Google Home arriva in Italia: avrà successo nel nostro Paese?

L'arrivo di Google Home ha aperto la strada agli speaker domestici anche nel nostro Paese. Si tratta di una mossa azzeccata o di un azzardo?

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Finalmente ci siamo. Anche in Italia è giunto il momento di avere gli assistenti vocali all'interno delle nostre case. Se fino a ieri le nostre interazioni vocali erano limitate all'uso degli smartphone, ora abbiamo modo di dialogare direttamente con l'ambiente nel quale passiamo la maggior parte delle nostre vite (ufficio permettendo): la nostra casa. A rompere gli indugi è stata Google, la prima a lanciare il suo speaker vocale personalizzato nel nostro Paese, anticipando sia Amazon che Apple. Questi dispositivi sembrano rappresentare il futuro tecnologico al quale tutti vogliono tendere ma, per ora, nessuno aveva fatto il grande passo qui da noi. A Mountain View hanno rotto gli indugi, provando a cogliere in netto anticipo una concorrenza che ancora non vuole investire del tutto in Italia. Google Home avrà il giusto successo tra gli utenti italiani?

Una tecnologia in espansione

Il 27 marzo è stato il giorno del grande sbarco, atteso come mai era successo per un prodotto tecnologico negli ultimi anni. In un mondo dove gli smartphone la fanno da padrone, ma senza notevoli novità dal punto di vista delle innovazioni e dei cambi di rotta, il Google Home rappresenta una reale novità per l'Italia, sia per il modo di rapportarsi con l'esterno, sia per il dialogo costante che promette di mantenere con l'utente, tutto basato sugli impulsi vocali e senza alcun aiuto da parte di uno schermo. Una novità assoluta che amplifica e potenzia il concetto degli assistenti tecnologici che da tempo utilizziamo sui nostri smartphone. Siri e compagnia bella sono ormai da tempo diventati degli alleati insostituibili nelle nostre azioni quotidiane, capaci di aiutarci, seppur spesso in modo un po' maldestro, in molte delle azioni che prima richiedevano molti più gesti e molta più attenzione. Questi prodotti tecnologici stanno diventando sempre più importanti e performanti, capaci oggi di risolvere questioni e svolgere azioni che solo fino a qualche anno fa erano impossibili.

Tanta curiosità

Non sorprende che anche in Italia il Google Home e tutti i suoi fratelli siano guardati con grande attenzione e una forte dose di curiosità. Secondo una ricerca di Find, almeno 3 italiani su 4 sarebbero interessati all'acquisto di uno smart speaker da mettere nel soggiorno di casa. La sempre più forte presenza di dispositivi interconnessi in casa e il concetto sempre più evoluto di domotica desta infatti l'interesse di oltre il 60% degli italiani. Il 49% è invece interessato alle funzioni musicali e di ascolto delle notizie, mentre il 42% lo utilizzerebbe per ricerche online o per farsi assistere nella preparazione delle ricette. Sono oggetti nuovi che, come è normale che sia, destano una certa curiosità e voglia di scoprire e saperne di più. Si tratta di dispositivi destinati a un certo successo, che probabilmente però non sarà immediato e, almeno inizialmente, non di enorme portata. La curiosità potrebbe portare alcuni all'acquisto ma per trasformare il tutto nel fenomeno di massa che molti si aspettano occorrerà che questi strumenti diventino più completi e che sul mercato si inneschi una certa concorrenza tra aziende diverse.

Qualche limitazione

In quel di Google hanno deciso di rischiare, inserendosi come primi in un mercato ancora acerbo e piuttosto giovane come quello italiano. Google Home è una realtà all'estero già dal 2016 e ci sono voluti due anni perché si decidesse di esportarlo anche in Italia. Serviva fare in modo che Assistant, il cuore parlante e pulsante della galassia di Mountain View, fosse pronto per parlare nella nostra lingua e per rispondere alle nostre domande in modo fluente ed esaustivo. Nonostante questo, e nonostante la galassia di opportunità in Italia sia più o meno la stessa che negli altri Paesi, per ora le limitazioni al servizio sono più che numerose. Tutto ciò è dovuto al fatto che l'Home, per ora, è un dispositivo che si muove da solo, in una galassia non pronta per accoglierlo a braccia aperte. Il piccolo totem gestisce alcuni servizi tramite la connessione online, si interfaccia con alcune delle app più diffuse, come Spotify, Google Play Music, TuneIn e molti dei servizi collegati al proprio account Google, ma non ha intorno a se una galassia di prodotti che lo supportino naturalmente. Anche l'utilizzo della TV è per ora vincolato al collegamento con un Chromecast e gli oggetti per la domotica per ora supportati si contano tutti sulle dita di una mano. Il prodotto è ancora abbastanza immaturo e nuovo su un mercato in costante evoluzione che promette comunque grandi cose per il futuro.

Riflettori puntati

Il primo vero assistente vocale domestico nel nostro Paese ha già creato parecchia attenzione intorno a se. Alcune aziende italiane hanno dimostrato una certa attenzione verso il piccolo oggetto e molte altre realtà potrebbero essere richiamate in un futuro piuttosto prossimo. Le possibilità sono infinite e tante aziende si faranno attirare dalla possibilità di dialogare con gli utenti anche quando questi sono lontani da smartphone e pc. Non mancherà tanto prima che servizi dedicati alle consegne di cibo a domicilio, allo shopping online e all'acquisto e prenotazione di servizi stringano importanti partnership per fare in modo che Google Home diventi un canale privilegiato per veicolare in maniera ulteriore i propri prodotti. Google stesso ha più di un motivo per spingere forte su questi servizi, per fare in modo che il suo prodotto diventi sempre più ricco e per far si che sia riconosciuto come il migliore anche quando arriveranno sul mercato tutti gli altri. Arrivare prima di tutti può essere da un lato uno svantaggio per un mercato non ancora maturo, ma dall'altro potrebbe rivelarsi un buon biglietto da visita per gli utenti quando questi piccoli oggetti domestici diventeranno imprescindibili per molti di noi.

Giocare d'anticipo

In tante occasioni Google ha dimostrato lungimiranza nell'entrare a gamba tesa in determinati settori, a volte prendendo clamorose cantonate - come i Google Glass - e altre volte azzeccando in pieno tutte le mosse. Aver lanciato un dispositivo non ancora del tutto maturo potrebbe creare perdite e qualche difficoltà, ma la breccia aperta sul futuro apre a una miriade di possibilità da non sottovalutare. Giocare d'anticipo su Amazon, presente in alcuni mercati con il suo speaker ma non qui da noi, e soprattutto su Apple, che dispone un assistente vocale molto valido tecnicamente ma limitato ai soli dispositivi delle mela, potrebbe rivelarsi una mossa decisiva in ottica futura. Google Home sta nascendo insieme al mercato italiano del settore e con lui potrebbe crescere e andare di pari passo, acquisendo di volta in volta servizi e prodotti nuovi, stringendo accordi su cui gli altri potrebbero arrivare troppo tardi o vere e proprie esclusive che verrebbero di conseguenza precluse ai rivali. Un salto nel buio che potrebbe essere molto più lungimirante di quanto non appaia allo stato attuale delle cose.

Una scommessa per gli utenti

Probabile che in futuro altre aziende potrebbero inserirsi nella contesa e creare oggetti ben più performanti e completi dello speaker della grande G. Per questo in molti decideranno di aspettare e verificare il reale evolversi del mercato prima di fare un vero e proprio acquisto. Va comunque sottolineato quanto il prezzo di Home, soprattutto del modello Mini, sia piuttosto competitivo, tanto da avere la possibilità di spingere gli utenti a tentare l'acquisto e il salto nel vuoto, scommettendo su un oggetto carino e utile e di sicura tendenza per il futuro. Questi prodotti rappresentano certamente l'innegabile futuro del mondo tecnologico, sarà solo questione di tempo prima che diventino molto più che dei semplici orpelli per arricchire la nostra esperienza con le nuove tecnologie. Google ha scommesso sul nostro mercato e i consumatori più speranzosi potrebbero fare lo stesso, iniziando a usare l'oggetto e tastandone con mano la sua crescita e la sua evoluzione. Avere il futuro in casa e vederlo svilupparsi sotto le proprie mani potrebbe essere una possibilità più che allettante, molto più dei servizi stessi che vengono offerti. Che ci sia la voglia di crederci sin da subito o solo tra un po' di tempo sta solo a noi, ma quel che è certo è che nei prossimi anni difficilmente potremmo sottrarci dalla presenza di uno di questi oggetti nelle nostre case.