Google I/O 2016: le novità su Project ARA, Project Soli e Project Jacquard

Al Google I/O di quest’anno una delle conferenze più attese era quella di ATAP e l’Advanced Technology and Projects Group non ha deluso le aspettative, presentando importanti novità su Project ARA, Project Soli e Project Jacquard.

speciale Google I/O 2016: le novità su Project ARA, Project Soli e Project Jacquard
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L'Advanced Technology and Projects (ATAP) group è la divisione di Google dedicata allo sviluppo di prodotti e soluzioni innovative; a differenza di Google X dove si studiano soluzioni al limite della fantascienza, in ATAP si lavora a prodotti destinati alla commercializzazione nell'arco di pochi anni. Un gruppo definito dalla sua ex direttrice Regina Dugan "a small band of pirates trying to do epic shit" , famoso per aver dato la vita al Project ARA, il primo cellulare modulare. ATAP non si dedica solo a questo discusso smartphone, ma anche a tutta una serie di progetti decisamente innovativi. All'interno di questa divisione sono nati, ad esempio, il Project Tango, una tecnologia implementata in tablet e cellulari in grado di ricreare virtualmente l'ambiente in cui ci troviamo grazie ad un sofisticato sistema ottico e di sensori. Un prodotto ormai maturo ed uscito dalla supervisione di questa divisione che è stato uno dei protagonisti dell'edizione 2016 del Google I/O.
Edizione che ha visto svolgersi anche la conferenza dedicata alle ultime novità sviluppate da ATAP. Presentazione molto attesa da tutti gli addetti ai lavori e che ha riservato molte sorprese, come la nuova giacca di Levi's che ci permetterà di controllare il nostro smartphone, e Soli, l'innovativo metodo di controllo basato su un mini radar, implementato in smartwatch e altri prodotti elettronici.

Project Jacquard e la giacce touch di Levi's

La conferenza di ATAP è stata aperta da Daniel Kaufman, nuovo responsabile della divisione e anche lui, come la precedente Regina Dugan, proveniente dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Il nuovo capo dell'Advanced Technology and Projects group, dopo una breve introduzione, ha presentato la più recente evoluzione del Project Jacquard, un tessuto capace di trasformarsi in un touchpad. Jacquard combina sottili filamenti metallici con i classici tessuti per creare delle aree sensibili al tocco, riuscendo a rilevare vari tipi di input come lo swipe. Il team di ricercatori di ATAP aveva già dimostrato al Google I/O 2015 come fosse possibile con questa tecnologia trasformare un tessuto jeans di Levi's in un sistema capace di controllare app di ogni tipo. Quest'anno la partnership con il famoso produttore di abbigliamento si è concretizzata con la presentazione del primo indumento destinato alla produzione su larga scala ad includere questa tecnologia. Si tratta di una giacca sportiva pensata, in particolare per i ciclisti, ma adatta anche a chi non va in bici, che ha incluso nel polsino della manica la tecnologia del Project Jacquard. Grazie a questa piattaforma, con delle semplici gesture, potremo rispondere alle chiamate, controllare la musica di Spotify, interagire con Google Maps e altro ancora; una tecnologia che dalle prime prove si è dimostrata già abbastanza precisa. La giacca si interfaccia in wireless allo smartphone tramite il Jacquard TAG, un piccolo device flessibile dotato di LED, che integra tutta l'elettronica e può essere rimosso dal tessuto, collegandosi via USB ad un PC. Questo indumento, lavabile tranquillamente in lavatrice, arriverà sul mercato la prossima primavera.

Project Soli

Project Soli, presentato come prototipo all'edizione dello scorso anno del Google I/O, è un minuscolo sensore di movimento realizzato sfruttando la tecnologia radar. Questo consente di inviare dei comandi a vari tipi di dispositivi, semplicemente rilevando a distanza i movimenti delle dita, gesture simili a quelle che oggi utilizziamo per controllare device dotati di touch screen, ma eseguiti senza toccare lo schermo.
In questa edizione del Google I/O, il team di ATAP ha mostrato i progressi fatti con questa tecnologia, ora miniaturizzata e pronta per applicazioni commerciali. Gli ingegneri dell'Advanced Technology and Projects group, grazie alla collaborazione con Infineon, hanno ridisegnato il chip alla base del Soli, ora 3 volte più piccolo; questa partnership ha permesso anche di ridurre il consumo di energia, passato da 1,2 W agli attuali 0,054 W. La nuova versione è, secondo le dichiarazioni della presentazione, 256 volte più efficiente, è in grado di catturare movimenti fino a 18.000 fotogrammi al secondo, non richiede una grossa potenza di calcolo ed è basata su Android.
Grazie alle ridotte dimensioni è ora possibile integrare questa tecnologia di input all'interno di uno smartwatch (in collaborazione con LG) che così può essere comandato tramite piccoli movimenti delle dita eseguiti a distanza; gesture che consentiranno, ad esempio, di scorrere i menù dell'interfaccia senza toccare lo schermo.
Inoltre questa tecnologia potrà essere impiegata per controllare una vasta gamma di prodotti anche audio e video, andando a sostituire i classici telecomandi. Grazie alla partnership con il gruppo JBL/Harman, Project Soli consentirà, ad esempio, di controllare uno stereo (attivazione, cambio traccia ecc) con dei semplici movimenti della mano. Il sistema, già in un avanzato stadio di sviluppo, ha un raggio d'azione fino a 15 metri e sarà presto messo a disposizione di tutti gli sviluppatori interessati al progetto, tramite un beta modular developer kit. Testata già da vari team di sviluppo, Soli riesce anche a riconoscere i materiali degli oggetti, è possibile impiegarla nel 3D Imaging e per controllare il cellulare in auto.

Project Ara: meno modulare ma, finalmente, quasi pronto

Uno dei prodotti più attesi di tutta la conferenza era, ovviamente, il Project ARA. Come molti già sapranno lo sviluppo di questo smartphone modulare è stato lungo e travagliato. Un prodotto molto discusso, che si è evoluto negli anni in vari prototipi sempre più innovativi e di cui si erano perse le tracce negli ultimi mesi. Infatti, dopo i tweet del settembre 2015 che avevano cancellato i test nell'isola di Puerto Rico, con l'annuncio di una serie di importanti cambiamenti hardware, nessuna ulteriore notizia era stata diffusa dal team di sviluppo. Ora finalmente arrivano importanti novità annunciate da Rafa Camargo, responsabile del progetto, con l'introduzione di quella che potremmo definire una versione 2.0 di questo smartphone modulare.
La nuova edizione è, infatti, decisamente diversa con un'architettura più classica e molto meno flessibile. La struttura principale, definita ora "Ara frame", va a sostituire il vecchio endoscheletro della precedente generazione, struttura metallica su cui erano agganciati tutti i moduli. Il nuovo "frame" è molto simile ad un classico smartphone ed integra tutte le componenti di un tradizionale cellulare come il display, il SoC, la batteria e la sezione telefonica. Rimane, però, la possibilità di estendere le funzionalità del prodotto sfruttando i sei slot presenti sul retro che consentiranno di aggiungere schermi secondari, un glucosimetro, una fotocamera, più speaker ed altro ancora.
A livello hardware vengono mantenuti gli elementi fondamentali del progetto, come l'architettura hardware Unipro per il collegamento delle varie componenti, il protocollo software di base Greybus e l'hot swap dei moduli, che ora possono essere espulsi tramite un semplice comando vocale. Abbandonati gli EPM, i magneti necessari all'aggancio dei moduli, si passa ad una soluzione elettromeccanica con un sistema di comunicazione tra ARA e componenti accessorie in grado di garantire una banda di 11 Gbps e consumi pari ad un terzo dell'USB 3.0. Dal punto di vista del design la nuova versione si differenza per un look più evoluto e ancora più moderno. Non essendoci più l'endoscheletro, la base metallica della prima versione, il design generale appare più compatto. Infine viene confermata la possibilità di personalizzare l'aspetto dei moduli utilizzando vari materiali come, ad esempio, il legno.

Alla conferenza di ATAP è stato presentato un prototipo funzionante con schermo da 5.3 pollici, che ha consentito anche quest'anno a Rafa Camargo di scattare una foto ai partecipanti con un modulo inserito a caldo. La tecnologia di ARA sarà, inoltre, alla base di una nuova piattaforma che potrà essere integrata in altri device con un diverso form factor, ipotizzammo ad esempio nei tablet. L'ARA è ormai allo stadio finale del suo sviluppo e come già accaduto per il Project Tango verrà ultimato in una nuova business unit, fuori da ATAP; come partner del progetto, oltre ai nomi già noti come Toshiba, si sono aggiunti anche Panasonic, Samsung, Sony Pictures Home Entertainment, Harman e TDK.
ARA arriverà agli sviluppatori dei moduli questo autunno, mentre il suo arrivo sul mercato è previsto per il prossimo anno.

Google Spotlight Stories

Concludiamo con Spotlight Stories, un'app che consente di esplorare a 360 gradi, in modo originale ed innovativo, diverse storie (dai film di fantascienza, alle animazione 2D e 3D), raccontate attraverso il nostro smartphone. Basta muovere liberamente il cellulare in ogni direzione per spostare lo sguardo su nuove situazioni ed eventi ed esplorare l'ambiente virtuale in tutta semplicità. Questa app dalla fine dello scorso anno si è evoluta arrivando anche su Youtube e ora al Google I/O è stata presentata una nuova storia, denominata "Pearl", realizzata da Patrick Osborne, famoso animatore vincitore di un premio Oscar, che ha lavorato per vari blockbuster come Big Hero 6 e Ralph Spaccatutto.

Google I/O 2016 La conferenza di ATAP del Google I/O ha presentato numerose novità con interessanti prodotti che arriveranno presto sul mercato. Project Jacquard e Soli hanno quasi completato il loro processo di sviluppo e verranno ora applicati in prodotti commerciali. Soluzioni che promettono di cambiare il nostro modo di interagire con smartphone e smartwatch, offrendo metodi di input decisamente originali. Infine il tanto atteso Project ARA arriva ora in una nuova versione che per molti versi ci ha deluso. Viene abbandonata, infatti, la complessa architettura completamente modulare dei primi prototipi che consentiva di scegliere praticamente ogni componente del cellulare (display, SoC, ecc), in favore di uno smartphone tradizionale che può essere espanso con delle funzionalità aggiuntive. Non ci resta quindi che attendere il prossimo anno per vedere quanti e quali moduli verranno realizzati, sperando nell’arrivo di innovative ed utili funzioni.