Il flop di Y4 ATLAS, la cometa che doveva diventare più luminosa della Luna

Gli astronomi avevano grandi speranze per la cometa Altas, il corpo celeste che doveva brillare più della Luna.

Il flop di Y4 ATLAS, la cometa che doveva diventare più luminosa della Luna
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Ultimamente siamo stati testimoni di diverse "delusioni" in ambito astronomico, a partire del mancato scoppio della stella ipergigante rossa Betelgeuse, che prometteva uno spettacolo senza precedenti.
A rincarare la delusione recentemente è stata la cometa C/2019 Y4 ATLAS, che - secondo alcuni - sarebbe dovuta diventare seconda al Sole per brillantezza, tuttavia ciò non è successo, e oggi vi spiegheremo per quale motivo.

Dove tutto ebbe inizio

La pietra cosmica è stata scoperta dal programma ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) il 28 dicembre 2019. Al momento della sua scoperta, la cometa brillava di magnitudine 19.6 nella costellazione dell'Orsa Maggiore. Ulteriori osservazioni nei giorni successivi identificarono una chioma (un'atmosfera temporanea che si forma in seguito alla sublimazione delle sostanze volatili presenti sulla superficie) e anche una coda cometaria (una scia luminosa che segue la pietra cosmica).

Piccolo excursus: la magnitudine di un corpo celeste è una misura della sua luminosità rilevabile dalla Terra; maggiore è la luminosità dell'oggetto celeste minore è la sua magnitudine. Ad esempio, il Sole ha un magnitudine di -26.74, Venere di -4.47 (niente male per un pianeta) e Betelgeuse -1.17.

Quella che era considerata una normale cometa, tra l'inizio di febbraio e la fine di marzo aumentò la sua luminosità di ben 4000 volte, passando da una magnitudine 17 ad una magnitudine 8. Insomma, l'evento attirò la curiosità degli astronomi di tutto il mondo, che iniziarono a puntare i loro occhi, o per meglio dire telescopi, verso il cielo.

Una nuova speranza

Il clamore della notizia fece nascere tantissime discussioni sul particolare oggetto celeste, che emetteva addirittura un colore verde grazie alle emissioni di carbonio diatomico. A marzo 2020, la luminosità della cometa aumentò perfino di quattro magnitudini.
Insomma, le premesse per l'evento astronomico del decennio (se non del secolo) c'erano proprie tutte. Grazie al rapido aumento di luminosità, infatti, la cometa portò a far pensare che sarebbe potuta diventare visibile a occhio nudo alla fine del mese di aprile 2020.

Speranze infrante

Tuttavia, ciò non è successo e già dal 17 marzo gli esperti notarono segni di rallentamento della luminosità. La pietra cosmica, infatti, intorno al 2 aprile 2020 sembrava essere andata in frantumi. La colpa? Il nostro Sole. Le comete "abitano" l'esterno del nostro Sistema Solare, un luogo estremamente freddo e lontano dai caldi raggi della nostra stella.
L'avvicinamento al Sole causa una notevole sublimazione dei loro ghiacci e una cospicua emissione di polveri, accompagnate in questo caso anche dalla frammentazione del nucleo in più parti. Recentemente, infatti, i ricercatori del Lulin One-meter Telescope a Taiwan hanno confermato che la cometa si sta spezzando, con un frammento a 3.400km davanti alla coppia che lo segue.
Le immagini suggeriscono anche che, prima che raggiunga l'orbita di Mercurio alla fine di maggio, la cometa si spezzerà del tutto. Sul destino di ATLAS, gli esperti sono ancora incerti: potrebbe bruciare completamente o produrre uno spettacolo esplosivo mentre si avvicina al Sole.

Non tutto è perduto?

L'11 aprile, però, l'astronomo dilettante Michael Mattiazzo sembra aver scoperto una nuova cometa mentre osservava i dati del Solar Wind Anisotropy (SWAN). Lo strumento in questione non è stato progettato per trovare comete; il suo compito è di rilevare l'idrogeno nel Sistema Solare. Tuttavia, poiché la cometa sta emettendo una quantità abbastanza significativa di idrogeno sotto forma di ghiaccio d'acqua, è stata osservata da SWAN.
La cometa sembra stia viaggiando su un'orbita ellittica molto allungata in un periodo di circa 25 milioni di anni; ciò significa che l'ultima volta che attraversò il sistema solare interno potrebbe essere stato durante l'epoca dell'Oligocene, il periodo in cui il più grande mammifero terrestre mai esistito camminava sul nostro pianeta: il Paraceratherium, una specie di rinoceronte alto circa 5 metri e lungo 7 metri.

Attualmente, la cometa SWAN è visibile solamente a coloro che risiedono a sud dell'equatore. A partire dal 16 aprile aveva una magnitudine di 7.8 e mostrava una testa all'incirca di un sesto della larghezza apparente della Luna. Questo oggetto celeste potrebbe "evolversi" in un corpo ancora più luminoso, secondo gli esperti. Come ATLAS, la cometa SWAN sembra essere relativamente piccola.

Passerà più vicino alla Terra il 12 maggio a una distanza di 83.3 milioni di chilometri e arriverà al perielio (il punto più vicino al Sole) il 27 maggio, quando si troverà a 64.4 milioni di chilometri dalla nostra stella.
Supponendo che la pietra cosmica continui a illuminarsi al ritmo attuale, potrebbe raggiungere una magnitudine di 3 durante l'ultima settimana di maggio, abbastanza luminosa da essere vista ad occhio nudo. Purtroppo, ci sono ancora diversi dubbi e, addirittura, potrebbe seguire lo stesso destino della cometa ATLAS. Insomma, teniamo le dita incrociate.