Il 5G è una rivoluzione, anche per il gaming

Siamo alle soglie di una rivoluzione per le connessioni ad internet. Analizziamo insieme vantaggi e problematiche della tecnologia 5G.

speciale Il 5G è una rivoluzione, anche per il gaming
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Promette una vera rivoluzione ed è l'argomento più discusso degli ultimi tempi: stiamo parlando del 5G, la rete che si prospetta come legittima erede dell'attuale 4G LTE. I settori coinvolti sono innumerevoli e a trarne vantaggio saranno quei servizi che fino ad ora sono stati appannaggio delle reti fisse: dal cloud gaming allo streaming passando per la Smart City e l'IoT (internet of things), questa nuova tecnologia consentirà di spingere al limite il concetto di "always online" indipendentemente dalla cablatura in fibra, andando ad incidere quindi anche sul futuro delle infrastrutture. Siamo alle soglie di un passaggio epocale e va da sé che le ripercussioni toccano tanto la politica e l'economia quanto la scienza e l'ambiente.

Oltre la fibra

Per parlare propriamente di 5G bisogna innanzitutto analizzarne le caratteristiche tecniche. Le principali di cui dispone questa nuova tecnologia sono relative alla velocità e alla latenza. Le attuali reti 4G LTE (cat.15) permettono di raggiungere una velocità teorica di 4 Gbps che nella pratica - a causa dei limiti fisici e della tecnologia disponibile sugli attuali devices - si aggira sui 100 Mbps. Il 5G invece consente, sempre a livello teorico, una velocità massima di 20 Gbps in download e di 10 Gbps in upload. La vera rivoluzione però è relativa alla latenza che rientra nel limite dei 4ms con la prospettiva, una volta a regime, di arrivare a 1ms: un tempo di risposta persino inferiore a quello permesso dalle reti cablate, che apre la strada alla nascente industria del cloud gaming e del cloud computing.
I fattori alla base di tali prestazioni, che delineano valori cosi elevati, dipendono quasi esclusivamente dall'utilizzo di onde radio ad altissima frequenza, fino ai 300 GHz, laddove le reti attuali invece lavorano entro i 5Ghz. Non è tutto oro ciò che luccica e proprio l'utilizzo di tali frequenze comporta un primo limite: infatti l'aumento esponenziale della velocità è direttamente proporzionale alla difficoltà di propagazione del segnale che diventa molto più sensibile agli ostacoli fisici che incontra sul suo cammino.

In pratica, a parità di segnale (es. due tacche su cinque) la qualità del 5G è più bassa rispetto a quella espressa dall'attuale tecnologia. Per ovviare a questo problema sarà necessario disporre di un numero di celle sensibilmente superiore e con una diffusione sul territorio molto più capillare. Sempre sul piano della capacità di gestione del traffico ogni cella potrà supportare un massimo di 1 milione di dispositivi per kilometro quadrato connessi contemporaneamente.

Sulla stessa onda

Come già detto in precedenza, il 5G sfrutta uno spettro di frequenze più alto rispetto all'attuale LTE. In particolare, per il continente europeo la frequenza necessaria è relativa ai 700 Mhz (che è anche la frequenza più ambita per le sue caratteristiche di penetrazione), la stessa utilizzata dalle emittenti del digitale terrestre. In Italia la situazione è particolarmente complessa data la peculiare distribuzione delle frequenze e la massiccia presenza di emittenti locali. Grazie all'intervento dell'Unione Europea si è giunti ad un accordo per la progressiva liberazione (e successiva assegnazione) delle frequenze: gli stati membri avranno tempo fino al 2022 per adeguarsi, con l'introduzione del 5G che partirà dal 2020.
Oltre a quelle sui 700 Mhz sono poi coinvolte altre bande: la 3,4-3,8 Ghz attualmente in mano alla Difesa e la 26-28 Ghz utilizzata da Eolo ed Enel. Il Ministero per lo Sviluppo Ecomico ha assegnato le nuove frequenze tramite un'asta tenutasi tra il 13 settembre e il 2 ottobre a cui hanno partecipato tutti i grandi operatori del territorio italiano: TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Iliad ma anche Linkem e Open Fiber che però non hanno ottenuto blocchi.

Rivoluzione a 360°

I settori che trarranno vantaggi immediati dall'utilizzo del 5G sono i più disparati. Pensiamo solo all'intrattenimento ed in particolare alle nuove proposte di Google Stadia e di Project XCloud: il gaming in streaming riceverà una spinta eccezionale grazie al superamento degli attuali limiti imposti dalla latenza e la fruizione di contenuti che al momento riserviamo ai nostri dispositivi fissi passerà a quelli mobile.

La nuova disponibilità di big data favorirà l'esplosione dell'IoT in diverse forme: l'automotive con la guida automatica e la gestione del traffico; Smart City con analisi in tempo reale delle situazioni critiche e interventi mirati ed immediati; la produzione industriale con l'introduzione dell'AI e dei robot; la sanità con possibilità di screening e diagnosi in mobilità e assistenza remota. Insomma, il 5G aprirà le porte ad una serie di servizi e applicazioni disponibili fino ad oggi solo in situazioni circoscritte e sperimentali.

Dubbi e criticità

"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"...e in questo caso anche molti problemi. Le incognite che accompagnano l'introduzione del 5G sono di duplice natura: da una parte l'enorme potenziale economico e sociale del progetto porta a considerazioni di carattere etico/politico; dall'altra le ripercussioni sulla salute pubblica e sull'ambiente destano preoccupazioni. Infatti, almeno in potenza, chi possiederà le infrastrutture di controllo della rete (o più precisamente, chi ne svilupperà la tecnologia alla base) in un determinato paese avrà in mano il destino delle telecomunicazioni e conseguentemente dei dati sensibili degli utenti. Nell'epoca in cui i big data stanno sostituendo sul piano strategico l'importanza del petrolio, la questione è tutt'altro che semplice.

Le recenti vicissitudini di Huawei con il Governo americano sono legate anche allo sviluppo del 5G e al suo utilizzo come supporto per lo spionaggio. In Italia ha fatto molto discutere il recente accordo sulla "Via della Seta" tra il nostro Esecutivo e quello cinese: uno dei temi più sensibili e aspramente criticati è stato proprio relativo al controllo delle tecnologie per il 5G.

Sul piano ambientale il problema è legato al tema dell'inquinamento elettromagnetico. La particolare e diffusa distribuzione delle celle utili alla nuova rete aumenterà drasticamente l'emissione di onde radio ad altissima frequenza: sappiamo che alterare l'equilibrio magnetico terrestre può influire sulla capacità di orientamento di alcune specie di animali (tra cui uccelli e pesci).
Non conosciamo invece gli effetti diretti che tali radiazioni comportano sull'organismo umano: gli studi a riguardo sono molteplici e con conclusioni differenti ma ovviamente non è stato possibile determinare le conseguenze sul medio/lungo periodo. In generale la comunità scientifica chiede di prestare attenzione e non mancheranno studi sempre più dettagliati.

Nonostante le problematiche esposte, l'avvento del 5G apre le porte ad una miriade di possibilità nei settori più disparati, tanto che potrebbe essere definito come la più grande rivoluzione dopo l'introduzione di internet. Gli interessi economici, politici e commerciali dietro alla sua diffusione sono enormi: a partire dalle grandi città il nuovo standard si diffonderà capillarmente e verranno sviluppate infrastrutture e devices pronti a sfruttarne le potenzialità. Indubbiamente una nuova età dell'oro per gli amanti della tecnologia.