Speciale HP racconta

Dagli inizi in un garage al successo internazione, Federico Buffa racconta HP.

speciale HP racconta
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

La storia della tecnologia è costellata di grandi aziende e di grandi personaggi, che nel corso del tempo sono riusciti a cambiare radicalmente il mondo in cui viviamo. Oggi, siamo abituati a sentire nomi relativamente recenti, da Bill Gates a Steve Jobs, uomini che non solo hanno cambiato il mondo, ma che hanno avuto la capacità di comunicare questo cambiamento, agevolati proprio dagli strumenti che altri grandi personaggi, prima di loro, hanno creato. Personaggi che non avevano a disposizione gli innumerevoli canali comunicativi che sono oggi presenti e che hanno permesso a Jobs, Gates e a tutti gli altri di entrare nell'immaginario collettivo mondiale nel giro di poco tempo.
I nomi di Bill Hewlett e David Packard non godono dello stesso appeal al giorno d'oggi, eppure il contributo di questi due ingegneri nella storia della tecnologia è stato rilevante. Nei giorni scorsi, durante un evento organizzato da HP, a ricordarcelo è stato Federico Buffa, che è riuscito a coinvolgere il pubblico presente grazie a un viaggio a ritroso nel tempo, ricco di dettagli e di avvenimenti curiosi.

Buffa racconta HP

Il viaggio nella storia di HP inizia da molto lontano, in un’America alle prese con la crisi economica e con il new deal di Roosewelt, pronta a ripartire ma solo per entrare poi nel secondo conflitto mondiale. In questo contesto, due ingegneri usciti da Stanford, molto diversi l’uno dall’altro, fondano nel 1939 HP, la cui prima sede altro non era che il garage di casa Packard, a Palo Alto, diventato da poco patrimonio nazionale in California.
Il primo prodotto ad uscire dalla menti dei due è un oscillatore audio, l’HP 200A: la numerazione parte dal “200” e non dal “100” semplicemente per non far capire agli acquirenti che si trattava del loro debutto assoluto nel settore. L’HP 200A diventerà famoso per essere stato utilizzato da Walt Disney nella realizzazione della colonna sonora del film “Fantasia”. Lo scoppio della guerra ovviamente fornisce una forte spinta propulsiva alla crescita dell’azienda, grazie alle tecnologie sviluppate al suo interno, che vengono utilizzate dal governo per scopi civili e militari.
Da qual momento in poi l’ascesa di HP non sembra conoscere sosta e la sua espansione valica presto il continente americano, tanto che nel 1964 HP sbarca anche in Italia con una propria sede, che ha festeggiato i 50 anni proprio da pochi mesi.

In questi anni, i due ingegneri non solo propongono prodotti innovativi, ma si adoperano anche per cercare un modo nuovo di organizzare il lavoro aziendale, meno rigido e più centrato sulla libertà e sulla creatività, valori che ancora oggi sono dominanti dalle parti di Palo Alto. I cubicoli claustrofobici degli uffici tradizionali vengono sostituiti, ove possibile, con spazi open space, luminosi e condivisi da più persone, favorendo così la socialità e lo scambio di idee all’interno dell’azienda. I dipendenti non devono timbrare alcun cartellino quando vanno a lavoro, a testimonianza della fiducia dell’azienda nei loro confronti.
Dagli anni sessanta in poi la crescita è stata continua ma è a questo punto che Federico Buffa fa un salto in avanti di quarant’anni, arrivando praticamente ai giorni nostri. Il primo decennio del nuovo millennio infatti ha visto molti cambiamenti in HP, cambiamenti che hanno portato l’azienda, come molte altre del resto in quel periodo, a concentrarsi maggiormente nel settore finanziario più che in quello produttivo. Dal 2011 però, con l’arrivo di Meg Withman a capo dell’azienda, HP è ritornata al passato, dando più importanza agli ingegneri e meno alla borsa, cosa che ha permesso, quest’anno, di presentare oltre quaranta nuovi prodotti, come confermato da Santino Canegrati, Vice Presidente e General Manager Printing & Personal Systems di HP Italia. Questo permetterà ad HP di entrare in settori ancora inesplorati, incrementando inoltre la sua presenza in quelli storicamente più redditizi.

I nuovi prodotti

Le parole pronunciate durante la conferenza sono state confermate appena dopo il suo termine, quando l’attenzione si è spostata verso i prodotti in esposizione. Esempio perfetto del nuovo corso di HP è Omen, il notebook pensato per il gioco di cui abbiamo parlato in questo articolo dedicato. Visto dal vivo, le ottime impressioni avute sul suo design vengono ampiamente confermate, grazie a una forma davvero particolare, che riesce a trasmettere l’aggressività tipica di questo genere di prodotti senza però esagerare.
Totalmente rinnovata è anche la linea di prodotti Slate, che si arricchisce di quattro nuovi modelli. Il primo è HP Slate VoiceTab II, un phablet da 6” (1280x720 pixel) dotato di funzionalità dual sim e basato su SoC Marvell PXA1088, 1 Gb di RAM e 16 Gb per l’archiviazione, espandibili tramite Micro Sd. La dotazione comprende anche il supporto LTE, una fotocamera principale da 8 Mpix e una secondaria da 2 Mpix, il tutto proposto a un prezzo di 249€ con Android 4.4.2 preinstallato.
HP Slate 7 Voice Tab Ultra invece è un tablet dotato di scocca in metallo e funzionalità telefoniche, con display da 7” e risoluzione Full HD di 1920x1200 pixel. Le specifiche tecniche spiegano che a muovere il sistema è una CPU HiSilicon Balong V9R1 da 1.6 GHz, coadiuvata da 2 GB di RAM e 16 GB dedicati all’archiviazione dei dati. Anche in questo caso è presente lo slot Micro SD, mentre il comparto fotografico sale di livello, portando a 13 Mpix la camera principale e a 5 Mpix quella secondaria, mantenendo il supporto per l’LTE. Il prezzo del nuovo arrivato è di 399 euro.
Molto simili come piattaforma hardware sono i due modelli successivi, lo Slate 8 Plus e lo Slate 10 Plus. Le uniche differenze riguardano lo schermo, rispettivamente da 8” (1280x800 pixel) e 10” (1280x800 pixel), e la parte fotografica, ridotta a 5 Mpix per il sensore posteriore e 1 Mpix per quello anteriore. Il prezzo del modello da 8” non è ancora stato comunicato, mentre quello da 10” è di 299€.
Molto interessante è la presenza, all’interno delle varianti da 7,8 e 10 pollici, di una sim dati HPData Pass con precaricati 250 Mb di traffico mensili per due anni, in modo da poter utilizzare da subito il prodotto in mobilità. La qualità costruttiva di questi dispositivi è sembrata all’altezza, grazie alla presenza della scocca metallica in alcuni di essi, anche se resta l’incognita sulle performance delle CPU utilizzate. Ad ogni modo, durante la breve prova il sistema operativo è sembrato fluido, ma il comportamento di questi SoC in situazioni più complesse è tutto da verificare.
Sempre nel segmento tablet abbiamo potuto osservare anche l’HP 7 e 8 G2 e la variante HP 7 Plus G2. Questi dispositivi sono caratterizzati da un costo più contenuto e sono basati su SoC AllWinner Quad Core, mentre il modello Plus utilizza una CPU Intel Atom Z2520. In questo caso, l’esborso necessario per l’acquisto è di 119 e 149€ per i primi due, mentre la variante con SoC intel è proposta a 159€.I
Molto corposo era anche il line-up notebook, che si è arricchito con diversi nuovi prodotti. Anche se in Italia non stanno avendo il successo sperato, complici anche le reti del nostro paese, all’evento era presente il nuovo HP Chromebook 11, basato su piattaforma Exynos 5 Dual ed equipaggiato con uno schermo da 11.6” (1366x768), 2 Gb di RAM e 16 Gb dedicati all’archiviazione dei dati, coadiuvati da 100 Gb di spazio su Google Drive. Il prezzo per la proposta HP nel segmento Chromebook è di 269€.

Diverso il discorso per HP ENVY 17, una soluzione dal target completamente diverso, realizzato con un design sobrio ma elegante. A muovere il sistema è una CPU Intel i7-4700MQ, che utilizza 12 Gb di RAM e un disco da 1 Tb per l’archiviazione dei dati. Lo schermo è un modello da 17.3” con risoluzione 1600x900 pixel, che può contare su una GPU NVIDIA 740m con 2 Gb di memoria dedicata, con cui poter fare qualche partite in mobilità, senza però pretendere troppo.
Questi sono solo alcuni dei prodotti mostrati nel corso dell’evento, che spaziano in ogni ambito tecnologico, dalle stampanti laser agli speaker portatili, passando per svariati modelli di notebook e soluzioni per le aziende.
Da questo punto di vista, l’allargamento del listino HP e l’ingresso in settori prima inesplorati lascia chiaramente intendere che il cambiamento avvenuto dal 2011 in poi nel management dell’azienda sta dando i suoi frutti. Per quanto riguarda HP Italia, anche se i dati finanziari non possono ancora essere diffusi, il sorriso di Santino Canegrati lascia chiaramente intendere che la filiale italiana del colosso americano sia in buona salute, pronta ad affrontare le sfide che arriveranno nei prossimi anni.