Il primo asteroide interstellare avvistato ha una forma davvero curiosa

Gli astronomi hanno raccolto dati sul primo oggetto interstellare avvistato nel sistema solare, che si è rivelato avere una forma molto strana.

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Ricordate l'avvistamento del primo oggetto interstellare che ha attraversato il nostro sistema solare di cui vi abbiamo parlato lo scorso mese? Per i più smemorati o per chi si fosse perso l'evento che ha suscitato l'interesse di tutta la comunità di astronomi, faremo un breve riassunto di seguito. Rob Weryk, un ricercatore dell'università delle Hawaii, è uno dei tanti astronomi che osservano il cielo con uno o più telescopi che catturano le onde elettromagnetiche provenienti dallo spazio. Tra i tanti puntini luminosi che Weryk studia ce n'era uno con una traiettoria davvero strana. Solitamente gli asteroidi e le comete provengono dal nostro sistema solare e si distaccano dalla Kuiper Belt (comete di corto periodo), una zona composta per lo più da piccoli oggetti ghiacciati situati oltre Nettuno, oppure dalla Oort Cloud (nube di Oort) un'altra area ben più lontana della Kuiper Belt dalla quale provengono le comete di lungo periodo.
L'oggetto in questione invece aveva un'orbita davvero estrema ed una velocità più alta della media, di 25,5 km al secondo. Dopo essere piombato in un punto tra il sole e l'orbita di Mercurio è stato buttato fuori ad una velocità ancora più alta di circa 44 km al secondo (quasi il doppio di quella iniziale) verso la costellazione di Pegaso. Di seguito trovate il disegno della sua traiettoria particolare.


La forma particolare del primo oggetto interstellare mai avvistato

Se lo scorso mese vi abbiamo parlato di un oggetto misterioso, assimilabile ad un asteroide o una cometa, stavolta i dati raccolti hanno permesso di dare una forma a quello che è stato confermato essere un asteroide. L'oggetto interstellare è un sigaro gigantesco e roccioso dal colore rossastro ed è stato chiamato Oumuamua dal suo scopritore Rob Weryk, che in hawaiano significa "messaggero che viene da lontano ed arriva per primo". Se avete passato i vostri occhi velocemente sul nome senza realmente leggerlo, sappiate che il modo corretto di pronunciarlo è oh MOO-uh MOO-uh.

Oumuamua è lungo più o meno 400 metri e la sua larghezza è all'incirca un decimo della sua lunghezza: il suo aspetto dovrebbe somigliare a quello che vedete nella ricostruzione della foto qui sopra. Il suo rapporto tra lunghezza e larghezza è il più strano che sia mai stato osservato tra gli asteroidi e le comete del sistema solare e potrebbe suggerire degli indizi sulla formazione di altri sistemi stellari. I risultati dello studio della NASA sono stati pubblicati il 20 novembre su Nature e descrivono l'asteroide come un oggetto che ha viaggiato nella Via Lattea tra le stelle per centinaia di milioni di anni prima di passare vicino al nostro pianeta. Durante queste ultime settimane dopo l'annuncio dell'asteroide i telescopi di tutto il mondo sono stati puntati sul misterioso oggetto per studiarne l'orbita, la luminosità e il colore. I dati del Very Large Telescope in Cile, del quale vi lasciamo un'immagine qui di seguito, ci suggeriscono che la luminosità di Oumuamua varia anche di un fattore 10 mentre ruota sul suo asse ogni 7 ore, una caratteristica che nessun oggetto all'interno del sistema solare ha mai mostrato.

Le caratteristiche di Oumuamua

L'oggetto dunque ruota e viaggia velocemente, variando di molto la sua luminosità a causa della sua forma assimilabile ad un sigaro. Il colore rossastro è lo stesso degli oggetti più esterni del sistema solare, che non hanno alcuna traccia di polveri. La densità del materiale roccioso è elevata e comprende anche degli elementi metallici, mostrando la totale assenza di acqua o ghiaccio, mentre il rosso deriva dal bombardamento dei raggi cosmici sulla sua superficie per centinaia di milioni di anni.
Oltre al Very Large Telescope in Cile anche Hubble e Spitzer hanno effettuato delle misure, calcolando una velocità dell'asteroide più bassa di quella che vi abbiamo precedentemente scritto, pari a poco più di 38 km al secondo relativamente al sole. A maggio 2018 dovrebbe superare l'orbita di Giove e viaggiare oltre Saturno nel mese di gennaio 2019. Da lì in poi si allontanerà sempre più dal nostro pianeta, verso la costellazione di Pegaso.

Nel precedente articolo vi abbiamo parlato dell'oggetto interstellare come un asteroide o una cometa, ma i dati hanno evidenziato che nel suo passaggio vicino al sole non è stata innescata alcuna attività tipica di una cometa. Infatti data l'assenza di acqua o ghiaccio e polveri non può formare una coda passando vicino ad una stella. L'International Astronomical Union (IAU) ha classificato questo asteroide come 1I/2017 U1, ovvero il primo oggetto interstellare della storia: si è stimato che corpi del genere dovrebbero passare ogni anno nel nostro sistema solare e che fino ad ora è stato possibile vederne solo uno grazie a nuovi telescopi avanzati, come Pan-STARRS, gestito dall'università delle Hawaii. Questo significa che d'ora in poi gli oggetti interstellari dovrebbero essere avvistati più frequentemente e non vediamo l'ora di tornare a parlarne in un futuro prossimo.