Speciale I "next" Dvd: standard futuri a confronto

I dvd ad alta definizione sembrano ormai alle porte. Chi la spunterà?

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Quando ormai lo standard VHS si avvia pigramente verso il pensionamento e il DVD vive probabilmente il suo periodo di massimo splendore, con una diffusione finalmente su ampia scala, ecco affacciarsi all’orizzonte il nuovo che avanza. Stiamo naturalmente parlando di quello che si propone come il nuovo standard per l’home-video, comunemente indicato come dvd ad alta definizione. Perché se da un lato già da diversi mesi hanno fatto la loro apparizione sul mercato diversi apparecchi televisivi capaci di visualizzare risoluzioni degne dell’acronimo di alta definizione, d’altro canto sono ancora molto esigui gli esempi di materiale video realmente capace di sfruttare e valorizzare queste tecnologie, almeno nel nostro caro vecchio continente.

Dvd ad alta definizione: le generalità

Quello che oggi giorno viene naturalmente identificato come dvd ad alta definizione rappresenta la naturale evoluzione rispetto al dvd attuale, e sarà sostanzialmente caratterizzato da un aumento della risoluzione video, che permette di sfruttare le tv cosiddette Hd Ready già presenti sul mercato. Il salto porterà dalle attuali 480/576 linee orizzontali, offerte rispettivamente dagli standard televisivi NTSC e PAL alle 1080 linee verticali, quindi circa raddoppiando la risoluzione dello standard attuale. Ma nel prosieguo dell’articolo ci addentreremo meglio nell’analisi tecnica del segnale video del dvd in alta definizione. La nuova generazione ovviamente, come già avvenne quando il dvd soppiantò il mai realmente attecchito video cd, porterà anche supporti molto più capienti, che dovrebbero permettere di includere in un solo disco ciò che oggi è presentato in cofanetti multi-disco, se non addirittura un’intera stagione di una serie televisiva.
Come sarebbe lecito aspettarsi da ogni nuovo standard, anche il dvd ad alta definizione permetterà la retrocompatibilità, quindi non dovrete rimpiazzare i pezzi pregiati della vostra collezione. Addirittura alcuni player, capaci di riprodurre i nuovi supporti in alta definizione, dovrebbero essere in grado, tramite rielaborazioni digitali del segnale video, di upscalare i segnali dei normali dvd, per renderli più adatti alle matrici dei televisori di nuova generazione. Questo ovviamente non offrirà un risultato analogo a trasmissioni nativamente HD, ma permetterà perlomeno di godere appieno del materiale già in nostro possesso, quando verremo raggiunti dall’onda della nuova generazione.
Come spesso avviene all’alba della creazione di un nuovo standard, basti dare un’occhiata al passato recente, con la diatriba tra DVD-R e DVD+R nel mondo della masterizzazione, ancora non esiste uno standard unico per il dvd ad alta definizione. Oggi come oggi i contendenti reali sono due, parliamo, come alcuni fra di voi già sapranno, di HD DVD e Blue Ray Disc.Vediamoli ora più nel dettaglio.

Blue Ray Disc

Il Blue Ray Disc deve il proprio nome al laser di colore blu-violetto capace di leggere e scrivere questi supporti. Lavorando su frequenze molto più elevate, il laser del BD (abbreviazione di Blue Ray Disk) sarà capace di leggere tracce molto più sottili e ravvicinate, rendendo possibile immagazzinare moli di dati decisamente maggiori su supporti di dimensioni identiche agli attuali.
La causa del BD è supportata da alcune grandi nel campo dell’elettronica e della cinematografia, quali Sony, che tra Columbia Tristar e MGM detiene quasi il 60% della cinematografia di Hollywood, Matsushita (Panasonic), Philips e Sharp. La reale data di uscita sul mercato di questo formato non è ancora stabilita, ma visto che quella dell’HD DVD è stata spostata ad inizio 2006 non ci sembra irrealistico pensare che si vorrà adottare una simile politica. I formati principali che caratterizzeranno il BD saranno al solito tre: BD-ROM per dischi in sola lettura, BD-R per dischi scrivibili una sola volta e BD-RE per dischi riscrivibili. Come già i dvd, anche i BD saranno prodotti in supporti a singolo strato e doppio strato, con una predisposizione nel futuro prossimo per supporti multi-strato (quindi 3 e più livelli di lettura e scrittura). Su ogni strato dovrebbe essere possibile immagazzinare fino a 25 Gbyte di dati, portando quindi la capacità massima per i supporti doppio strato a 50 Gbyte, circa 5 volte la massima capacità attualmente disponibile su dvd. Ciò permetterà, nonostante le grandi esigenze delle trasmissioni in alta definizione in termini di bitrate, di ottenere trasposizioni di film, oltre a parecchi contenuti extra senza necessità di creare dischi a doppia faccia, come furono i primi dvd sul mercato. Le risoluzione offerte dai dischi BD saranno la 1080i e 1080p, rispettivamente interlacciata e progressiva, dove quest’ultima ovviamente offrirà la migliore qualità, presentando 25 quadri completi da 1920 x 1080 linee per il segnale PAL. Inutile dire che ancora non esistono sul mercato televisori in grado di supportare il 1080p, quantomeno ad un prezzo accessibile ai più, ma probabilmente la situazione cambierà non poco da qui all’effettiva uscita sul mercato dei BD player. Questi ultimi supporteranno anche segnali di tipo 720p (1280x720) risoluzione più umana e maggiormente supportata dagli apparecchi HD ready odierni oltre ovviamente ad una risoluzione analoga a quella degli attuali dvd. Gli algoritmi di compressione, comuni per entrambi i formati, saranno l’Mpeg2, il medesimo degli attuali dvd, unitamente all’MPEG-4 AVC e al VC-1 di Microsoft, basato sul codec di Windows Media 9. Meno ci è dato sapere sul fronte audio. Sicuramente saranno supportati tutti gli standard precedenti degli attuali dvd. Probabilmente lo standard audio adottato sarà analogo in tutto e per tutto a quello pensato per l’HD-DVD, quindi di tipo multi-canale ad almeno 7.1 canali. Si vocifera anche di un algoritmo ad alta compressione di tipo lossless, ma ancora non se ne conosce alcun dettaglio. I primi masterizzatori di dischi BD esistono già in forma di prototipo e permetteranno di incidere supporti registrabili alla velocità di 1X ( circa 36 Mbit/s), corrispondente ad un 28X della attuale tecnologia dvd. Ai masterizzatori 1X, che dovrebbero essere disponibili immediatamente al lancio del formato, seguiranno non molto tempo dopo i primi a supportare velocità di 2X in scrittura. Una delle prime apparecchiature a sfruttare la tecnologia BD sarà la Playstation 3 di Sony, che sicuramente potrebbe rivestire un’importanza chiave nella diffusione del formato Blue Ray, contribuendo all’inizio alla sua diffusione, come già fece a suo tempo, almeno in Giappone, la Playstation 2 per il formato dvd.

HD-DVD

L’acronimo di HD Dvd (High Definition Dvd) è quello adottato dal secondo grande standard in lizza per conquistare il mercato del futuro dei supporti digitali. Il nome non è scelto a caso, in quanto, come più avanti si vedrà, l’Hd Dvd è molto più simile al tradizionale dvd di quanto non lo siano i Blue Ray Disc. Secondo un annuncio fatto verso la fine di Settembre di quest’anno il formato Hd Dvd dovrebbe vedere definitivamente la luce soltanto il prossimo anno, nel mese di Febbraio o Marzo 2006. Tra i suoi maggiori sostenitori troviamo Toshiba e Nec sul fronte dei produttori di elettronica, mentre Universal, Warner e Paramount ne assicurano il supporto dal punto di vista dell’home video. A quanto sembra, secondo dichiarazioni rese pubbliche solo recentemente, anche Microsoft e Intel si schiererebbero decisamente dalla parte dell’HD Dvd, apparentemente per questioni legate alla più semplice possibilità di backup autorizzati di dischi Hd Dvd rispetto alla controparte Bd Disc. Così come i Bd Disc anche gli HD Dvd saranno proposti in tre formati: uno solo leggibile (HD dvd-ROM), uno registrabile una sola volta (HD dvd-R) ed uno riscrivibile (HD dvd-RW). Così come gli attuali dvd, anche gli HD dvd saranno proposti in formato a singolo strato e doppio strato, oltre ad una versione a triplo strato che uscirà quasi immediatamente.
Dal punto di vista della capacità gli HD dvd sembrano cedere il primato ai Blue Ray Disc, visto che su un singolo strato troveranno posto “soltanto” 15 Gb di dati. La risoluzione in cui saranno presentati i contenuti video sarà la 1080i, ovvero 1920x1080 interlacciati. Questa scelta fa storcere il naso un po’ anche ai supporter di questo formato visto che un domani, anche possedendo un pannello lcd con matrice nativa 1080p, sarà comunque necessario un processo di deinterlacciamento per visualizzare il segnale, mentre i BD disc presenteranno la loro 1920x1080 in formato progressivo nativo. Il formato HD dvd userà gli stessi algoritmi di compressione dei BD Disc. In aggiunta verrà creato un formato ad hoc per il mercato cinese che sfrutterà il codec Advanced Audio Video Coding Standard (AVS), decisamente meno costoso delle licenze di Mpeg e Vc-1. A differenza del Blue Ray, Hd dvd ha già uno schema progettuale per l’audio, approvato per lo standard. Questo propone evoluzione delle codifiche Dolby Digital e DTS, rispettivamente DD+ e DTS++, quest’ultimo anche lossless oltre ad un segnale stereo, sempre lossless, chiamato MLP 2-Channel, a 24 bit e con una frequenza di 192 Khz. Ovviamente anche i formati attuali saranno supportati, grazie alla retrocompatibilità, audio e video. Sul fronte della masterizzazione, anche nel caso degli HD dvd la velocità di scrittura 1X sarà di circa 36 mbit/s, equivalente al 28X della generazione attuale e pare che fin dal lancio o poco dopo saranno disponibili anche masterizzatori e supporti dual-layer, mentre la velocità di scrittura aumenterà gradualmente nel tempo. Sul fronte videoludico, corrono per la rete voci sempre più insistenti che, in seguito all’ufficializzazione del supporto Microsoft, con Intel, alla tecnologia HD dvd, questo potrebbe lasciar presagire che un domani l’Xbox360, in uscita in Europa il prossimo 2 Dicembre, potrebbe equipaggiarsi un lettore HD dvd. Allo stato attuale però l’unica certezza è che la console monterà di serie un normalissimo lettore dvd e che l’uscita video non supporterà il 1080p ma unicamente il 1080i, particolare questo che fa pensare che un domani lo standard HD dvd rappresenterà senz’altro una soluzione più naturale da abbracciare, almeno rispetto ai Blue Ray Disc.

La protezione negli standard dvd ad alta definizione

Uno degli aspetti maggiormente trascurati da parte delle major cinematografiche nella attuale generazione di dvd è stato lo schema di protezione. Il CSS (Content Scrambling System) venne bucato piuttosto semplicemente e velocemente da un ragazzino, a pochi mesi dall’uscita dello standard, scatenando le ire più funeste dei maggiori produttori, che però poco poterono se non arrendersi all’evidenza del fatto che ognuno era libero, a casa propria, di copiare tranquillamente ciò che loro avevano voluto, o meglio creduto, di proteggere. Le prossime generazioni di dvd saranno accomunate da uno standard comune per la protezione dei dati, denominato AACS, acronimo per Advanced Access Content System. In realtà si tratta di uno standard abbastanza simile al CSS, con la sostanziale differenza che ora verrà utilizzata una crittografia di tipo AES per distribuire le chiavi di decriptazione. Usando termini abbastanza semplici, ogni player di BD Disc e HD dvd dovrebbe includere al proprio interno un set di chiavi di decriptazione, capaci di decodificare i dati contenuti sui dischi. Il vantaggio rispetto al CSS risiederebbe nel fatto che allorché queste chiavi venissero scoperte e, ad esempio, rese pubbliche su web, tali chiavi potrebbero essere revocate dall’autorità emittente, facendo si che tutti i nuovi titoli, non includendo più queste chiavi, vedrebbero la propria riproduzione inibita su player contenenti le chiavi bandite. Un player da tavolo potrebbe contenere molte chiavi e averne solo una parte bandite perché scoperte. Quindi continuerebbe a funzionare con i nuovi titoli, almeno fin quando la totalità delle sue chiavi non venissero bandite. A quel punto sarebbe indispensabile un totale revamping del set di chiavi del lettore. Questo sistema presupporrebbe la necessità intrinseca di una connessione ad internet, in modo da permettere l’aggiornamento delle chiavi sul player e da renderlo “compatibile” con i nuovi titoli. Questo aspetto però è oggetto di forti discussioni, visto che rendere obbligatorio l’utilizzo di una connessione internet rischierebbe di tagliare via una fetta piuttosto consistente di utenza potenziale. Inoltre la necessità di un upgrade via web creerebbe il non banale problema della sicurezza, visto che oggi come oggi aprire un dispositivo come un player dvd sulla rete lo renderebbe possibile oggetto delle mire degli di agguerritissimi hacker. Se poi le chiavi non venissero rilasciate pubblicamente o se gli hacker fossero in grado di creare tool capaci di generare chiavi “buone” in modo continuativo, allora tutto lo schema di protezione rischierebbe di sfaldarsi come un castello di carte.
Non contente di tutte queste complicazioni, le major dietro allo standard Blue Ray hanno ben pensato di aggiungere qualcosa di personale. Eccoci dunque arrivare al supporto per il cosiddetto SPDC (Self-Protecting Digital Content). In congiunzione col Rom Mark, una specie di “impronta digitale”, nascosta e non rilevabile all’interno del disco, che verrebbe aggiunta all’interno della fase produttiva e limiterebbe la pirateria di massa, l’SPDC sarebbe un sistema secondo il quale il disco BD conterrebbe del codice che potrebbe essere interpretato ed eseguito dal player fin quando inserito al suo interno, in modo da creare un accoppiamento riconosciuto tra supporto e lettore. La controindicazione sarebbe rappresentata dalla possibilità di creare dischi che contengano codice nocivo, che potrebbero anche danneggiare seriamente i player stessi.
Insomma, appare fin troppo chiaro come ancora oggi lo schema di protezione, seppur esistente, presenti ancora tutta una serie di problemi non semplici, che vanno indubbiamente valutati e presi bene in considerazione, prima di rischiare un’uscita sul mercato a livello globale, che potrebbe poi rivelarsi un fiasco se si facessero scelte che poi si potrebbero rivelare poco lungimiranti. Ecco perché oggi più che mai appare chiaro come uno dei principali motivi di ritardo del lancio delle tecnologie dvd ad alta definizione sia proprio rappresentato dalla difficoltà intrinseca nel creare una schema di protezione realmente efficace e nel contempo versatile ed esente da problemi ancora più gravi della pirateria stessa.

Che cosa servirà per vedere i dvd ad alta definizione?

Oltre al player in sé, sia esso di Blue Ray Disc o di HD Dvd o di entrambi i formati, anche perché probabilmente la forzata coesistenza di 2 standard principali porterà all’esigenza di player che supportino entrambi gli standard, come già è avvenuto con la masterizzazione di supporti +R e -R, sarà necessario scegliere con molta oculatezza il televisore per visualizzare i contenuti in alta definizione che in futuro ci verranno offerti. Infatti la tv che realmente supporterà questi nuovi supporti dovrà non solo poter accettare alte risoluzioni ma anche essere realmente capace di mostrare segnali a 1080 linee, preferibilmente progressivi. Inoltre saranno richiesti ingressi digitali di tipo HDMI o DVI, gli unici capaci di permettere l’utilizzo dello standard di protezione HDCP (High Definition Copy Protection). Se il supporto a questo standard non fosse presente sia lato lettore sia lato televisore non sarebbe infatti possibile utilizzare contenuti HD e l’immagine verrebbe resa disponibile unicamente in risoluzione standard. Questi requisiti pongono tutta una serie di nuove limitazioni alla diffusione dei nuovi standard, una volta che questi dovessero finalmente giungere al fatidico momento del lancio. Prima di tutto perché la maggior parte dei pannelli attuali non sono in grado di mostrare risoluzioni 1920x1080, specialmente progressivi, la stragrande maggioranza, soprattutto quelli più economici e quindi più diffusi non hanno ingressi digitali ma soltanto analogici di tipo component, che li renderebbero di fatto non compatibili con i dvd ad alta definizione per i motivi visti poc’anzi. Per queste ragioni ciò che si otterrebbe dai supporti in alta definizione sarebbe un downscaling dell’immagine verso una risoluzione inferiore, che rappresenterebbe si uno step avanti rispetto ai dvd attuali, ma non il grande salto che tutti si auspicherebbero. Risulta quindi abbastanza chiaro come forse allo stato attuale la tecnologia dei televisori non sia abbastanza matura per accogliere i nuovi standard dvd, ma le cose potrebbero cambiare decisamente una volta trascorsi i primi mesi del prossimo anno.

Blue Ray Disc VS HD Dvd

Quale formato avrà la meglio sull’altro? Difficile dirlo allo stato attuale. Tra le principali differenze abbiamo, come già visto, la capienza, con i BD vincenti come quantità di dati immagazzinabile, anche se gli HD DVD riusciranno a diversificare maggiormente l’offerta, rendendo disponibile 3 tipologie di supporti con altrettanti strati registrabili fin da subito.
La seconda grande differenza risiede nella risoluzione video: entrambi i supporti arriveranno alla 1920x1080, ma soltanto i BD la offriranno in modalità progressiva, assicurando nel futuro una qualità migliore, quando schermi adatti a supportare una simile risoluzione saranno diffusi in modo significativo.
Un terzo aspetto potrebbe essere rappresentato dal costo dei supporti vuoti. Mentre gli HD Dvd cercheranno di mantenersi il più simili possibili agli attuali dvd e quindi potranno essere prodotti sulle attuali linee di produzione degli attuali dischi, i Blue Ray disc richiederanno nuove linee e quindi nuovi investimenti, che si potrebbero ripercuotere non tanto nel costo dei film, quanto su quello dei supporti vergini.
I BD disc a quanto apre, almeno allo stato attuale, offriranno una protezione più sofisticata, ma questa maggior protezione potrebbe rivelarsi anche un’arma a doppio taglio, visto quanto in passato a volte la pirateria stessa si sia caratterizzata come motivo di diffusione di uno standard contro l’altro, oltre che ovviamente come danno economico per i produttori di software e contenuti video originali.
In ultima analisi il supporto delle major cinematografiche, ma qui come visto abbiamo grandi nomi sia da una parte che dall’altra, il che assicura una situazione di relativo equilibrio. Insomma la battaglia è tutt’altro che chiusa e sicuramente ne vedremo ancora delle belle.

Bluray e HD-DVD Le tecnologie dvd ad alta definizione sono più vicine di quanto si pensi ma il mercato consumer sarà davvero pronto ad accoglierle? Molte persone si sono appena scrollate di dosso i vetusti videoregistratori per fare spazio ai ben più pratici ed oramai anche economici lettori dvd, che offrono oggigiorno un rapporto qualità/prezzo molto elevato. Quante di queste persone, che hanno appena fatto il grande salto, accetterebbero di buon grado un nuovo grande balzo tecnologico? Allo stato attuale le nuove tecnologie dvd appaiono più come uno sfizio per pochi cultori dell’home theater di altissimo livello; quasi un capriccio, supportato da tecnologie audio/video all’avanguardia piuttosto che una reale esigenza di qualità o, se vogliamo, un business capace di portare grandi ritorni alle grandi case che stanno investendo molto in queste tecnologie, dandosi battaglia senza quartiere. Inutile ricordare che solo il futuro potrà realmente rispondere a questi e a tanti altri interrogativi, un futuro che oggi non sembra poi neppure così tanto lontano.