Huawei OS: uno dei maggiori produttori di smartphone abbandonerà Android?

Huawei prepara un OS alternativo ad Android, in un contesto in cui le aziende cinesi rischiano grosso a causa delle sanzioni americane.

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La notizia sta rimbalzando di sito in sito: "Huawei ha sviluppato il suo sistema operativo per smartphone, PC e tablet". D'altronde, si parla di un possibile SO proprietario della società cinese già dal lontano 2012, quando il governo degli Stati Uniti d'America decise di indagare sui temi legati alla sicurezza dei dispositivi Huawei e ZTE. Tuttavia, sembra che Huawei OS non abbia ancora visto la luce per via dei parecchi anni richiesti dallo sviluppo di un software così complesso. Oggi, però, i tempi sembrano essere maturi, con alcune fonti che parlano di una società cinese che ha messo il piede sull'acceleratore dopo i recenti problemi commerciali in USA e in altre parti del mondo.
Un ruolo fondamentale l'avrebbe avuto la recente situazione che si sta creando in casa ZTE, con il ban che le impedisce di acquistare componenti da aziende con sedi negli Stati Uniti d'America, l'etichetta "rischio per la sicurezza nazionale" in UK e la possibile perdita della licenza per montare Android sui suoi dispositivi. Insomma, Huawei sembra aver paura di fare la fine di ZTE, ecco perchè lo sviluppo di un OS proprietario ha perfettamente senso.

La fine del duopolio?

Gli ultimi anni hanno visto un mercato degli smartphone dominato dal duopolio Android/iOS, montati addirittura dal 99,9% dei dispositivi. Numeri pazzeschi, che però potrebbero presto essere messi in discussione da questa nuova soluzione di Huawei. Certo, sarà molto difficile per la società cinese inserirsi tra due contendenti di questo calibro. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che, nei risultati finanziari relativi al 2017, Huawei ha dichiarato di aver venduto ben 153 milioni di smartphone in tutto il mondo, contando anche quelli del sub-brand Honor. La società cinese è attualmente il terzo produttore di smartphone al mondo, sotto solamente a Samsung e Apple. Insomma, la possibilità di prendersi una buona fetta di mercato, soprattutto nella fascia medio/bassa, è concreta.

Molto importante sarà la qualità del nuovo sistema operativo, che dovrà essere ottimizzato al massimo per gli smartphone della società cinese. In questo senso, ricordiamo che Huawei dispone già dei suoi processori proprietari Kirin, che potrebbero essere finalmente sfruttati al massimo. Oltre a questo, l'azienda dispone di una miriade di applicazioni sviluppate internamente, che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni. Una delle critiche più "feroci" che l'utenza muove a Huawei è la presunta mancanza di differenziazione del prodotto, cosa che potrebbe essere messa a tacere proprio con l'arrivo di Huawei OS.
A prescindere da come sarà e dai motivi che spingeranno Huawei ad usarlo, l'OS in sviluppo sembra più una soluzione estrema che una strada percorribile. Nel caso in cui le autorità americane vietassero l'utilizzo di Android, la casa cinese avrebbe così un'alternativa pronta, un po' come fatto da Samsung con Tizen. Ma fino a quando quel momento non arriverà, Huawei continuerà ad andare avanti con il robottino verde.