L'insostenibile leggerezza di Android Go: smartphone con 1GB RAM nel 2020?

Android Go sembrava una buona soluzione per gli smartphone low cost, ma il progresso tecnologico potrebbe frenare il progetto in Europa.

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Il mercato degli smartphone si muove così rapidamente che alcuni progetti possono diventare di colpo non più così utili come si pensava. È questo il caso di Android Go, una versione "Lite" del sistema operativo di Google che rimuove tutto ciò che è superfluo (come le animazioni) e sfrutta delle varianti ottimizzate delle applicazioni più popolari (come Maps). Originariamente lanciato a dicembre 2017, il progetto in quell'anno risultava interessante anche per l'Europa: molti dispositivi di fascia bassa, possiamo dire sotto i 150 euro, faticavano a far girare discretamente l'OS classico e persino l'utente medio poteva incontrare dei limiti durante l'utilizzo quotidiano. Per chi non lo sapesse, Android Go (da non confondere con il progetto Android One, che promette anni di supporto) è pensato per gli smartphone con 2GB di RAM o meno, ovvero i dispositivi super low cost. Tuttavia, un "piccolo problema" potrebbe frenare il progetto dalle nostre parti: si chiama progresso tecnologico.

Android Go e il difficile contatto con l'Europa

Se seguite spesso le nostre classifiche relative ai migliori smartphone sotto i 200 euro, probabilmente nel corso degli ultimi anni vi sarete accorti che le soluzioni nella fascia bassa del mercato si sono fatte sempre più intriganti. Per farvi degli esempi concreti, l'appena annunciato Redmi 9, nella sua variante da 3/32GB con MIUI 11 basata su Android 10, ha un prezzo di partenza di 149,90 euro in Italia. Insomma, a un costo per tutte le tasche è possibile portarsi a casa un dispositivo con la stessa versione del sistema operativo che si trova su dispositivi più costosi. Se si vuole puntare un po' più in alto in termini di esperienza utente, si può anche scegliere il modello da 4/64GB, venduto a 169,90 euro. Questa è solamente la punta dell'iceberg: il modello precedente Redmi 8, che in questi giorni si sta aggiornando alla MIUI 11 con Android 10 in Cina, online si trova ormai a prezzi attorno ai 100 euro (3/32GB). Per non parlare di Redmi Note 8/Redmi Note 8T, che si possono portare a casa a circa 150 euro. Tra l'altro, sono tutti smartphone che verranno aggiornati alla MIUI 12.

Insomma, dopo questi esempi, dovrebbe essere chiaro a tutti che nel 2020 anche nella fascia bassa si possono trovare dispositivi validi con personalizzazioni software complete, in grado di svolgere le attività quotidiane discretamente, perlomeno per le esigenze dell'utente medio, e senza scendere ai compromessi di Android Go (niente animazioni, versioni "Lite" delle app e così via). Per farvi qualche esempio concreto di smartphone Android Go recenti, Wiko Y61 costa 89,99 euro in Italia (1/16GB), praticamente circa 10/20 euro in meno dell'attuale prezzo di Redmi 8 (dipende dagli store). Altri modelli che montano questa variante del sistema operativo in Europa sono Nokia 1.3 (2020, 1/16GB, 109 euro) e Samsung Galaxy J2 Core (2018, 1/8GB, si trova attorno ai 100 euro). Ci sono poi stati diversi altri tentativi, tra cui forse il più interessante è Redmi Go. Uscito nel 2019, lo smartphone si trova a 89,90 euro sul sito ufficiale (1/16GB). La critica ne ha evidenziato tutte le ovvie limitazioni, ma probabilmente è il più interessante del pacchetto (nonostante acquistarlo oggi non abbia molto senso, a nostro modo di vedere). Ricordiamo che Android Go non promette ulteriori update, ma è pensato solamente per ottimizzare il software, come potete leggere sul sito ufficiale di Google.

Non sembra quindi essere un caso che, dopo l'interesse generato dal Mobile World Congress 2018, da noi si parli sempre di meno di questa versione di Android. Inoltre, a distanza di anni dall'annuncio, relativamente pochi produttori hanno deciso di lanciare in Europa smartphone di questo tipo (i dati di Google descrivono circa 1600 modelli con Android Go a livello globale, ma non molti hanno fatto parlare di sé da noi). Si può, dunque, parlare di flop? In realtà non del tutto, dato che un possibile contesto interessante in cui i dispositivi Android Go possono fare bene sono i mercati emergenti, dove anche quella che per noi potrebbe essere una piccola divergenza di prezzo può fare la differenza. Google continua, dunque, imperterrita per la sua strada e nei primi mesi del 2020 ha annunciato Camera Go, l'applicazione Fotocamera pensata per questi dispositivi.

Per l'occasione, BigG ha rilasciato dei dati interessanti: Android Go Edition ha raggiunto oltre 100 milioni di dispositivi in tutto il mondo. Giusto per capirci, siamo vicini ai numeri fatti registrare da Windows Phone dal 2011 al 2016 (110 milioni, ovviamente vanno prese in considerazione tutte le dovute differenze). A maggio 2019, gli smartphone Android attivi in tutto il mondo erano 2,5 miliardi, ma c'è da dire che i numeri di Android Go non sono comunque così male nel loro contesto. In ogni caso, sono in molti a pensare che il progetto farà fatica a fare realmente breccia nei Paesi maggiormente sviluppati. Infatti, come affermato anche da XDA Developers, dispositivi come Redmi 7A sono in grado di superare agevolmente in termini di prestazioni tutti gli smartphone Android Go venduti allo stesso prezzo. In definitiva, probabilmente è ancora presto per parlare di flop, ma "insostenibile leggerezza" per noi europei sembra calzare a pennello.