I bot di Dota2 sono tornati: OpenAI è pronta a battere un team di professionisti

OpenAI si presenta nuovamente al The Internetional di Dota2 per sfidare un team di professionisti con una squadra di cinque AI.

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Avevano promesso che quest'anno sarebbero stati pronti ed hanno mantenuto la parola: OpenAI è riuscita ad allenare un team di cinque bot, controllati ognuno da un'intelligenza artificiale, per sconfiggere i professionisti che parteciperanno al The International 2018 di Dota2, il torneo più importante dell'anno per i giocatori del MOBA. Per chi fosse a digiuno di MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), Dota2 è un gioco che prevede due squadre da cinque giocatori l'una che si sfidano all'interno di un'arena, con l'obiettivo di distruggere la base avversaria. Ogni giocatore controlla un eroe unico con la possibilità di guadagnare esperienza, livelli e comprare oggetti durante la partita.
Nonostante le basi siano semplici esistono più di 100 eroi che si differenziano per le loro abilità, decine di oggetti diversi, ruoli e regole che rendono Dota 2 un gioco estremamente complesso e decisamente non user-friendly.

L'obiettivo di OpenAI e la scelta del gioco

Per via dell'incredibile numero di possibilità che i giocatori possono intraprendere durante una partita, OpenAI ha scelto Dota2 come base per creare cinque diverse intelligenze artificiali realizzate tramite altrettanti neural network, che devono riuscire a coordinarsi per sconfiggere un team di professionisti.
Il gioco richiede una coordinazione estrema fra i cinque membri di ogni gruppo, senza la quale non è possibile creare dei diversivi o delle imboscate per guadagnare vantaggio sulla squadra nemica. Uccidere un eroe avversario significa guadagnare esperienza e soldi, nonché tempo prezioso prima del suo respawn in base, che può essere sfruttato per distruggere le torri nemiche difensive.
Nonostante sia facile pensare ad un bot controllato da un calcolatore come a un'entità onnisciente, dovete tenere presente che nessuna CPU o GPU può prevedere in tempo reale tutte le possibilità che si innescano secondo le variabili su schermo. Dunque è necessaria un'intelligenza artificiale specifica che riesca a decidere istantaneamente quale sia l'azione migliore da compiere.
OpenAI è un'organizzazione non profit di ricerca sull'intelligenza artificiale ed ha l'obiettivo di promuovere un'AI amichevole, ovvero sviluppata in modo che la società possa trarne beneficio. L'idea è quella di creare algoritmi intelligenti e rendere pubblici brevetti e ricerche, a completa disposizione di chiunque ne voglia usufruire: non è un caso se tra i fondatori compaiono persone del calibro di Elon Musk.

La vittoria dello scorso anno, il Benchmark e la nuova sfida

Lo scorso anno OpenAI ha presentato un solo bot controllato da una neural network che ha sfidato alcuni dei giocatori più forti di Dota2 nella modalità 1vs1. In tutte le sfide ufficiali l'AI è riuscita a sconfiggere i campioni umani in modo netto, perdendo solo successivamente contro alcuni giocatori non professionisti che sono riusciti a trovare delle debolezze nell'algoritmo nemico. Se siete curiosi di scoprire com'è andata vi rimandiamo ai nostri speciali sulla vittoria ufficiale del bot e sulla sua successiva sconfitta.

La sfida di quest'anno è ben più complessa ed ambiziosa perché ambisce alla sconfitta di un intero team di professionisti. Il gioco esprime tutta la sua complessità proprio in queste sfide 5v5, nonostante OpenAI abbia fissato dei paletti chiari per poter presentare intelligenze artificiali credibili ed soprattutto efficaci: gli eroi selezionabili sono solamente 18, due oggetti sono stati rimossi più qualche piccola modifica di poco conto. La modalità di gioco del benchmark è la Turbo, generalmente più breve della classica partita di Dota2.
Il 5 agosto il team di AI chiamato OpenAI Five ha sfidato un altro team composto da cinque giocatori di Dota2 scelti tra i più esperti e famosi. Il Benchmark è solo un antipasto prima della vera partita che si disputerà al The International 2018 (dal 15 al 25 agosto) ma ha già messo in chiaro la superiorità dell'AI: OpenAI Five ha sconfitto gli umani 2 a 1, mostrando notevoli capacità predittive.
Il primo video mostra la partita di prova in cui il team di umani è composto da giocatori appartenenti al pubblico. OpenAI Five ha vinto dopo soli 14 minuti. Davvero notevole la percentuale di vittoria che viene stimata dai bot e scritta nella chat di gioco, una nuova frontiera dello humor involontario.

Di seguito trovate il primo video della vittoria di OpenAI Five contro il team di umani scelti tra i giocatori più esperti di Dota2, il Benchmark vero e proprio.

Il secondo video mostra un'altra vittoria schiacciante di OpenAI Five.

Nell'ultima sfida, quella persa da OpenAI Five, la squadra di bot è stata scelta dal pubblico, che ha dato un netto vantaggio ai giocatori umani. Non è un caso se i bot hanno predetto una probabilità di vittoria pari al 17%: nonostante la bassa probabilità la sconfitta è arrivata dopo ben 35 minuti di partita.

Il Benchmark è solo l'inizio per OpenAI Five. Se le neural networks riusciranno a sconfiggere un vero team professionista al The International 2018 allora si potrà dire che l'intelligenza artificiale sviluppata da OpenAI è un vero successo, ma le premesse sono già decisamente positive per poter affermare che gli algoritmi funzionano.
I bot si coordinano e riescono ad elaborare una strategia a lungo termine, cercando di ottimizzare una funzione che aumenta la probabilità di vittoria ogni 4 frame su 30 frame al secondo. Probabilmente la notizia più sconvolgente è la totale mancanza di comunicazione tra i 5 bot, che hanno un semplice parametro per monitorare il lavoro di squadra: le intelligenze artificiali leggono quello che accade sulla propria schermata e riescono a coordinarsi con le altre tramite l'interpretazione della situazione. Nei prossimi speciali approfondiremo il funzionamento di queste intelligenze artificiali che collaborano fra loro, seguite l'argomento "intelligenza artificiale" se volete ricevere le notifiche in tempo reale.