Gram e Libra: Telegram e Facebook nel mondo delle monete virtuali

In anticipo rispetto a Facebook anche Telegram sta per lanciare la sua prima criptovaluta, per un futuro dove la moneta si farà sempre meno fisica.

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Il mondo delle criptovalute è in costante e rapida espansione. I bitcoin erano solo l'inizio: ora sono sempre di più le realtà che si stanno lanciando in una scommessa che per molti rappresenta il futuro della tecnologia applicata al mondo della finanza. L'arrivo di Facebook nella contesa con la sua attesissima Libra aveva fatto parecchio discutere e lo sta facendo ancor di più l'entrata a sorpresa in questo complesso mondo di Telegram.
Dopo voci di corridoio e smentite, sarebbe pronta a far partire, già dal prossimo 31 ottobre, il suo Gram, una moneta virtuale con la quale scambiare beni o servizi all'interno dell'app. Si tratta di un altro grande passo verso un mondo in cui le nuove monete saranno sempre più varie, con sempre più aziende pronte a lanciarsi nella contesa.

Arrivano i Gram

Gli investitori sono stati avvisati e secondo voci sempre più insistenti Telegram sarebbe ormai in procinto di lanciare la sua criptovaluta, attesa entro la fine di ottobre di quest'anno. Un mossa a sorpresa e un'arrivo imprevisto, molto in anticipo rispetto ai tempi: il Gram adopererà la tecnologia blockchain e sarà gestita da un rete autonoma, la Telegram Open Network. Inizialmente sarà utilizzata da un gruppo selezionato di circa 300 milioni di utenti in tutto il mondo, che avranno a disposizione un portafoglio digitale che permetterà di scambiare file, messaggi e transazioni sia dentro che fuori dall'app.
Gli scambi monetari, registrati dentro la blockchain, saranno protetti e non accessibili nemmeno alla società fondatrice. Quella che arriverà il 31 ottobre sarà comunque una versione test, un banco di prova per un lancio su larga scala quasi obbligatorio per rispettare le scadenze fissate con gli investitori a inizio 2018. In tutto sono state 175 le realtà ad aver finanziato Gram per circa 1,7 miliari di dollari.

Un nuovo bitcoin?

Il Gram è ancora avvolto da una lieve coltre di mistero difficile da dipanare. In linea di massima si tratta di un progetto molto simile a quello di Facebook, almeno per quanto riguarda il suo scopo: la criptovaluta sarà utilizzata dagli utenti per acquistare beni o servizi e trasferire denaro in tutto il mondo senza vincoli e a prezzi piuttosto contenuti. Il Gram sarà una moneta "fluttuante", con un valore di scambio che non sarà mai stabile o ancorato a beni reali ma che cambierà in base agli scambi effettuati dagli utenti, un po' come accade per i Bitcoin.
L'app sarà lo snodo principale con cui avere accesso a questo nuovo universo: al suo interno sarà probabilmente implementata una funzione che prevederà l'accesso al proprio portafoglio digitale e sempre al suo interno sarà possibile scambiarsi somme con estrema facilità.

Ancora oggi comunque la segretezza è massima, mantenuta tale per evitare ritorsioni legali e problemi da parte di agenzie statali e istituti di credito, una costante quando si parla di monete virtuali, mai viste di buon occhio da stati e realtà finanziarie tradizionali.

Le mosse di Zuckerberg

Anticipata sui tempi, Facebook ha però tra le mani un progetto che ha tutta l'aria di essere molto solido e concreto, con un lancio fissato per il 2020 e differenze significative rispetto a Bitcoin e allo stesso Gram. Libra sarà gestita da un'associazione che ha già al suo interno investitori di un certo peso, tra cui istituti di credito importanti e colossi del settore come Mastercard e Visa, banche ed entità pubbliche. Il suo valore non sarà fluttuante come quello della moneta di Telegram, ma sarà ancorato rispetto ad una riserva di denaro che lo manterrà stabile nel tempo. Non saranno le transazioni a modificare il valore di scambio della moneta e nemmeno le regole di domanda e offerta, ma questa potrà essere riconvertita sempre alla stessa cifra.
Non saranno gli scambi e le speculazioni tipiche di realtà come i Bitcoin a modificare il valore di scambio: in qualsiasi momento una Libra potrà essere riconvertita con il suo valore corrispondente, tasso di cambio che non si modificherà nel tempo ma che rimarrà stabile proprio grazie alla riserva gestita dall'associazione controllata.

Un progetto ambizioso

Gli obiettivi di Libra sono ambiziosi e su larghissima scala, con il progetto pronto sin da subito ad essere disponibile per tutti e senza limiti. Libra si rivolgerà, principalmente, ai paesi in via di sviluppo, quelli in cui gli scambi di denaro si stanno facendo sempre più grandi e importanti. La diffusione capillare di Facebook in tutto il mondo permetterà di scambiare Libra con rapidità e con dei tassi di transazione che saranno piuttosto bassi e in linea con quelli dei maggiori circuiti internazionali, con il vantaggio di uno scambio più rapido, veloce e con molti meno limiti. I passaggi di denaro oltre frontiera dovrebbero essere molto più facili con Libra, senza le commissioni prese dalle banche per la conversione in valuta locale e con la possibilità di poter usare il tutto anche senza avere un contro corrente.

Libra, secondo l'idea di Facebook, sarà pensata per gli scambi tra persone che vivono all'estero e vogliono inviare il proprio denaro in paesi in via di sviluppo lontani, con il vantaggio di un tasso di conversione che nel lungo termine sarà sempre uguale. A tutto questo si unirà una facilità di utilizzo che dovrebbe essere ottima e un'integrazione con Facebook ai massimi livelli.

La new-new economy

Quella che si prospetta per i prossimi mesi e una lotta senza quartiere su un terreno irto di ostacoli ma che pare fertile per la nascita di tante realtà diverse. Per ora il mondo economico più tradizionale non sta vedendo di buon occhio questa rivoluzione, ma se grandi colossi del mondo social come Facebook e Telegram si sono rivolti in questa direzione è chiaro che molto presto tutti dovremmo fare i conti con questo nuovo modo di vedere l'economia. Solo toccandola con mano capiremo se si tratterà dell'ennesima bolla o se al suo interno ci sia davvero qualcosa di conveniente.

Certo è che le grandi aziende stanno portando avanti grandi investimenti, dimostrando di credere fortemente in un sistema economico che ha tutte le possibilità di sorvolare i vincoli e i problemi degli stati tradizionali, fornendo possibilità alternative agli utenti di tutto il mondo, che potranno per la prima volta scambiare moneta senza quasi nessun vincolo o confine. I problemi e le incertezze non mancano e potrebbero fare molta più paura degli aspetti positivi. Non ci resta che aspettare, vedere come si muoverà questo embrione appena nato e scoprire in che direzione si spingerà. Siamo certi che nuove e insospettabili realtà non mancheranno di inserirsi in questo mondo, aprendo una breccia dalla quale sarà davvero difficilissimo sottrarsi. Il Bitcoin era davvero solo l'inizio.