti i programmi che aiutano la didattica a distanza sono per questo fondamentali, a maggior ragione se integrati con applicazioni che molti di noi usano già tutti i giorni come quelle di Google. Sarà fondamentale che questi strumenti diventino sempre più di uso comune anche in condizioni di normali, perché utili a migliorare una didattica e una scuola troppo spesso ancorate al passato. Allo stesso tempo sarà fondamentale tutelare tutte le parti in causa e fare sì che questi strumenti non diventino discriminatori o amplificatori di differenze.
Non tutti, infatti, hanno possibilità di accedere a certi strumenti o a connessioni veloci che permettono di utilizzarli e non tutti sono in grado di comprenderne al meglio tutte le funzioni. Regalare uguale accesso e utilizzo a tutti sarà fondamentale perché un modello di didattica online funzioni e sia sostenibile anche in futuro. Avere tra le mani il migliore degli strumenti non serve a nulla se questo non può essere utilizzato al meglio da tutte le parti in causa. E questo, in un mondo delicato come quello dell'educazione e della scuola non dobbiamo mai dimenticarlo.