HQ Trivia, il quiz in diretta sugli smartphone che mette in palio soldi veri

L'app del momento è HQ Trivia: ogni giorno due quiz in diretta permettono a milioni di giocatori di mettersi in tasca soldi veri. È il futuro della TV?

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Quante volte guardando "Chi vuol essere milionario?" o "L'eredità" avete pensato che al posto del concorrente in gara avreste sicuramente fatto meglio? E quanto è frustrante vedere il classico concorrente ignorantello che non ne azzecca una o che inciampa in uno di quegli strafalcioni che vanno a finire, di diritto, nelle tante compilation su YouTube della serie "Hitler è nato negli anni 70"? Ci sentiamo i migliori, crediamo di saperle tutte, ma la verità è che solo all'idea di presentarci ad uno delle decine di casting della Rai e di Mediaset ci viene male, e se poi si parla di metterci la faccia e finire in televisione -con il rischio di fare chi sa quale figuraccia- la cose non migliorano di sicuro.
Ma oggi tutto questo potrebbe cambiare, perché c'è un'app che permette di essere i protagonisti di un vero e proprio quiz in diretta, il tutto comodamente dal proprio divano di casa.
Si chiama HQ Trivia ed è stata pensata dai papà di Vine, la popolare piattaforma che permetteva di condividere video di appena sette secondi. Questa app sta riscuotendo un successo senza precedenti, grazie a milioni di giocatori che ogni giorno decidono di tentare la fortuna e portarsi a casa i soldi messi in palio dal gioco. Già, perchè HQ Trivia altro non è che la trasposizione in formato mobile dei tanti quiz di cultura generale che hanno affollato i canali televisivi negli ultimi decenni. E come ogni quiz che si rispetti, l'ultima domanda azzeccata ci mette nel portafoglio un po' di soldi.

Le regole del gioco

Le regole sono estremamente semplici: ogni giorno si svolgono da un minimo di una ad un massimo di due partite, generalmente alle 21:00 e alle 3:00 italiane. Ogni quiz è in diretta, ed è presentato, in alternanza, da un piccolo roster di conduttori capeggiato da Scott Rogowsky che, per la cronaca, prima di lavorare per l'app era un comico che faceva una certa fatica a sbarcare il lunario. Ogni sera vengono presentate dodici domande a cui si hanno appena dieci secondi per rispondere. Le opzioni da cui scegliere sono sempre tre, il che implica che tentare la fortuna e sparare a caso spesso è una buona idea. Si va dal cinema (gettonatissimo) alla politica, passando per cucina, arte, tecnologia e molte altre categorie attenenti al calderone della cultura generale.
Se si risponde correttamente alla domanda posta da Rogowsky si può passare a quella successiva, in caso contrario si viene eliminati. Come ogni quiz che si rispetti si parte da domande elementari, arrivando via via a domande più diaboliche tra cui veri e propri trabocchetti: in una delle partite a cui ho partecipato, ad esempio, una domanda chiedeva di identificare il presidente nato nel ventesimo secolo che avesse ricoperto il ruolo per primo tra quelli proposti. Tra le opzioni anche Kennedy e Eisenhower. Risposta corretta: Kennedy, Eisenhower non è nato nel ventesimo secolo. Sadismo allo stato puro.
Ma è normale e dovuto, perché in media ad una partita normale partecipano tra i settecentomila e i due milioni di spettatori. Il montepremi, agli albori dell'app, era di poche centinaia di dollari, man mano che è aumentata di popolarità si è passato ai 5.000-20.000$ di adesso. Il montepremi è equamente diviso tra tutti i vincitori, fare una scrematura brutale è imperativo. E già così in media si arriva a circa un migliaio di giocatori vincenti, con un piccolo premio di appena 4$ o poco più nelle serate in cui vengono messi in palio 5.000$.
Tutti i soldi, al momento, sono forniti in perdita dagli investitori, ma già adesso si può intuire quale sarà il business model che consentirà a questa app di diventare una macchina da soldi: negli ultimi mesi si sono tenuti anche delle vere e proprie puntate speciali, con guest star d'eccezione. Tra queste alcune sono state sponsorizzate da brand o case cinematografiche: una puntata del piccolo show è stata finanziata da Warner Bros per il lancio del film "Rampage", host Dwayne "The Rock" Johnson e montepremi da 300.000$.

Per Ready Player One è stata fatta un'iniziativa simile. Prova che comunque grazie a questa app è possibile portarsi a casa anche dei veri e propri piccoli gruzzoletti che potrebbero fare la differenza, come testimonia la toccante storia di questo uomo che ha vinto 20.000$. Ad oggi, una delle edizioni più particolari è stata quella sponsorizzata da Nike con un montepremi di 100.000$ più 100 Nike AIR270 in edizione limitata e create apposta per HQ Trivia. In altre parole: gioco e pubblicità si fonderanno in modo sempre più consistente, dal momento che l'app sta diventando una delle vetrine più popolari e guardate nel mondo delle app - e questo fa gola alle aziende.
Fino a poco tempo fa era possibile ritirare i soldi vinti tramite Paypal, ma solo dopo avere accumulato almeno 20$. Inoltre si avevano 90 giorni per ritirare le vincite, dopo di che i soldi venivano azzerati. Non una cosa simpatica, ma per fortuna ora le regole sono cambiate ed è possibile ritirare i soldi senza nessun tipo di restrizione.

HQ Trivia non parla italiano, ed è leggermente inquietante

C'è un unico piccolo-grande problema che potrebbe fermare il vostro entusiasmo: HQ Trivia non è minimamente localizzato in italiano. Al momento l'app è interamente in inglese, e se poco o nulla si può fare per lo show, trasmesso in diretta, già diverso sarebbe poter contare su una traduzione delle domande a livello testuale. Questo perché in qualche occasione si potrebbe incappare in qualche slang, o in qualche parola non di uso comune che potrebbe lasciare confusi i non anglofoni. E se questo vale per le persone che masticano l'inglese, a pesare ulteriormente è il sospetto che anche le domande siano al momento pensate per un pubblico prevalentemente americano.
Ad esempio, nel corso della stessa partita, sono capitate due domande a cui è davvero difficile pensare che un europeo possa rispondere. Quale di queste persone è un membro del SCOTUS (Supreme Court of the United States)? O ancora, e questa è davvero simpatica: con quali Stati confina il Golden States? Ed ecco una serie di opzioni tra cui Centennial State, Constitution State e via dicendo. Ma quanti europei sono a conoscenza che Golden State è il soprannome della California? Probabilmente molto pochi.
HQ Trivia nelle ultime settimane ha iniziato a fare anche degli show esclusivamente dedicati al pubblico britannico, uno dei quali condotto da Sting e Shaggy. Questo ci fa pensare che HQ Trivia non sia interessato a tradurre i suoi show, e che sul lungo periodo il piano di Intermedia Lab sia quello di trasmettere show creati appositamente per ogni nazione.
Ad ogni modo HQ Lab non ha lasciato entusiasti proprio tutti-tutti, qualcuno si è addirittura spinto a definire l'app come una sorta di anticipazione di un futuro distopico alla Black Mirror, citando la puntata della prima stagione dove alcuni individui sono costretti a passare le giornate su delle cyclette per poter partecipare ad un quiz show che ha, per premio finale, la libertà.

A fare questo confronto è un pezzo pubblicato dal The Atlantic che, chiudendo un occhio su questo paragone eccessivamente provocatorio, a dirla tutta non manca di spunti interessanti: "l'app rappresenta un futuro plausibile ma non ancora realizzato, sebbene sembri all'orizzonte: uno dove la competenza non si misura in base alla conoscenza ma con un istinto pregno di illusione" scrive, infatti, Ian Bogost. A venire criticati sarebbero i dieci secondi messi a disposizione ai giocatori, un escamotage per evitare che questi possano avere il tempo di cercare la risposta su Google.
Eppure dieci secondi sono davvero pochi, troppo pochi per ragionare sulla domanda, e non poi così tanti per cercare di concentrarsi e far ricorso alla propria memoria. E se manca il ragionamento il giocatore è costretto a far ricorso al proprio istinto, in una competizione dove vince chi dà le risposte rapidamente, con i ritmi istantanei e frenetici a cui ci hanno abituato i social e altri servizi della Silicon Valley.

Il futuro della televisione

Non sappiamo quanto ci sia di vero in quanto pubblicato dal The Atlantic, se seriamente le meccaniche di gioco di HQ Trivia debbano farci preoccupare sulla direzione che sta prendendo la nostra società. Quello che è certo è siamo davanti al futuro dell'intrattenimento televisivo. HQ Trivia ci ha ricordato quanto possa piacere il brivido della diretta, la partecipazione ad un fenomeno di massa che ci vede assieme ad altri milioni di spettatori, tutti davanti al proprio piccolo schermo. E in un contesto dove tira sempre di più l'on-demand e la fuga dagli spot pubblicitari -interruzioni anacronistiche alla nostra smania di un intrattenimento costante- o, ancora, dai palinsesti preconfezionati dalle emittenti che costringono lo spettatore a programmare la propria vita in base ai tempi di messa in onda (e non viceversa, come accade nel ben più comodo Netflix), la partecipazione live e di massa degli spettatori potrebbe davvero essere il Jolly con cui salvare un'industria claudicante - ma ancora ben lungi dall'essere malata terminale.
Un domani i giudici dei talent potremmo essere noi, senza i cartelli con i voti di un Ballando con le stelle, o i pulsantoni di un X-Factor. Giudici armati di smartphone, con la possibilità di condizionare quanto accade sullo schermo in qualsiasi momento. O ancora, il pubblico potrebbe essere a sua volta concorrente -proprio come su HQ Trivia- dei vari Affari Tuoi, l'Eredità e Sarabanda. E chi sa che l'intrattenimento televisivo torni a non essere un passatempo per vecchi, ma qualcosa per cui -addirittura- valga la pena interrompere per un momento la nostra serie preferita su Prime.