I Product Placement tech più evidenti degli ultimi anni

L'inserimento di prodotti commerciali all'interno di film e serie TV è sempre più in voga, anche in ambito tech, risultando utile ai fini promozionali e fornendo uno strumento pubblicitario diverso nelle mani delle aziende.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Il product placement è uno dei mezzi di finanziamento preferiti dagli studios di Hollywood. I motivi sono semplici: l'inserimento di prodotti sponsorizzati all'interno dei film ha un impatto nullo sui costi, inoltre permettono di incamerare introiti già prima che una pellicola arrivi nelle sale. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento considerevole di questa pratica, tanto che alcuni film basano buona parte del plot narrativo proprio sull'accostamento ai prodotti commerciali. Basti pensare a "Il diavolo veste Prada", pellicola che fin dal titolo mette in bella mostra un brand noto, mentre è chiaro il legame con la rivista Vogue. Anche alle aziende il product placement piace parecchio, merito dei costi, più bassi rispetto alle campagne tradizionali, un fattore che, soprattutto di questi tempi, diventa fondamentale. In questo articolo vedremo alcuni esempi, piuttosto sfacciati, di product placement tecnologico, prima però cerchiamo di capire meglio come funziona questa tecnica pubblicitaria e come essa viene applicata.

Principi fondamentali del product placement

Il product placement nasce a Hollywood, ma solo a partire dagli anni settanta ha iniziato a diffondersi in maniera capillare come metodo di finanziamento per la realizzazione di pellicole cinematografiche. Detto in parole povere, si tratta di inserire all'interno di un film o di una serie TV un prodotto riconoscibile, oppure un riferimento a un logo, o ancora un servizio, dandogli visibilità attraverso la storia raccontata sullo schermo. Il product placement non ha solo un fine pubblicitario, infatti l'inserimento di marchi noti e utilizzati nella vita di tutti i giorni conferisce un maggior realismo alla scena. Ovviamente, c'è modo e modo per dare visibilità agli sponsor, e molto dipende dal tipo di product placement scelto dall'azienda commissionante.
Si possono trovare, di norma, almeno quattro tipologie di product placement. Nella prima il prodotto viene citato in forma verbale, all'interno di un dialogo. Nella seconda invece l'oggetto viene utilizzato dagli attori o posto in bella vista sul set. Nella terza, all'interno del film o serie TV viene mostrato un vero e proprio spot, ad esempio su uno schermo televisivo in secondo piano o per radio. Nel quarto caso invece un prodotto è espressamente inserito all'interno del plot narrativo: esempio perfetto può essere "Un maggiolino tutto matto" della Disney, solo per citarne uno.
Nel campo del marketing sono stati fatti molti studi riguardo al product placement, che hanno dimostrato la sue efficacia ai fini comunicativi. Certo, è difficile riuscire a capire l'influenza sull'immagine di marca di queste campagne, ma i benefici sono maggiori dei costi a cui si va incontro durante un'iniziativa di questo tipo.
Interessante il caso dei videogiochi, che compaiono spesso nelle pellicole e nei serial degli ultimi anni. Studi recenti hanno dimostrato che i videogames vengono riconosciuti subito dagli appassionati e soprattutto vengono ricordati di più rispetto ad altri prodotti oggetto di product placement. I motivi vanno ricercati in un alto coinvolgimento emotivo e in una conoscenza maggiore del settore da parte dei gamers, che sembrano particolarmente ricettivi nei confronti di iniziative di questo tipo.
Ma cosa accade quando il product placement è sfacciato e chiaramente fatto per mostrare un prodotto? Molti non ci fanno nemmeno caso, ma i più attenti potrebbero non gradire uno spot pubblicitario all'interno di un film o di una serie TV.

Sex Tape

Il film con Jason Siegel e Cameron Diaz verrà ricordato come una delle pellicole con il product placement più evidente degli ultimi anni. Il brand Apple non solo compare tantissime volte nel corso della trama, ma viene anche citato dagli attori, che parlano dell'iPad come un dispositivo dal display "ancora più definito" e dall'ottima fotocamera, quasi scimmiottando i keynote di Cupertino. In una scena addirittura, un iPad viene lanciato dalla finestra, per poi essere ritrovato perfettamente funzionante, con tanto di commento sulla resistenza del dispositivo. Da ricordare inoltre uno dei primi, e forse unico, product placement a sfondo pornografico, visto che il portale "YouPorn" non solo viene menzionato durante la pellicola, ma diventa anche parte integrante della storia.

The Martian

Il film con Matt Damon, diretto da Ridley Scott, si adatta molto bene all'inserimento di prodotti in ambito tecnologico. Tra i più evidenti impossibile non notare i monitor AOC, presenti in buona parte delle scene in cui erano rappresentati degli schermi. Dalla Terra a Marte, la casa cinese è riuscita a piazzare bene i suoi prodotti che, seppur evidenti, non infastidiscono troppo lo spettatore. Interessante anche quanto fatto da GoPro, che ha sponsorizzato l'inserimento delle sue action cam all'interno della pellicola. Il protagonista parla per buona parte del film proprio con una videocamera dell'azienda americana, che viene anche inquadrata per qualche istante di troppo in una scena, mettendola in bella mostra.

Modern Family

"Modern Family" è una delle serie TV più apprezzate degli ultimi anni, vincitrice di molti premi e riconoscimenti internazionali. Sono diversi i prodotti messi in mostra durante le puntate, dalle auto agli accessori per la casa, ma il caso di Apple è ben diverso. Nell'episodio 19 della prima stagione, uno dei personaggi principali cerca di recuperare un modello di iPad appena uscito, per fare un regalo di compleanno tanto atteso, consegnato al festeggiato dopo tante peripezie per recuperarlo. Questo è solo uno degli esempi, perché il brand di Cupertino compare diverse volte nello sviluppo delle puntate, segno che la partnership tra Apple e la produzione è molto salda.

Transformers: Age of Extinction

I film ad alto tasso di azione sono tra i preferiti per piazzare prodotti da promuovere. Se poi di mezzo ci sono robottoni giganti e tanta tecnologia meglio ancora. "Transformers: Age of Extinction" è davvero zeppo di prodotti noti, dalle auto agli orologi.
Tra le aziende che hanno sponsorizzato il film troviamo Beats, sempre di Apple, come la casa madre molto avvezza allo sfruttamento del product placement. Il logo viene mostrato più volte nel corso del film: in particolare, risulta palese l'inserimento a scopi pubblicitari del brand nella scena in cui Stanley Tucci parla del "Transformio", un particolare materiale in grado di riconfigurarsi, trasformandosi negli oggetti più disparati. Uno di questi è proprio un altoparlante marchiato Beats, inquadrato in primissimo piano per diversi secondi.

The Visit

Non solo oggetti fisici, ma anche i servizi vengono pubblicizzati attraverso il loro inserimento nella trama di un film. "The Visit", pellicola diretta ma M. Night Shyamalan, vede i due giovani protagonisti ospiti dei nonni, mentre la loro madre è in crociera con il nuovo compagno. Come comunicare da due luoghi così lontani? Semplicemente utilizzando Skype, il noto servizio della casa di Redmond. Durante il film Skype viene citato più volte, senza dimenticare anche qualche inquadratura dell'interfaccia grafica. Tutte le videochiamate sono ovviamente prive di lag o di problemi video, con quest'ultimo che appare di qualità elevatissima, come del resto accade nella realtà...

Kingsman - Secret Service

Come ogni buon film di spionaggio, "Kingsman - Secret Service" ha subìto il fascino del product placement, anche se non utilizzato in maniera troppo intensiva. Come nel caso delle pellicole di James Bond, da sempre oggetto dell'interesse del marketing mondiale, anche qui troviamo molti oggetti sponsorizzati. In questo caso è Samsung ad aver inserito le sue apparecchiature nel film, che non manca mai di mostrare il logo dei notebook inquadrati, oppure lo smartwatch Galaxy Gear. Niente di troppo fastidioso ma la sponsorizzazione è piuttosto evidente, per un film che è riuscito a inserire al suo interno diversi prodotti, anche non tecnologici.

House of Cards

Da Apple a Microsoft, passando per Dell, Samsung e HP, sono tantissimi i brand tecnologici apparsi nel corso delle vicende che vedono protagonista Frank Underwood e la sua scalata verso il potere. Tra questi, i riferimenti più evidenti li abbiamo riscontrati con i prodotti Apple e Microsoft, che spiccano dalla massa. Netflix utilizza spesso il product placement nelle sue produzioni originali, compensando così l'assenza di spot pubblicitari durante la visione dei film, una scelta condivisibile, visti i costi di produzione di una serie come "House of Cards". Costi che sono stati ripagati anche grazie all'inserimento nelle scene di prodotti commerciali, fatto confermato anche dalle statistiche, che vedono questa serie come quella più ricca di prodotti sponsorizzati.

The Big Bang Theory

Eccoci arrivati alla serie TV che forse più di tutte ha tratto profitto dal product placement in ambito tecnologico. Dai videogiochi ai laptop per il gaming, le avventure di Sheldon, Leonard, Penny e di tutti gli altri personaggi sono ricche di riferimenti al mondo tech. In questo caso, l'utilizzo di brand noti nelle scene si integra molto bene con il costrutto storico delle puntate, anche se spesso l'enfasi posta sui prodotti è un po' troppo accentuata, come nel video che potete trovare poco sopra, dove la telecamera non fa nulla per togliere dalla scena un PC Alienware.

Product Placement I casi riportati in questo articolo sono solo alcuni di quelli che si possono riscontrare guardando un film o una serie TV. Sicuramente ci sono molti altri esempi da fare, ma nel frattempo il product placement prende sempre più piede, diventando una delle forme pubblicitarie più usate dai grandi marchi, tecnologici o meno. La ricetta funziona quindi, anche se, a nostro avviso, “Sex Tape” rappresenta il peggior esempio di come questa tecnica pubblicitaria vada usata, vista l’insistenza e soprattutto la chiara volontà di promozione di un determinato prodotto, palesata dai tantissimi riferimenti osservabili durante la visione del film. Negli altri casi, a parte qualche scena o inquadratura piazzata appositamente per mostrare un determinato brand, non si raggiungo livelli tali, segno che il product placement, anche se porta molti soldi, non influisce più di tanto sulla qualità di un film o di un serie TV. Diversi invece i casi di pellicole come “Steve Jobs” o “Jobs”, non inserite nell’elenco, in cui la presenza di Apple è totalmente funzionale allo svolgersi degli eventi. In definitiva, il product placement è un valido sostegno alla promozione pubblicitaria, finché viene usato con criterio. La sovraesposizione infatti rischia di causare un effetto opposto nello spettatore, costretto a vedere dei veri e propri spot pubblicitari all’interno dei propri film e serie TV preferiti.