Il problema del crowdfunding sono i ritardi? Ecco la “consegna garantita”

Sembra proprio che il mondo del crowdfunding stia per cambiare, visto che le piattaforme stanno cercando un metodo di business più sicuro.

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Kickstarter e Indiegogo sono le due piattaforme di crowdfunding più in voga del momento. Entrambe hanno basato il loro successo nel cercare di convincere l'utenza a finanziare i prodotti più validi, ovviamente trattenendo una commissione pari al 3/5% del guadagno.
Il metodo del crowdfunding è riuscito nel corso degli anni a lanciare aziende di tutto rispetto, come la società di smartwatch Pebble (acquisita da Fitbit) e il produttore di visori per la realtà virtuale Oculus (ora nelle mani di Facebook). Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica e nel corso degli anni ci sono stati innumerevoli problemi legati a campagne Kickstarter e Indiegogo, visto che alcune aziende sono sparite nel nulla con i soldi e altre hanno dovuto ritardare di molto tempo la consegna del prodotto.
Per quanto riguarda il primo problema, le due piattaforme hanno già da tempo implementato delle contromisure che rendono difficoltosa la vita ai malintenzionati (anche se c'è sempre chi riesce ad aggirare il sistema), ma finora nessuno aveva mai tentato seriamente di risolvere le magagne legate ai ritardi delle consegne. Ebbene, sembra essere arrivato il momento di mettersi all'opera.

La "consegna garantita" di un prodotto in crowdfunding

Proviamo per un momento a immedesimarci in qualcuno che ha aperto una campagna di crowdfunding. Abbiamo in mente un progetto che potrebbe essere potenzialmente un successo commerciale, ma non siamo stati in grado di trovare qualcuno che lo finanziasse. In ogni caso, siamo riusciti a mettere in piedi una presentazione fatta come si deve e a chiedere soldi alle altre persone per poter realizzare l'idea. Abbiamo già pensato a tutto, i mezzi ci sono: mancano solamente i soldi. Le nostre stime dicono che, nel caso raggiungessimo l'obiettivo, dovremmo riuscire a consegnare il prodotto entro la fine del 2020. I giorni passano e, sorprendentemente, siamo riusciti a raccogliere la cifra richiesta. Il nostro progetto è stato finanziato!
Perfetto, ci mettiamo subito all'opera con tutto l'entusiasmo del mondo, dimenticandoci che è la nostra prima esperienza nella produzione di un prodotto di tale portata. Ecco, allora, che con il passare dei mesi ci rendiamo conto di non poter rispettare in alcun modo la data di consegna che avevamo promesso. Siamo in buona fede, ma semplicemente l'inesperienza ci ha giocato un brutto scherzo.

A questo punto, con grande rammarico, avvertiamo chi ci ha supportato che il prodotto uscirà entro la fine del 2021, un anno dopo quanto inizialmente previsto. Arrivato il fatidico giorno, spediamo finalmente il nostro prodotto, ma è troppo tardi. L'oggetto che sembrava così innovativo fino a pochi mesi prima è oramai obsoleto e superato dalle attuali tecnologie presenti sul mercato. Le persone non sono molto contente di questa cosa e il danno d'immagine è evidente.

Per quanto quella che abbiamo raccontato qui sopra possa sembrare una storiella, questo è in realtà quello che accade a molte aziende che decidono di sfruttare il metodo del crowdfunding. Un esempio lampante è Petronics, che nel 2013 aveva lanciato una campagna Kickstarter per il gioco per gatti Mousr. La raccolta di fondi fu un successo e l'obiettivo di 100.000 dollari venne superato, con la campagna che arrivò a un totale di 116.965 dollari.
Il prodotto ricevette anche il bollino "Project We Love" da Kickstarter e diversi premi come "miglior gioco per gatti dell'anno". Peccato che la consegna sia arrivata solo nel 2018. Questo significa che gli utenti che avevano supportato il progetto hanno dovuto attendere ben 5 anni prima di ricevere Mousr, anche se le promesse iniziali erano quelle di consegnare il prodotto entro un anno dalla fine della campagna.

In questo caso, il produttore era in buona fede, ma i problemi che possono sorgere nel corso della realizzazione di un progetto sono innumerevoli e spesso non possono essere preventivati. Tuttavia, capite bene che stiamo parlando di un problema non da poco. Le storie di questo tipo sono moltissime ed è quindi arrivato il momento di risolvere questo problema.

I colleghi di The Verge hanno quindi interpellato le due piattaforme per capire come si muoveranno in tal senso. Ebbene, Kickstarter e Indiegogo hanno già iniziato ad aiutare le aziende a trovare i produttori di alcuni tipi di dispositivi, stringendo partnership con aziende come Avnet, Dragon Innovation e Arrow Electronics. Oltre a questo, Kickstarter afferma anche di lavorare duramente per verificare l'identità di chi avvia una campagna di crowdfunding sulla sua piattaforma e assicurarsi che i sostenitori vengano costantemente aggiornati durante la realizzazione del progetto. Inoltre, Kickstarter dice anche di non farsi alcun scrupolo nel collaborare con le forze dell'ordine nel caso i prodotti non vengano spediti.

John Leland, Senior Director of Strategy and Insights di Kickstarter, ha dichiarato che la piattaforma sta per mettere in atto diverse misure per aumentare la trasparenza dei progetti da finanziare. Tra queste troviamo l'iniziativa Hardware Studio, che permetterà agli utenti di dare un'occhiata più approfondita a come vengono prodotti i vari dispositivi.
Importanti novità anche per quanto riguarda Indiegogo, che ha confermato a The Verge che lancerà la "consegna garantita". Quest'ultima sarà una novità importante, visto che questo bollino indica ai sostenitori che riceveranno il proprio prodotto oppure usufruiranno di un rimborso garantito. In parole povere, le aziende non riceveranno i fondi fino a quando non inizieranno a spedire la merce, cosa che secondo la piattaforma di crowdfunding dovrebbe far consegnare i prodotti nei tempi previsti e risolvere il problema dei ritardi.

Ma ha davvero senso? Pensiamoci un momento: se un'azienda riceve i fondi solamente una volta che ha spedito il prodotto già finito, significa che il denaro deve già esserci prima. Questo va un po' a vanificare il senso di crowdfunding, che dovrebbe essere utilizzato solamente da società che non possono finanziare da sole i propri progetti, anche se sappiamo bene che non funziona proprio così.
Infatti, un'altra novità recente è l'arrivo su Indiegogo di produttori già affermati. Pensiamo, ad esempio, a General Electric, che ha lanciato una nuova macchina per il ghiaccio, e a LEGO, che ha sfruttato la piattaforma di crowdfunding per lanciare il progetto LEGO FORMA. David Mandelbrot, CEO di Indiegogo, vede ovviamente di buon occhio questo modo di fare crowdfunding: "Quello che stiamo cercando di fare è creare una piattaforma sufficientemente flessibile per soddisfare le esigenze degli imprenditori e dei sostenitori. [...] Per me, il crowdfunding è l'eliminazione di gatekeeper tra gli imprenditori e i sostenitori", ha dichiarato ai microfoni di The Verge.
Insomma, il futuro del crowdfunding sembra essere abbastanza incerto, visto che le piattaforme si stanno muovendo verso un modello di business più sicuro, che però potrebbe entrare in contrasto con il motivo per cui portali come Kickstarter e Indiegogo sono nati. Non ci resta che attendere e capire fino a dove si spingeranno.