I peggior disastri ambientali della storia

Ecco a voi i cinque dei peggiori disastri ambientali della storia, avvenimenti che hanno segnato profondamente le vite di tantissime persone.

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Sul nostro pianeta purtroppo non sono mancati i disastri ambientali. La parola stessa, per definizione, indica un fenomeno con una vasta ricaduta sull'ambiente e su tutte le specie che vi abitano (inclusi anche gli esseri umani). Ecco cinque di questi eventi che nonostante possano essere sconosciuti ai più, dimostrano che tragedie come queste colpiscono dal primo all'ultimo, senza alcuna distinzione. Ricordarli potrà permetterci in futuro di non commettere più gli stessi, grandi, errori?

Zona morta del Golfo del Messico

Questa è una delle regioni acquatiche sorte come conseguenza dell'attività umana (senza contare l'isola di spazzatura, quella è un discorso a parte). È considerata la più grande "zona morta" degli Stati Uniti, una grande area nel Golfo del Messico, più o meno delle dimensioni della Toscana (all'incirca 20.300 chilometri quadrati), con bassa, se non nulla, quantità di ossigeno, capace di uccidere i pesci e tutta l'altra vita marina presente. Centinaia di pesci vengono spesso trovati morti galleggianti in questa zona, a causa dello scarico incessante di fosforo e nutrienti azotati nell'area. L'inquinamento, manco a dirlo, deriva dalle attività umane abbinate ad altri fattori, come l'urbanizzazione e l'agricoltura, ed esaurisce l'ossigeno richiesto per supportare la maggior parte della vita marina. Quella del Mississipi non è l'unica, secondo una statistica, esistono circa 405 zone morte in tutto il mondo.

Deepwater Horizon

Il 20 aprile 2010, mentre era in corso la perforazione del pozzo Macondo a 1.500 metri di profondità, a bordo della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon si verificò un'esplosione che provocò un incendio; a quel punto il petrolio iniziò a fuoriuscire senza sosta, al ritmo di mille barili al giorno, senza che il sistema di blocco automatico riuscisse a fermare il tutto.

Dopo due giorni, la piattaforma affonda. Delle 126 persone a bordo durante l'incidente, 11 persero la vita e altre 17 rimasero ferite. La perdita di petrolio è sgorgata fuori controllo per quasi tre mesi. Circa 4,2 milioni di barili di petrolio si sono persi in acqua. Questa è considerata la più grande fuoriuscita accidentale di petrolio in mare nella storia, che ha rilasciato nell'oceano una superficie di Petrolio grande tre volte il Piemonte. Le conseguenze sono visibili ancora oggi, con gli abitanti del mare che nascono con tumori e malformazioni.

Il disastro di Bhopal

Il 3 dicembre 1984 una nube tossica di gas di isocianato di metile fuoriuscì dall'impianto di pesticidi della Union Carbide a Bhopal, in India, e si diffuse rapidamente in tutta la città, in quello che è stato definito il peggior incidente industriale della storia. 45 tonnellate di gas velenoso fuoriuscirono dall'impianto e migliaia di persone morirono immediatamente, sul colpo. Altre 15.000-20.000 persone morirono dopo l'incidente e mezzo milione di persone sopravvisse con problemi respiratori e agli occhi. Indagini successive scoprirono diverse violazioni della sicurezza nell'impianto, comprese apparecchiature rotte, obsolete e una mancanza significativa di personale.

La malattia di Minamata

All'inizio degli anni '50, i residenti di Minamata, una piccola città costiera nel sud del Giappone, iniziarono a osservare alcuni comportamenti animali davvero molto strani. I gatti schiumavano alla bocca, si comportavano in modo bizzarro e si lanciavano in mare, mentre gli uccelli si schiantavano a terra e i pesci inspiegabilmente morivano in acqua, salendo a pancia in su in superficie.

In poco tempo, anche gli umani soffrirono di quella che divenne nota come malattia di Minamata, i sintomi erano davvero terribili: atassia, parestesie alle mani e ai piedi, debolezza dei muscoli, indebolimento della vista, danni all'udito e difficoltà nel parlare. Il colpevole emerse finalmente nel 1959, quando fu stabilito che la società chimica Chisso Corporation, una delle maggiori fabbriche di Minamata, stava scaricando mercurio in mare come parte del suo processo di produzione.
Questa tossina stava avvelenando le persone (e gli animali) che mangiavano pesci e frutti di mare locali. La Chisso ha continuato a rilasciare acque reflue contaminate da mercurio fino al 1968.

Il terribile disastro di Seveso

Siamo al10 luglio 1976. Un pennacchio di vapori contaminati da tetraclorodibenzoparadiossina (TCDD) venne rilasciato da un impianto di pesticidi nella città di Seveso, in Lombardia. Stiamo parlando di una sostanza tossica in grado di provocare danni alla pelle, al cuore, ai reni, al fegato, allo stomaco e al sistema linfatico. Circa 37.000 persone furono esposteai livelli più alti mai registrati di diossina, una classe di sostanze chimiche ritenute velenose e cancerogene anche in micro dosi. Oltre 600 persone furono evacuate e diverse migliaia sono state curate per avvelenamento da diossina. Oltre 80.000 animali vennero uccisi per impedire alle tossine di entrare nelle catene alimentari. L'incidente fornì enormi quantità di dati sull'esposizione alla diossina che, ancora oggi, vengono studiati dagli scienziati.

Purtroppo, questi sono solo 5 dei tanti disastri ambientali che si sono verificati nell'ultimo secolo. La speranza è una: che guardare il passato ci aiuti a non commettere lo stesso sbaglio in futuro. Sulle nostre pagine, inoltre, vi abbiamo già parlato sia di Chernobyl, che di Fukushima.