Iliad sotto osservazione: esposto ad AGCOM, AGCM e Garante della Privacy da AECI

L'associazione europea dei consumatori indipendenti chiede verifiche sull'operato del nuovo protagonista del mercato italiano della telefonia.

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L'arrivo di Iliad ha dato un piccolo scossone al mercato italiano della telefonia mobile. L'offerta all inclusive della compagnia francese ha colpito nel segno, grazie all'ottimo rapporto quantità-prezzo. La reazione degli altri operatori non ha tardato ad arrivare, con vantaggiose offerte win back, ma anche attraverso la richiesta di intervento del governo nel caso SimBox. Insomma, Iliad ha dimostrato che non è per niente semplice entrare nel mercato italiano, ma le cose potrebbero complicarsi ancora di più.
Questa volta però, ad accendere la miccia è A.E.C.I., l'Associazione Europea dei Consumatori Indipendenti, che ha inviato degli esposti ad AGCOM, AGCM e Garante della Privacy, in cui si invitano le autorità competenti a verificare la presenza di eventuali anomalie o illeciti nell'operato di Iliad.

Serve più trasparenza?

Uno delle parole più utilizzate da Iliad, prima ancora del suo arrivo in Italia, è "Trasparenza". In effetti, l'offerta dell'operatore francese sembra di facile comprensione a un primo sguardo, ma secondo A.E.C.I. non è proprio così. Sul portale dell'associazione, il comunicato diffuso è piuttosto chiaro sulle ragioni che hanno portato all'esposto.
"La premessa dovuta è che A.E.C.I. ha salutato con favore l'ingresso di un nuovo operatore dei telefonia che potesse smuovere il mercato delle tariffe a favore dei consumatori. L'entra di ILIAD nel mercato della telefonia è, per A.E.C.I., un bene per l'aumento della concorrenza e crediamo che questo nuovo operatore porterà vantaggi economici e servizi migliori per gli utenti della telefonia... Dal nostro punto di vista sono necessarie correzioni rispetto proprio alla trasparenza, alla tutela dei diritti dei consumatori, alla piattaforma di attivazione delle SIM. Proprio per questo A.E.C.I. ha deciso di analizzare sito, contratti e brochure ed invitare le Autority di competenza alla verifica di eventuali mancanze da parte del nuovo operatore."
Non si tratta di un attacco diretto all'azienda quindi, quanto più di una richiesta di verifica da parte delle autorità italiane su diversi punti della proposta commerciale, a cominciare proprio dalla trasparenza. L'utilizzo della formula "Per sempre" nell'attuale offerta è il primo punto toccato da A.E.C.I.. Nonostante il claim infatti, Iliad, nell'articolo 91 delle condizioni generali del contratto, si riserva il diritto di modificare le condizioni economiche dello stesso, mettendo l'utente, secondo l'associazione, in una condizione di "debolezza contrattuale". Altro elemento finito sotto il mirino di A.E.C.I. sono i costi di attivazione. "Sulla Home Page del sito si evidenzia il costo di 5,99 al mese mentre è omesso totalmente il costo di attivazione della SIM.". Da rivedere sarebbe anche il processo di registrazione via web, che porterebbe l'utente ad utilizzare la carta di credito, offrendo la possibilità di utilizzare altri metodi di pagamento ma mostrandoli in piccolo o comunque in modo non evidente.
Secondo A.E.C.I. ci sarebbero anche delle anomalie nel traffico extra soglia in Italia e all'estero. Al termine dei 30 GB mensili, Iliad offre la possibilità di continuare a navigare al costo di 9€ per ogni GB, come indicato sul sito: "30 GB, terminati i quali si applica la tariffa base, senza rallentamento della velocità di internet".

La delibera 326/10/CONS di AGCOM prevede però che: "Qualora il cliente non abbia dato indicazioni diverse in forma scritta, gli operatori provvedono a far cessare il collegamento dati non appena il credito o il traffico disponibile residuo di tempo o di volume) di cui al comma 1 sia stato interamente esaurito dal cliente, senza ulteriori addebiti o oneri pe quest'ultimo, avvisandolo di tale circostanza".
In sostanza, A.E.C.I. afferma che l'utente non è tutelato nei confronti dell'attivazione del traffico extra soglia, che potrebbe portare a un rincaro notevole della tariffa mensile. Dubbi anche sul processo di attivazione delle SIM, sulla "firma digitale" utilizzata e sulla sicurezza, per i dati personali, delle SimBox.
Le criticità evidenziate da A.E.C.I. sono diverse ma andranno verificate dalle autorità competenti, che dovranno decidere ora se aprire la fase istruttoria e procedere alla verifica dell'operato di Iliad o se rigettare l'esposto dell'associazione consumatori.

AGGIORNAMENTO

Con la diffusione della notizia sull'esposto, Iliad ha rilasciato un comunicato in cui ha commentato le accuse mosse da A.E.C.I.:

"Riceviamo con sorpresa la notizia di un esposto nei confronti della nostra azienda, quando sono chiari a tutti gli effetti positivi che il nostro ingresso sul mercato delle telecomunicazioni può generare per i consumatori. Abbiamo fatto della semplicità e della trasparenza il nostro principio identitario e saremo ben contenti di chiarire ogni dubbio anche rispetto ai minimi dettagli contrattuali che ci vengono puntualizzati in queste ultime ore, così come saremo felici di dimostrare agli utenti che la nostra offerta è e sarà tale per sempre per chi la sottoscriverà."