Huawei Mate 10 Pro, prova dopo 6 mesi: velocità e autonomia a prezzo ribassato

Dopo sei mesi di utilizzo, l'ex top di gamma di Huawei è ancora un ottimo compagno di lavoro, proposto oggi a un prezzo ancora più interessante.

speciale Huawei Mate 10 Pro, prova dopo 6 mesi: velocità e autonomia a prezzo ribassato
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Huawei Mate 10 Pro ha segnato un punto di svolta per la casa cinese. Fino al suo arrivo, i suoi predecessori, e anche i cugini della gamma "P", avevano sì raggiunto livelli qualitativi eccellenti, ma senza toccare le vette della concorrenza, Samsung in primis. Mate 10 Pro ha rappresentato la perfetta chiusura del cerchio, di un'evoluzione che ha portato poi allo sviluppo del P20 Pro, a nostro avviso il miglior flagship Android uscito nel finora nel 2018. Con l'arrivo di questo smartphone, Mate 10 Pro è passato in secondo piano, del resto l'evoluzione tecnologica, e il mercato, non si fermano mai.
L'ex top di gamma però, visto anche il prezzo ribassato, rappresenta ancora oggi una valida alternativa al P20 Pro, complice un hardware in larga parte condiviso. Ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi la nostra esperienza d'uso dopo poco più di sei mesi dalla recensione originale, tirando le somme su uno smartphone che nel frattempo ha anche guadagnato qualche nuova funzione.

Design

"Il top di gamma per chi non vuole il Notch". Se dovessimo scrivere oggi la recensione del Mate 10 Pro, probabilmente sarebbe questo il titolo dell'articolo. In effetti, dal suo arrivo sul mercato, le mode hanno modificato in modo piuttosto radicale l'aspetto degli smartphone Android, portando il notch su un numero enorme di dispositivi. Quasi tutti gli smartphone di fascia medio-alta lanciati negli ultimi mesi presentano il notch nella parte superiore dello schermo, mentre Mate 10 Pro, essendo arrivato prima dell'attuale generazione di device, utilizza un più tradizionale schermo borderless. Una mancanza o un vantaggio nei confronti dei concorrenti? La piccola tacca non piace a tutti, questo è certo. Le linee geometriche e razionali del display del Mate possono dunque essere un vantaggio, vista anche la relativa inutilità del notch, utilizzato su Android, per ora, esclusivamente per fini estetici.
Passando alla backcover, non possiamo che confermare quanto detto sei mesi fa: Mate 10 Pro punta sulla sobrietà, senza eccessi estetici, ma andando diretto al sodo. Il doppio sensore verticale, con le due cam separate, rimane un segno distintivo, soprattutto oggi, dove molti smartphone stanno seguendo la strada tracciata da Apple e dal suo iPhone X. Il vetro e il frame in metallo hanno retto bene al trascorrere dei mesi e non mostrano segni di usura, ma la nostra esperienza è poco indicativa in questo senso, avendo sempre utilizzato il device con cover protettiva.
Con il vetro che ricopre il display non siamo invece stati altrettanto accorti, avendo tolto la pellicola protettiva appena dopo aver aperto il telefono, senza mai rimetterla. In questo caso, apprezzabile è la totale assenza di micro graffi, molto comuni nel normale utilizzo, segno dell'ottima qualità del vetro utilizzato. Un graffio più profondo, di circa 2mm di lunghezza, è invece presente, probabilmente causato da una chiave, una disattenzione comune ma che causa spesso danni rilevanti, facilmente evitabile prestando maggiore attenzione al proprio smartphone.

Mate 10 Pro può contare sulla certificazione IP67, che lo rende impermeabile all'acqua e impenetrabile alla polvere. Dopo i primi test di immersione svolti sei mesi fa per verificare l'effettiva resistenza all'acqua, abbiamo sempre utilizzato il device nel modo più consono, anche sotto la pioggia, senza mai rilevare problemi o infiltrazioni.

Caratteristiche tecniche

Se escludiamo il comparto fotografico, Mate 10 Pro è quasi identico al P20 Pro. Lo schermo è di tipo AMOLED con diagonale da 6", contro i 6.1" del suo successore, e ha una risoluzione di 2160x1080 pixel, con aspect ratio 18:9, contro i 18.7:9 del P20. Lo schermo supporta lo standard HDR10, e proprio da questo elemento arriva una delle novità introdotte nel corso dei mesi. Durante la recensione, avevamo infatti riscontrato la mancata compatibilità del dispositivo con i contenuti HDR di Netflix e di YouTube. Ora, in entrambe le piattaforme, l'HDR è attivo e utilizzabile, offrendo un buon aumento qualitativo durante la riproduzione, soprattutto nei colori, eliminando anche il fastidioso color banding.
Il processore è il Kirin 970, octa core realizzato a 10 nm, mentre la GPU è una Mali-G72MP12. Si tratta dell'attuale flagship della casa cinese, che molto probabilmente rimarrà tale fino a settembre-ottobre, quando sul mercato farà capolino il nuovo Mate. Nessuna differenza sotto questo aspetto rispetto al P20 Pro, stessa cosa le memorie, vista la presenza di 6 GB di RAM e di 128 GB di storage, di tipo UFS 2.1. Identica anche la batteria, da 4000 mAh, con supporto alla ricarica rapida.

Un solido tuttofare

In questi mesi il nostro Mate 10 Pro è stato utilizzato principalmente a fini lavorativi, confermando in tutto e per tutto quanto espresso durante la recensione. Durante questo lungo periodo di prova, il terminale è stato stressato a dovere, funzionando principalmente come hub per il controllo di mail, circa una cinquantina al giorno, e messaggi WhatsApp, un centinaio al giorno, oltre che per scattare immagini da presentazioni stampa e per la navigazione web. Un contesto in cui alle elevate ore di utilizzo dello schermo si unisce un numero di accessi alla rete giornalieri decisamente superiore alla media. Mate 10 Pro è un terminale che può garantire facilmente due giorni di utilizzo continuato senza ricariche, un giorno e mezzo nel nostro caso. Nonostante cicli di ricarica non certo regolari, e la ricarica rapida, ulteriore stress da aggiungere alla batteria, questa si è mantenuta sugli stessi livelli della recensione, confermando l'ottimo lavoro svolto da Huawei sotto questo fronte.
Buone notizie arrivano anche dal software, basato su Android Oreo ed interfaccia EMUI, che nel tempo non ha dimostrato flessioni rilevanti nelle prestazioni. Molto spesso, a intervalli regolari si è costretti a resettare il proprio telefono a causa del decadimento delle prestazioni, che non abbiamo riscontrato nel Mate 10 Pro. I motivi sono diversi, a cominciare dal tipo di utilizzo che abbiamo fatto del terminale, fino agli accorgimenti tenuti da Huawei con la sua EMUI.

Nel primo caso, sfruttando il Mate prettamente in ambito business, il terminale non è stato soggetto a continue installazioni-disinstallazioni di applicazioni, preservando la struttura originale dell'OS. Per quanto riguarda la EMUI invece, questa sfrutta dei particolari algoritmi di apprendimento che da un lato consentono di ottimizzare al meglio le applicazioni più utilizzate dall'utente, mentre dall'altro mantengono sempre reattivo il sistema. Bisogna poi sottolineare come il processore Kirin 970, pur non toccando vette particolari in termini di potenza computazionale se comparato ai più recenti Snapdragon 845 o all'Apple A11, unito ai 6 GB di RAM, fa davvero bene il suo lavoro, come dimostrato anche dal P20 Pro.

Sul fronte fotografico, il terminale è ancora oggi ai vertici, seppur scalzato da pesi massimi come il suo successore o il Galaxy S9. P20 Pro può beneficiare di un sensore fotografico aggiuntivo con zoom 3x, di uno principale da 40 Megapixel RGB e di uno da 20 Megapixel in bianco e nero, contro il doppio sensore del Mate 10 (20 Megapixel in bianco e nero, 12 RGB). Nonostante questo, gli scatti ottenibili con l'ex top di gamma rimangono di alto livello, ne potete trovare diversi in questo speciale per farvi un'idea della qualità raggiungibile in modalità automatica, senza particolari impostazioni.

Huawei Mate 10 È ancora consigliabile l’acquisto del Mate 10 Pro oggi, nonostante l’arrivo del P20 Pro? Visto il prezzo, che si aggira intorno ai 500€, assolutamente si. L’ex top di gamma offre infatti molte delle specifiche presenti nel nuovo flagship ma a un costo inferiore, prima fra tutte l’ottima autonomia, superiore a quella della quasi totalità dei concorrenti. Da sottolineare anche la cura riposta dalla casa cinese negli aggiornamenti, che nella nostra versione internazionale del terminale sono sempre arrivati puntuali, patch di sicurezza comprese, portando anche nuove funzioni, come il riconoscimento facciale per lo sblocco, aggiunto di recente. Lo smartphone ha mantenuto prestazioni costanti nel tempo, senza decadimenti rilevanti, merito sia dell’ottimizzazione raggiunta dalla EMUI, sia del tipo di utilizzo fatto con il terminale, prettamente business nel nostro caso. Mate 10 Pro è quindi ancora oggi un ottimo compagno di lavoro, dotato di prestazioni convincenti e di un’autonomia ai vertici della categoria, oltre che di un comparto fotografico ancora all’altezza, tutti elementi che confermano le impressioni avute durante la recensione dello scorso anno.