Huawei P50 Pro e Watch GT Runner: l'ecosistema HMS flagship alla prova

Huawei ha lanciato in Italia lo smartphone P50 Pro e lo smartwatch Watch GT Runner: abbiamo provato l'ecosistema HMS di fascia alta per qualche giorno.

Huawei P50 Pro e Watch GT Runner: l'ecosistema HMS flagship alla prova
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Huawei è un brand che continua a innovare il mercato smartphone da parecchi anni. Se il ban inferto dagli USA ha in qualche modo rallentato la sua spinta propulsiva nelle prime fasi, è bene ricordare che molte grandi e piccole rivoluzioni del mondo tech sono nate proprio durante periodi difficili, perché è nelle avversità che una società può dimostrare praticamente quanto crede nei suoi progetti.
Su questo a Huawei non si può dire realmente nulla: la questione va avanti da anni, ma il colosso di Ren Zhengfei sta rispondendo con enorme forza di volontà. Basti pensare allo sviluppo di HarmonyOS, qui presente in versione per smartwatch e che in futuro potrebbe rivelarsi il fiore all'occhiello di Huawei per tutta la sua offerta.

In questa sede, però, mettiamo un attimo da parte il futuro per concentrarci sul presente. Negli ultimi giorni, infatti, abbiamo avuto modo di mettere alla prova gli appena annunciati Huawei P50 Pro e Watch GT Runner, dispositivi progettati per dar vita a un vero e proprio ecosistema a parte.
La possibilità di mettere le mani su questi prodotti si è rivelata molto interessante, nonché un'ottima occasione per soffermarci sul lavoro che il brand sta svolgendo per perfezionare la sua offerta.

Huawei P50 Pro: un mostro fotografico

Non appena abbiamo preso in mano Huawei P50 Pro, la prima cosa che ha catturato il nostro sguardo è stata l'imponente comparto fotografico principale, affiancato dalla scritta LEICA e che si presenta con due sezioni circolari.

In alto prende posto un set composto da tre sensori: 50MP (f/1.8, OIS, 23mm) + 40MP (f/.16, 26mm) + 13MP (f/2.2, ultra-wide). In basso, invece, troviamo una lente Periscope da 64MP (f/3.5, OIS, 90mm). All'atto pratico, troviamo due lenti True-Chroma, una per i colori e una mono, un sensore ultra-wide e un teleobiettivo. A tutto ciò si aggiunge un sensore multi-spettro a 10 canali.
Cosa si può fare con un reparto fotografico di questo tipo? Le premesse ci parlano di un sistema dal potenziale quasi illimitato, soprattutto per l'utente abituato a immortalare i momenti migliori della sua vita con uno smartphone. I sensori True-Chroma sono pensati per bilanciare i colori, in modo che si avvicinino il più possibile alla realtà.

Ciò che offre oggi Huawei è una nuova generazione di Huawei Image, che sfrutta degli avanzati sistemi di elaborazione dell'immagine e resa dei dettagli. Stiamo parlando di Huawei XD Optics e Huawei XD Fusion Pro, che permettono di ottenere un bilanciamento dei colori quanto più fedele possibile ma anche di riuscire a catturare buoni scatti, anche con zoom particolarmente elevato.
Arrivare, ad esempio, a 100x non è quasi mai una buona idea, anche se può tornare utile in determinati contesti, ma lo zoom 3,5x ottico o il 10x offerti dal P50 Pro sono piuttosto validi, certamente tra le migliori soluzioni sul mercato. Di seguito qualche esempio, ma potete trovare alcuni scatti non compressi nella nostra cartella Drive dedicata a Huawei P50 Pro.

Un comparto fotografico di questo tipo, tuttavia, può rivelarsi utile in molte altre situazioni. Dalle ottime grandangolari alle macro, passando per i buoni risultati in notturna, anche se in qualche contesto difficile il rumore si fa notare. Tutto questo senza dimenticare la registrazione video, che offre persino la possibilità di effettuare Time Lapse in 4K e dispone della stabilizzazione dell'immagine AIS Pro, che migliora il risultato quando si è in movimento.

Anteriormente troviamo una fotocamera da 14MP da 100 gradi con Auto Focus, che permette di scattare "selfie grandangolari". Insomma, al netto di qualche imperfezione negli scatti notturni, Huawei non ha lasciato nulla al caso per quanto riguarda il comparto fotografico del P50 Pro, dimostrando ancora una volta di non essere seconda a nessuno quando si tratta di realizzare tecnologie top di gamma potenzialmente in grado di sbalordire l'utente al primo contatto.

Huawei P50 Pro non è però solamente fotocamere e infatti anteriormente troviamo un ottimo display Flex Curved OLED da 6,6 pollici con risoluzione Full HD+ (2700 x 1228 pixel), refresh rate di 120 Hz e touch sampling rate di 300 Hz, che dispone di colori ben tarati e di una buona luminosità massima. Prendere visione di contenuti multimediali su questo pannello è una goduria per gli occhi, così come convince particolarmente il comparto audio stereo composto da due speaker, sia in termini di qualità che in termini di volume massimo. Non manca inoltre la certificazione IP68, nonché una batteria da 4360 mAh, che garantisce di arrivare sempre a sera e che potrebbe permettere a qualche utente che fa un uso meno intenso dello smartphone di raggiungere i due giorni. Non male anche la ricarica, da 66W tramite il caricatore presente in confezione o 50W in modalità wireless.
Altri punti di forza del dispositivo sono sicuramente le prestazioni offerte dal SoC Qualcomm Snapdragon 888 4G, affiancato da 8GB di RAM e 256GB di memoria interna espandibile tramite scheda NM, ma non sono da sottovalutare neanche peso e spessore (195 grammi e 8,5 mm), piuttosto contenuti, e l'aspetto decisamente premium offerto dalla colorazione Cocoa Gold (sul mercato c'è anche la Golden Black), che lascia sin da subito una buona sensazione in termini di look and feel, nonostante trattenga un po' troppo le ditate sul retro.

Fino a questo punto la descrizione è quella di un flagship in grado di rivaleggiare e per certi versi superare quanto attualmente sul mercato. Il prezzo di 1199,90 euro su Huawei Store, che fino al 28 febbraio 2022 permette di ottenere in omaggio gli auricolari con ANC Huawei FreeBuds Pro e include una sostituzione gratuita dello schermo e della back cover entro il primo anno, è in linea con quello di altri top di gamma Android usciti negli ultimi anni. Qui però entrano in gioco i limiti che molti avranno già immaginato: l'assenza dei servizi Google porta l'utente a usare Huawei AppGallery (che permette di installare APK da fonti terze), Petal Search ed eventualmente anche l'Amazon Appstore, in modo da avere un negozio digitale di supporto. L'offerta dello store digitale di Huawei si è ampliata a dismisura nel corso degli anni, presentando ora app importanti come quelle di UniCredit e Amazon Shopping, giusto per intenderci.

Tuttavia, per WhatsApp si deve ancora passare per il portale ufficiale e bisogna comunque ricorrere a store esterni per altre app popolari. YouTube si può aprire in PWA e un utente con un po' di esperienza riesce ad accedere più o meno a tutto, compresi giochi come Fortnite e Rocket League Sideswipe (accessibili tramite l'Epic Games Store) nonché Netflix, ma durante l'uso quotidiano emergono una serie di limitazioni che faranno sicuramente storcere il naso a più di qualcuno.

Il dispositivo presenta infatti i DRM Widevine L3, che permettono una riproduzione solamente SD su Netflix, i video su YouTube non vanno a coprire le zone laterali dello schermo tramite PWA, manca all'appello la connettività 5G e non è possibile utilizzare servizi come Google Drive, quindi funzionalità legate a questo servizio si vanno a perdere e, per esempio, il backup delle chat di WhatsApp si può eseguire solo in locale. In ogni caso, la EMUI 12, che dispone di un design moderno e di miriadi di funzionalità, prova in tutti i modi a sopperire all'assenza dei servizi Google, implementando anche Celia, un assistente vocale che può fornire informazioni sul meteo e altro.
Non manca, inoltre, un pannello per le News alternativo rispetto a quello classico dei dispositivi Android, così come un'ottima integrazione con gli altri dispositivi Huawei. Tuttavia, il principale grattacapo della personalizzazione EMUI 12 che troviamo su Huawei P50 Pro è ancora la frammentazione a cui l'utente deve ricorrere per trovare le sue app preferite.

Al netto di questo, ci teniamo a rassicurare gli appassionati del mondo smartphone: Huawei non ha perso il suo tocco, anzi. Huawei P50 Pro ci ha lasciato a bocca aperta in termini di reparto fotografico e per un utente consapevole può rivelarsi un buon compagno di viaggio nel quotidiano. La questione del ban è ormai ben nota e l'azienda cinese se la sta progressivamente lasciando alle spalle, lavorando duramente e realizzando dispositivi tecnologici di alta caratura sotto diversi punti di vista, come vedremo a breve anche in un altro campo.

Prima, però, sfatiamo la questione HarmonyOS: al contrario di quanto riportato da alcune fonti, nel caso di Huawei P50 Pro è corretto fare riferimento alla EMUI 12 e non ad HarmonyOS (che rimane per ora "confinato" ad altri dispositivi). Ci spieghiamo meglio: in Italia l'OS viene chiamato proprio EMUI 12 ed è stato sviluppato su AOSP (Android Open Source Project), ma integra la tecnologia distribuita sviluppata in proprio da Huawei a partire da EMUI 10. Quest'ultima torna utile, ad esempio, nell'interoperabilità tra i dispositivi, grazie a tecnologie come il file system distribuito OneHop e Huawei Share. Per intenderci, al netto delle personalizzazioni grafiche e delle funzionalità citate, il software è quasi indistinguibile da Android: questo per dire che l'utente medio si troverà comunque a casa.
Huawei ha preferito includere alcune funzionalità di HarmonyOS nella EMUI 12, piuttosto che lanciare una piattaforma completamente nuova in Europa. Per ora, non c'è alcun piano ufficiale di portare HarmonyOS fuori dalla Cina, perlomeno lato smartphone.

Huawei Watch GT Runner: lo smartwatch per i runner con HarmonyOS 2.1

Huawei si sta facendo particolarmente notare in questo periodo in campo smartwatch, rilasciando un dispositivo intrigante dopo l'altro. L'ultimo arrivato è Huawei Watch GT Runner, un wearable pensato, come si evince dal nome, per i corridori. Il prezzo non è male: 299,90 euro su Huawei Store con in omaggio, nel primo periodo di vendita, gli auricolari True Wireless Bluetooth Huawei FreeBuds 4i e il cinturino Huawei.
Qui entra in gioco ulteriormente l'approccio innovativo del brand, dato che a livello software in questo caso troviamo il sistema operativo HarmonyOS 2.1. Abbiamo apprezzato molto lo spirito con cui Huawei ha realizzato questo dispositivo, personalizzandolo allo scopo di farlo diventare una sorta di personal trainer.

Ci spieghiamo meglio: il perno generale dell'esperienza passa sempre per l'applicazione Huawei Health, tra l'altro preinstallata su Huawei P50 Pro (con cui lo smartwatch crea un ecosistema HMS non male), ma è l'OS presente all'interno del dispositivo a gestire il "cuore" dell'esperienza. A tal proposito, troviamo miriadi di possibilità, dall'assistente vocale Celia al meteo, passando per la gestione della musica tramite storage dedicato, su cui si possono salvare fino a 500 brani, ma non mancano feature aggiuntive come il monitoraggio della pressione dell'aria, dell'altitudine e le informazioni relative all'ora di alba, tramonto, alba lunare e tramonto lunare.
Ci sono poi indicazioni relative a fase lunare e marea. Presente anche un costante monitoraggio della frequenza cardiaca, che diventa ancora più preciso rispetto al passato grazie alla tecnologia TrueSeen 5.0+. Non mancano, inoltre, la rilevazione della SpO2, il monitoraggio del sonno e dello stress e i dati ci sono sembrati in linea con quanto ci aspettavamo.

In linea generale, Huawei Watch GT Runner è un dispositivo molto completo, che innova anche montando la prima antenna nascosta sospesa del settore con posizionamento GNSS con cinque moduli a doppia banda, che consente di monitorare localizzazione e traiettoria di corsa in modo particolarmente accurato. La fase dell'attività fisica rappresenta d'altronde il "momento chiave" per l'utilizzo di Huawei Watch GT Runner.

In questo contesto, il dispositivo mette in primo piano la corsa all'aperto, ma è in realtà possibile monitorare diverse altre attività, dalla corsa al chiuso alla camminata, passando per la bicicletta, il nuoto, l'escursione in montagna e tanto altro. Il focus è posto anche sui piani di allenamento e sulla corsa guidata, nonché sul tempo di recupero. In parole povere, lo smartwatch segue l'utente in tutte le fasi dell'allenamento, con un'esperienza arricchita anche da un sistema di medaglie per premiare l'utente quando supera un determinato obiettivo, per esempio il numero di passi giornaliero.

Da non sottovalutare inoltre la presenza di Healthy Living, che aiuta l'utente a mantenersi in salute con costanza, consigliando e aiutandolo a creare delle abitudini sane. Chiaramente sarà l'utente a scegliere il suo obiettivo, specificando se vuole sentirsi più rilassato e tranquillo o se vuole migliorare il sonno e la produttività durante il giorno.

Sistemi come il RAI e la guida vocale, nonché la possibilità di mettere in piedi un piano di allenamento scientifico, creano un connubio che permette di monitorare l'attività fisica e di mantenere al contempo la costanza, senza sottovalutare mai l'importanza del recupero fisico.
Inoltre, la schermata principale del dispositivo consente di tenere traccia di tutte le statistiche principali. Insomma, Huawei Watch GT Runner può diventare un ottimo compagno nel quotidiano e tra l'altro il sistema operativo si lascia controllare con una facilità disarmante, anche attraverso un cursore laterale che può essere premuto e ruotato. Il peso del corpo dello smartwatch è di appena 38,5 grammi, le dimensioni della cassa sono di 46mm, lo schermo ha una buona luminosità e utilizzare il dispositivo è complessivamente molto comodo, con il cinturino in silicone che lo mantiene ben saldo al polso.
La ricarica avviene mediante un'apposita base magnetica e l'autonomia non è per niente male. Le due settimane di autonomia stimate da Huawei sono forse un po' troppo ottimistiche, ma molto probabilmente non dovrete tornare a ricaricare lo smartwatch più volte in una settimana anche con un utilizzo intenso.

Il vero punto di forza di Huawei Watch GT Runner è l'esperienza personalizzata che offre nell'ambito dell'attività fisica, ma non mancano anche altre possibilità. Lo smartwatch include infatti un po' tutto ciò che l'utente si aspetta, dalla modalità Non disturbare alla possibilità di gestire le notifiche provenienti dalle varie app installate sullo smartphone. Inoltre, non è da sottovalutare la possibilità di installare app sullo smartwatch a partire dallo smartphone.
Ad esempio c'è Hue Essentials, che permette di gestire i dispositivi della casa smart, oppure WordPuz (un gioco puzzle) e RTL 102.5 PLAY (per ascoltare le dirette della nota radio). Le app accessibili, installabili su Huawei Watch GT Runner a partire dall'applicazione Huawei Health, sono più di 30 e includono anche Petal Maps. La varietà è buona: ad esempio, si può installare FotMob, in modo da avere i risultati delle partite di calcio direttamente sullo smartwatch. Ovviamente, una volta installate, le app diventano poi accessibili direttamente dal menu principale di HarmonyOS 2.1.

Dopo aver passato diversi giorni con l'ecosistema flagship HMS di Huawei composto da smartphone e smartwatch, possiamo definirci sicuramente incuriositi dall'attuale offerta del brand ma anche da ciò che potrebbe fare in futuro. Una particolare nota di merito va a Huawei Watch GT Runner, uno smartwatch particolarmente solido, ma anche Huawei P50 Pro riesce a regalare grosse soddisfazioni in ambito fotografico.

Huawei sta lavorando molto bene sulla sua offerta e ricordiamo che ha da poco annunciato il pieghevole Huawei P50 Pocket. In definitiva, siamo sicuri che queste novità attireranno l'attenzione di un buon numero di utenti e siamo contenti del fatto che il brand stia rispondendo con vigore alle limitazioni che ne hanno rallentato la corsa in passato.