Indice Kardashian: come si calcola la popolarità degli scienziati?

Confrontando i numeri su Twitter e citazioni, l'inglese Neil Hall ha creato un bizzarro indice di valutazione delle opinioni di uno scienziato.

Indice Kardashian: come si calcola la popolarità degli scienziati?
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La presenza di scienziati ed esperti nelle numerose trasmissioni e alla ricerca di follower sui più noti social media è un tema molto caro e che sta prendendo piede, sia da chi cerca una quadra sulle informazioni a disposizione, sia dagli scienziati stessi che cercano di comunicare in modo chiaro e inequivocabile i risultati che la comunità scientifica ha ottenuto nel corso degli anni e degli studi.

Neil Hall già nel 2014, sulla rivista Genome Biology, ha proposto un indice al dir poco ironico che stima la popolarità di uno scienziato su un social a discapito della sua credibilità accademica: l'indice Kardashian. Ecco di cosa si tratta.

Chi e perché

L'indice prende il nome da una delle sorelle del jet-set statunitense, Kim Kardashian, "famous for being famous" (in italiano "famosa per essere famosa") o almeno così riporta Neil Hall sul suo articolo, espressione coniata nel 1961 dallo storico Daniel J. Boorstin in "The Image: A Guide to Pseudo-events in America".

Nel suo testo, Boorstin lo utilizzò per descrivere quelle personalità famose in quanto tali e non per determinati meriti, creando il paradossale concetto di essere sulla bocca di tutti perché c'è già qualcun altro che ne parla.
Kim Kardashian, secondo l'articolo, rispecchia tale nomea in quanto è balzata agli onori della cronaca principalmente per un video hard e la popolarità ha portato con sé ulteriore popolarità grazie ai meccanismi ben rodati dei social, generando così un vero e proprio marchio "Kim Kardashian" tale da creare interesse per le sponsorizzazioni, dando vita a una delle influencer più note oggigiorno.
La sua popolarità fa sì che ogni sua opinione, da come secondo lei dovrebbe essere riprogrammato Instagram eliminando like e commenti, a quelle geopolitiche sulla guerra in Siria, ottenga una notevole risonanza mediatica.

A questo punto risulta quasi immediato un parallelo con gli scienziati da salotto televisivo, nomignolo che oramai denota parte degli studiosi che popolano i talk show televisivi e che spesso impartiscono contributi dalla dubbia obbiettività. Hall, in particolare, ci informa di un fenomeno che ha preso piede tra le varie conferenze e dibattiti, ovvero gli inviti che molto spesso vengono elargiti agli scienziati più popolari che possono dare maggiore riscontro mediatico, a discapito di gente dall'alto valore nella comunità scientifica. Da qui la "necessità" di quantificare il fenomeno tramite una formula.

La parte più o meno scientifica

Il metodo utilizzato consiste nel descrivere con una formula matematica la discrepanza tra i follower su Twitter e il numero di citazioni in paper scientifici; gli scienziati presi in considerazione sono 40, tra uomini e donne con un profilo sul social dei cinguettii, per confrontarne il numero di seguaci e per non incappare in omonimi. Dal fronte scientifico sono stati esclusi quegli scienziati che hanno lavorato al genoma umano (lavoro che tra l'altro ha portato oggigiorno nel 2022 al completo sequenziamento dell'intero corredo genomico), i quali hanno avuto un numero di citazioni ben al di sopra dello standard, onde evitare di incappare in grossolani bias. Tali osservazioni sono state, poi, inserite su un grafico cartesiano.

Sull'asse delle x è rappresentato il numero di citazioni mentre su quello delle y il numero di follower. I dati mostrati con crocette blu stanno a indicare gli uomini di scienza mentre quelle in rosso indicano le scienziate donne, mentre la linea in neretto rappresenta una descrizione dei dati lungi dall'essere statisticamente rigorosa (come anche riportato sull'articolo), che però segna un andamento crescente: più è alto il numero delle citazioni, più aumenta il numero dei follower. L'andamento è descritto matematicamente da F, con C che equivale al numero di numero di citazioni e F al numero di follower su Twitter.

L'andamento del grafico

L'indice Kardashian

Da questi dati ha creato l'indice Kardashian (K), molto semplice, dove F(a) indica il numero di follower mentre F(c) è il numero di citazioni; con un facile rapporto possiamo osservare che valori di K alti rappresentano uno squilibrio in favore dei fan su Twitter e valori bassi, invece, stanno ad indicare un buon numero di citazioni. Il limite superiore è posizionato ad un valore dell'indice Kardashian pari a 5, al di sopra del quale si trovano i Kardashian della scienza, che nel grafico analizzato sopra possiamo osservare nell'area circoscritta al di sopra della linea.

Le critiche

Le critiche che si possono muovere all'articolo sono numerose e qui ne vediamo giusto un paio che ci sembrano le più importanti. In primis, il numero di follower che è stato messo al numeratore della frazione sta a indicare un valore che sarà sempre e comunque considerato negativo in quanto andrà ad aumentare l'indice Kardashian, una decisione decisamente arbitraria in quanto non rispecchia una visione dei media moderni e soprattutto dei social network (non limitiamoci più a Twitter), dove si ha maggior controllo sul proprio profilo e su cosa sia meglio o più adeguato postare.

In più, un algoritmo ben sviluppato e il saperlo sfruttare creando post ben indicizzati andrà a interessare un buona fetta di utenti, tutto ciò indipendentemente dalla reale affidabilità dello scienziato.

In secondo luogo, si riaccende in questo caso una diatriba radicata in campo scientifico, il dibattito tra scienziati e divulgatori: probabilmente, per motivi culturali, ci risulta ancora difficile far passare il concetto che l'esperto non è per forza la persona migliore per informare il grande pubblico, dal momento che non obbligatoriamente tale competenza fa parte del suo lavoro, al più abituato a dialogare solo con altri esperti. Un buon divulgatore, per definizione, sa come e cosa comunicare e tale lavoro, soprattutto se svolto a tutto tondo, andrà ovviamente a influire e quindi ad abbassare il numero di lavori accademici e di ricerche a cui prende parte.

Il vero scopo dietro l'articolo

Queste critiche risultano anche essere esagerate considerando l'ironia dell'articolo, tant'è che l'autore stesso alla fine invita i lettori a seguirlo su Twitter per far aumentare il suo indice K, però se c'è una nota dolente da dover evidenziare su tale lavoro riguarda l'aver sottovalutato la popolarità che l'indice avrebbe ottenuto, al punto da affossare l'intendo originario dell'autore, ciò che nell'articolo è sotto il paragrafo "Finally on a serious note" (in italiano, "finalmente una nota seria"): il ruolo delle donne nella scienza.

La sensibilizzazione su questo tema è uno dei punti caldi della scienza di oggigiorno, tant'è che nel marzo 2022 alcuni musei della rete Smithsonian ha esposto 120 statue di scenziate, "la più grande collezione di statue di donne" che si siano distinte nel campo della scienza.

L'articolo, non a caso, inizia proprio parlando di personalità femminili storiche che sono state ignorate a discapito del loro enorme contributo scientifico. Neil Hall cita un paio di nomi particolarmente rappresentativi del XIX secolo: la paleontologa e collezionista di fossili Mary Anning e Ada Lovelace, che ha scritto il primo programma per l'Analytical Engine, un prototipo del computer moderno.
Riprendendo i dati analizzati sopra, nell'area Kardashian del grafico possiamo vedere come solo una 1 croce su 7 al suo interno è di colore rosso.

Ciò, spiega l'autore, è sintomo di un problema, la cui origine potrebbe ricadere nella continua sottovalutazione del ruolo delle scienziate a livello accademico oppure una difficoltà che esse incontrano a comunicare o anche entrambi questi due problemi.