Huawei testa il sistema operativo russo Aurora OS? Ecco di cosa si tratta

Una recente indiscrezione rilanciata anche da Forbes descrive una Huawei intenta a testare il sistema operativo russo Aurora OS.

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Dopo il recente ban inflitto a Huawei dagli Stati Uniti d'America, la società cinese sta cercando delle soluzioni alternative. Nel caso non si riesca proprio a trovare un accordo con l'amministrazione Trump sono molte le possibili strade che Huawei potrebbe percorrere. In particolare, si stanno passando al vaglio diverse possibili soluzioni, tra cui figura anche il tanto vociferato sistema operativo proprietario Hongmeng OS.
Secondo diverse fonti internazionali, quest'ultimo potrebbe arrivare nel corso dei prossimi mesi in Cina, nel frattempo l'azienda cinese starebbe testando anche altri sistemi operativi nel caso in cui Android non dovesse essere più disponibile.
Qui entrano in gioco i possibili accordi con la Russia e il sistema operativo Aurora OS, un fork russo di Sailfish OS dell'azienda finlandese Jolla.

La storia di Sailfish OS

Nel caso vi stiate chiedendo cosa sono Aurora OS e Sailfish OS, non preoccupatevi: è normale. D'altronde, stiamo parlando di sistemi operativi di nicchia, poco diffusi e utilizzati a livello globale.
Il sistema operativo "principale" è Sailfish OS, da cui derivano diverse versioni dello stesso, tra cui figura anche Aurora OS. L'OS è basato sul kernel Linux e, al contrario di quanto si possa pensare, non è del tutto open source, visto che parte del codice è sotto il copyright di Jolla, la società finlandese che ha sviluppato Sailfish OS.

La genesi del sistema operativo è piuttosto interessante: nel 2010, una Nokia ancora di successo (era tra i primi produttori al mondo per ricavi nel mercato delle telecomunicazioni) decideva di stringere una partnership con Intel per realizzare un sistema operativo chiamato MeeGo. Quest'ultimo, basato sul kernel Linux, funzionava su una vasta gamma di dispositivi mobili, dagli smartphone ai netbook passando per i tablet.
L'OS era frutto di dell'unione di due progetti proprietari di Nokia e Intel chiamati rispettivamente Maemo e Moblin. Le aspettative attorno alla partnership tra i due colossi del mondo tech erano molto alte, con tanto di annuncio in pompa magna durante il Mobile World Congress del 2010. MeeGo approdò sul mercato con Nokia N9, smartphone che uscì praticamente in contemporanea con il Lumia 800 e riuscì pure a eguagliare quest'ultimo in termini di vendite in alcuni periodi.

Nonostante questo, il sistema operativo arrivò nel momento sbagliato, visto che nel frattempo la società finlandese aveva stretto accordi con Microsoft per produrre dispositivi Windows Phone. Nel marzo 2011, Nokia abbandonò quindi il progetto MeeGo per concentrarsi sugli smartphone da realizzare in partnership con la società di Redmond. Questa scelta in futuro sarebbe costata molto cara all'azienda finlandese, vista la sfortunata storia di Windows Phone.

Alcuni degli ex ingegneri e programmatori che avevano lavorato al progetto MeeGo avevano però ancora a cuore il sistema operativo e decisero, nel 2012, di fondare un'azienda esterna a Nokia: Jolla. La società lavorò inizialmente proprio a MeeGo, per poi abbandonare quest'ultimo e dare vita, nel 2012, al suo successore Sailfish OS.

Come funziona Sailfish OS

Al momento attuale, Sailfish OS ha fatto dei passi da gigante rispetto alla sua forma iniziale e può essere considerato a tutti gli effetti un sistema operativo mobile fatto e finito. Giunto alla sua terza versione, l'OS viene infatti utilizzato soprattutto per via della sua sicurezza e dell'alta attenzione alla privacy. Il sistema operativo viene spesso lodato dagli utenti più "smanettoni", che nel corso degli anni hanno trovato svariati metodi per installare Sailfish OS sugli smartphone Android più popolari.
Tra i dispositivi compatibili con Sailfish OS troviamo gli smartphone Xperia XA2, XA2 Plus e XA2 Ultra. Gli utenti possono quindi procedere in modo autonomo all'installazione del sistema operativo, sfruttando l'apposita guida ufficiale di Jolla.

In alcuni Paesi, gli appassionati si sono anche adoperati per la vendita di questi smartphone con Sailfish OS preinstallato, in modo da far provare il sistema operativo a più persone possibili. Tuttavia, Sailfish OS al momento attuale è un OS destinato principalmente agli utenti più esperti, visto anche il fatto che l'utente deve acquistare una licenza per utilizzare un pacchetto come Sailfish X (destinato agli smartphone Xperia).
Nonostante questo, Sailfish OS è un vero e proprio sistema operativo a sé stante, già in grado di far funzionare come si deve uno smartphone. Troviamo quindi un'interfaccia grafica proprietaria, supporto al VoLTE (Voice over LTE), VPN integrata e applicazioni proprietarie (come Browser, Email, Fotocamera, Telefono e Messaggi). Non mancano ovviamente funzionalità aggiuntive, come un sistema di navigazione basato sulle gesture e diverse impostazioni lato privacy.

La peculiarità più interessante, però, è il fatto che Sailfish OS supporta le applicazioni Android. Sì, avete capito bene: il sistema operativo di Jolla, pur non basandosi sul robottino verde, è in grado di installare i famosi file APK. Chiaramente ci sono ancora alcuni problemi di compatibilità con determinate app e non è possibile utilizzare il Google Play Store in modo ufficiale (la community ha comunque trovato un modo per installarlo), ma d'altronde Huawei potrebbe non avere intenzione, per ovvi motivi, di sfruttare lo store realizzato da Google.

Cos'è Aurora OS, il fork di Sailfish OS che potrebbe essere utilizzato da Huawei

Ricordiamo però che l'indiscrezione lanciata dal sito russo The Bell (riportata in seguito da Forbes) parla di Aurora OS e non di Sailfish OS. Finanziato dal miliardario russo Grigory Berezkin, Aurora OS in realtà non è nient'altro che un fork del sistema operativo di Jolla. Per chi non lo sapesse, un fork è un progetto che riprende il codice sorgente di un sistema operativo già esistente, andando ad ampliarne le funzionalità sotto diversi aspetti e differenziandosi quindi da esso.
Questo significa però che Aurora OS va a perdere quella parte di codice di Sailfish OS che è sotto il copyright di Jolla.
Non ci sono informazioni certe in merito a quali funzionalità siano disponibili sul sistema operativo russo e, in linea generale, sembra che praticamente nessuno abbiamo avuto modo di testare questo Aurora OS. Le uniche cose che sappiamo, come riportato anche da AndroidHeadlines, sono che il sistema operativo è sviluppato dall'operatore telefonico russo Rostelecom, che il nome Aurora OS è "nato" a febbraio 2019 e che la Russia intende far utilizzare questo sistema operativo a tutti i funzionari del Governo entro il 2021.

Per quanto riguarda il mercato globale, The Bell descrive una prima fase di lancio del sistema operativo solamente sui dispositivi di fascia bassa. In questo modo, Huawei avrebbe il tempo di testare a dovere tutte le funzionalità del caso e magari migliorarle nel corso del tempo, mantenendo comunque un'ottima base di partenza offerta da Aurora OS, che potrebbe rivelarsi un sistema operativo valido sin da subito per quanto riguarda gli smartphone low-cost.

Una questione complessa

Come avrete sicuramente intuito, la situazione legata al sistema operativo che Huawei utilizzerà in futuro è alquanto confusa e delicata, visto che va anche a coinvolgere la politica internazionale. Da un lato, la potenza del brand Huawei è sotto gli occhi di tutti ed è chiaro che l'azienda cinese possa fare, in un certo senso, il bello e il cattivo tempo in campo smartphone.
Cosa accadrà ora? Niente è ancora definito, la pace tra Huawei e il governo americano potrebbe arrivare da un momento all'altro, in questo modo l'azienda cinese continuerà ad usare Android anche in futuro e la vicenda verrà presto dimenticata.
In caso contrario, Huawei potrebbe comunque sfruttare la sua fama per lanciare un nuovo sistema operativo relativamente poco conosciuto e provare, magari con l'aiuto di aziende come Xiaomi e OPPO, a mettere fine al duopolio Android e iOS, un danno enorme per Google, che perderebbe di colpo milioni di utenti in tutto il mondo.