Il segnale radio captato da Proxima Centauri è alieno o naturale?

Come si comprende se un segnale radio proveniente dal cosmo è effettivamente alieno oppure se è di origine naturale? Tutto ciò che c'è da sapere.

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La notizia gira ormai da qualche giorno e ne hanno parlato praticamente tutti: un segnale radio proveniente da Proxima Centauri ha catturato l'attenzione dei ricercatori del SETI. Si tratta della prova della presenza di una civiltà aliena intelligente? Cosa c'è di vero? Cosa c'è di falso?
Tanto per cominciare - così come abbiamo sottolineato precedentemente nella nostra notizia - si deve essere molto chiari: non c'è nessuna pubblicazione. La notizia non si basa su una vera e propria ricerca pubblicata, ma sul sentito dire di alcuni ricercatori, notizie poi arrivate all'attenzione di un giornalista del Guardian e in seguito a tutto il resto degli organi di stampa internazionali e italiani. Ma ricercatori di cosa?

Breakthrough Listen

Il progetto in questione è chiamato Breakthrough Listen (ve ne avevamo già parlato), è iniziato ufficialmente nel luglio 2015 ed ha una durata prevista di dieci anni. L'obiettivo è ambizioso: la ricerca attiva di segnali che possano provare l'esistenza di intelligenze extraterrestri.

Un obiettivo che ha richiesto lo stanziamento di ben 100 milioni di dollari di fondi. Questo progetto ha a disposizione migliaia di ore di osservazione ogni anno in due dei più grandi radiotelescopi (il Radiotelescopio di Green Bank nel West-Virginia ed il Parkes Observatory in Australia) ed è stato definito per questo motivo il più esteso programma per la ricerca di intelligenze aliene mai sviluppato. Infatti, per questo tipo di ricerche, erano solitamente disponibili dalle 24 alle 36 ore per telescopio ogni anno.
Il progetto è quindi serio. Nessun cacciatore di alieni improvvisato ma ricercatori veri e propri in cerca di segnali tangibili di vita intelligente. Per farlo vengono usati i due radio telescopi sopracitati, grazie al quale vengono osservate alcune zone del cielo (e parte del lavoro consiste anche nello studiare quali potrebbero essere le zone maggiormente interessanti). I dati vengono poi analizzati alla ricerca di segnali radio (e laser) anomali. In che modo anomali? Non lo sappiamo, almeno non ancora. Non è infatti chiaro quali test debba superare un segnale per poter essere definito interessante. Perchè non lo sappiamo? Perchè non è ancora uscito nessun articolo.

L'abc della scienza: gli articoli

Non è chiaro a che punto siano con la produzione degli articoli, se li abbiano terminati e sottoposti a peer review per la successiva pubblicazione su qualche rivista, o se siano in una fase più "acerba" in tale percorso. Infatti, ogni volta che si fa una ricerca scientifica, si ottengono quindi dei dati e si elabora uno studio, si deve sempre passare per la peer review. Cosa sarebbe? La rivista su cui si vuole pubblicare si occupa di far leggere e approvare l'articolo ad una commissione di scienziati competenti in materia (commissione segreta e che cambia ogni volta). In tal modo si mantengono standard di qualità elevati e si riduce il rischio di pubblicare ricerche inesatte.

Nell'articolo devono essere riportati i dati (che non sono pochi), come sono stati acquisiti tali dati, come sono stati elaborati; oltre alle conclusioni a cui il team è arrivato nell'interpretarli. A noi mancano tutte queste informazioni. E nella scienza tutta, quando manca l'articolo, manca tutto.

La notizia

Nonostante la mancanza di informazioni cercheremo comunque di approfondire notizia; anche perchè dopo un primo momento di "leak" puro e semplice, sono intervenuti anche i ricercatori protagonisti da cui si è ricavata qualche informazione in più.
Nel 2019 è stato osservato un segnale radio durato circa tre ore (non è stato osservato una seconda volta), che ha successivamente superato tutti i test preliminari (che, lo ricordiamo, non conosciamo); test che non erano tuttavia mai stati superati da nessun altro segnale. Ci sono alcuni indizi che lasciano aperta l'opzione "civiltà intelligente".

Il primo è che il segnale ha una frequenza ben precisa, molto stretta. Non varia cioè in un range (più o meno ampio) come solitamente avviene nei segnali radio di origine naturale. Una lunghezza d'onda, 982 megahertz, in cui trasmettono anche alcuni dei nostri satelliti. Potrebbe essere un segnale di uno dei nostri satelliti, quindi? In teoria sì (anche se improbabile), e l'opzione non è ancora stata esclusa.

Un'altro aspetto interessante è che variando la posizione del telescopio, anche di poco, il segnale scompariva.

Questo esclude l'ipotesi di un'interferenza (come ce ne erano state in passato), e fa pensare che il segnale provenga effetivamente da Proxima Centauri. O, meglio ancora, dalla porzione di cielo in cui è situata Proxima centauri: potrebbe ad esempio essere una sorgente astrofisica situata dietro Proxima Centauri o "nei pressi" di essa. Sappiamo tuttavia che intorno a Proxima Centauri ci sono degli esopianeti e che è il sistema stellare più vicino al nostro Sole (quattro anni luce). Ciò significa inoltre che il segnale misurato sarebbe partito soltanto quattro anni prima, se davvero provenisse da li.

Un'ulteriore caratteristica del segnale è l'assenza di "informazione" trasmissibile; è presente una variazione di frequenza che potrebbe però suggerire la presenza di un effetto doppler, e quindi il movimento della sorgente (oppure nostro in relazione alla sorgente). Anche questo aspetto è sicuramente importante e andrà approfondito in futuri studi.

Aspettiamo lo studio

Non abbiamo ancora gli studi, ma li avremo (probabilmente nella prima metà del prossimo anno). Sarà quindi interessante fare un follow up a questo articolo per scoprire assieme cosa c'era di valido in tutte quelle che per ora sono ipotesi. Intanto sogniamo e speriamo di non essere soli in questo misterioso e ancora tutto da scoprire universo.