I falsi miti più famosi sui vichinghi: no, non erano tutti biondi

La maggior parte delle cose che si vedono sui vichinghi o sono sbagliate o sono incorrette. È arrivato il momento di fare un po' di chiarezza!

I falsi miti più famosi sui vichinghi: no, non erano tutti biondi
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I vichinghi oggi sono tornati di moda. Sicuramente il loro immaginario, e soprattutto la mitologia, è davvero molto interessante e ha ispirato centinaia di racconti, film, serie TV e perfino videogiochi. Tuttavia, quando un argomento del genere diventa "di massa" gli sbagli e i falsi miti - la maggior parte delle volte - volano a bizzeffe. I vichinghi, infatti, sono visti come un popolo sanguinario, rozzo, cattivo, conquistatori e senza scrupoli. Non è certamente così (erano sanguinari e conquistatori, ma in linea con gli altri popoli del periodo) e oggi cercheremo di sfatare i falsi miti più famosi sui vichinghi. Skal.

No, i vichinghi non avevano gli elmi con le corna

Sicuramente un elmo con delle corna può incutere timore ai propri nemici, ma siamo certi che - nonostante nelle storie e nei film facciano il loro effetto - questi copricapi alquanto bizzarri non sono mai stati utilizzati dai vichinghi. Nei siti archeologici vichinghi non sono mai state trovate prove di elmi con le corna e resoconti scritti di incursioni vichinghe non fanno menzione di questi "cappelli". Per quale motivo, allora, questo falso mito si è fatto strada nell'immaginario collettivo?
Come sempre i motivi sono tanti: potrebbero essere stati i cristiani in Europa, durante l'era vichinga, ad aggiungere questo dettaglio per far sembrare loro ancora più simili a dei barbari ; il mito dell'elmo vichingo potrebbe risalire al 1900 quando l'artista svedese Gustav Malmström pubblicò le sue illustrazioni nel libro Frithiofs Saga; oppure il mito potrebbe risalire al 1870, quando Wagner mise in scena il suo ciclo d'opera "L'anello del Nibelungo", e il costumista Carl Emil Doepler creò elmi vichinghi con le corna per i personaggi. Insomma, sicuramente il motivo principale della sua invenzione è uno: per far sembrare i norreni più cattivi. Missione compiuta.

No, non erano tutti biondi... anzi!

In uno studio, che ha richiesto sei anni per essere completato, un gruppo internazionale di ricercatori ha analizzato il DNA prelevato dai resti di 442 persone vissute tra il 2400 a.C. circa e il 1600 d.C. rinvenuti in siti archeologici in Europa e Groenlandia. Queste persone vissero, per la maggior parte, durante l'era vichinga, che durò dal 750 d.C. circa al 1050 d.C.; i ricercatori hanno quindi confrontato il DNA di questi resti con sequenze di DNA già pubblicate da 3.855 individui moderni e da 1.118 altri individui antichi.
Secondo quanto emerso, i vichinghi non erano solo la continuazione dei gruppi dell'età del ferro che vivevano dal 500 a.C. circa. al 700 d.C. circa in Scandinavia. Piuttosto, i guerrieri e i loro antenati si sarebbero mescolati spesso con persone provenienti dall'Asia e dall'Europa meridionale. Molti individui vichinghi avevano "alti livelli di ascendenza non scandinava", secondo gli autori del documento. Molti vichinghi, quindi, avevano i capelli castani, non i capelli biondi biondi come tipicamente si immagina. I vari gruppi norreni, inoltre, erano molto più isolati l'uno dall'altro di quanto si pensasse in precedenza.

Le comunità costiere avevano un'elevata diversità genetica, probabilmente dovuta a più scambi e diffusione di persone, rispetto alle comunità nel cuore della Scandinavia. I ricercatori hanno anche ricostruito i movimenti delle varie popolazioni: i vichinghi dell'attuale Danimarca andavano tipicamente in Inghilterra, quelli provenienti dalla Svezia si diressero principalmente a est nella regione baltica, mentre i vichinghi dalla Norvegia viaggiarono in Irlanda, Islanda, Groenlandia e Isola di Man. Si è scoperto, infine, che non tutte le persone trattate come vichinghe erano geneticamente "vichinghe". Nelle Orcadi, in Scozia, i ricercatori hanno trovato due scheletri appartenenti a dei maschi in un luogo di sepoltura vichingo. Furono sepolti con spade e altri oggetti dei guerrieri della Scandinavia, ma in realtà non erano vichinghi.

I vichinghi erano rozzi e amavano la sporcizia? Ovviamente no

Nonostante l'età in cui vivevano, i vichinghi erano un popolo che teneva alla propria igiene personale. Ammettetelo: non ve lo sareste mai aspettato! Secondo molti storici si pettinavano i capelli ogni giorno, si lavavano una volta alla settimana (che all'epoca era utopia) e arrivavano persino a cambiarsi i vestiti regolarmente.

Usavano anche lavare i loro abiti tra una scorribanda e una razzia; il sabato in antico nordico era chiamato "Laugardagur" che significa "Giorno del bucato". Gli scandinavi, inoltre, usavano utilizzare un piccolo set per l'igiene che poteva includere oggetti come un cucchiaio per le orecchie, un pettine o persino un rasoio. Non solo igiene personale, utilizzavano anche delle scatole in cui tenevano delle candele.

I vichinghi NON bevevano dai teschi dei loro nemici sconfitti

Oltre a essere davvero antigenico, e soprattutto davvero molto scomodo, i vichinghi non hanno mai bevuto dai teschi dei loro nemici (né tanto meno da altri teschi), ed effettivamente nessun popolo sano di mente lo farebbe davvero. Questa volta sappiamo chi è il "colpevole" di questa diceria: un certo Ole Worm. Quest'ultimo era un antiquario danese del XVII secolo che nel 1636 pubblicò un libro intitolato Runir seu Danica literatura antiquissima ("Le rune, la più antica letteratura danese". In esso, venivano citati i versi di un poema norvegese in cui l'eroe nel Valhalla beveva birra "dai rami ricurvi dei teschi", un modo poetico di descrivere un semplice corno per bere. Ole Worm fraintese la frase e la tradusse in latino, scrivendo invece che l'eroe nel Valhalla avrebbe bevuto dal "cranio degli uccisi".

Funerali vichinghi? Potresti rimanere davvero deluso

Quando pensiamo ai funerali vichinghi, senza alcun dubbio ci vengono in mente cerimonie incredibili, con i cadaveri bruciati sopra delle navi in mezzo al mare... bene, ci dispiace deludervi ma questi tipi di funerale erano tutt'altro che comuni, anzi! Questo popolo aveva una grande varietà di rituali funerari che differivano a seconda di diversi fattori (come lo stato nella società, il sesso, l'età e molto altro). Le navi vichinghe erano costose, richiedevano molto tempo per la loro produzione, e - così come sottolinea anche il buonsenso - non era affatto una pratica comune bruciare i cadaveri in mare in barche fiammeggianti. I norvegesi, infatti, seppellivano i loro morti in grandi tumuli funerari in cui nascondevano i beni del defunto (così come testimonia questa scoperta).

Da dove proviene allora questa diceria? Da un resoconto del diplomatico arabo del X secolo Ibn Fadlan, che assistette al rituale di uno di questi uomini in Russia. Ibn Fadlan racconta di dettagli come il sacrificio di una schiava per unirsi al suo padrone nell'aldilà e un uomo nudo che diede fuoco alla nave. Anche qui ci sono molti dubbi, perché l'identità etnica dei 'Rus' (il nome dei vichinghi in questa zona) è controversa: originariamente provenivano dalla Scandinavia orientale, ma in poche generazioni si assimilarono completamente alla popolazione slava locale. Insomma, ci dispiace aver distrutto qualche vostra convinzione, ma sappiate che i vichinghi rimangono un popolo cool lo stesso.