Intel Apollo Lake: i notebook saranno più sottili ed economici

Le nuove CPU Apollo Lake sono una nuova serie low-cost di processori Pentium, Celeron ed Atom, che verrà lanciata nella seconda metà del 2016, con lo scopo di abbassare i costi e aumentare le performance.

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Il settore dei dispositivi a basso costo, soprattutto quello dei 2 in 1, ha fatto la fortuna di molti produttori, ed è stato l'unico ambito in cui per davvero si sono avuti dei margini di progresso e dei profitti sostanziosi nell'ultimo periodo. La loro crescita non è però stata così elevata da bilanciare il generale declino delle vendite di notebook e desktop, probabilmente perché per alcuni il limite di performance di questi dispositivi non è mai stato conveniente. La settimana scorsa Intel ha annunciato Apollo Lake, una nuova serie low-cost di processori Pentium, Celeron ed Atom, che verrà lanciata nella seconda metà del 2016. Lo scopo della nuova piattaforma è quello di accelerare il riempimento del gap fra ultraportatili e laptop, puntando soprattutto sui dispositivi che Intel etichetta come Cloudbooks , ma anche su laptop 2 in 1 a basso costo o prodotti dalle dimensioni contenute; tutte soluzioni di fascia bassa, ma spesso in grado di andare incontro alle esigenze dell'utente comune.

Core Goldmont

I core Goldmont andranno a costituire il nocciolo dei system-on-a-chip Apollo Lake. Essi proseguono il lavoro portato avanti dall'architettura Silvermont, che a sua volta ha rimpiazzato Bonnell, la quale ha supportato i processori Atom dal 2008 al 2012. Proprio quando Silvermont fu lanciata, Intel parlò piuttosto chiaramente del core count, delle prestazioni e dei miglioramenti all'efficienza; la società non ha fatto nulla di simile con Apollo Lake, e in realtà non sappiamo ancora bene che capacità di calcolo dobbiamo aspettarci dai prossimi SoC. Probabilmente avremo sino a quattro core Goldmont per i modelli destinati al mercato di massa, mentre essi potrebbero andare oltre gli otto per le piattaforme embedded. Tanto per fare qualche esempio, Bay Trail mise a disposizione un grosso salto prestazionale, mentre Cherry Trail ha portato l'architettura Silvermont ai 14 nanometri concentrandosi principalmente sulle prestazioni della scheda grafica. A questa iterazione siamo alla nona generazione per le GPU integrate, che sono anche quelle impiegate dai processori Skylake.
Intel ha comunque affermato di aver migliorato le prestazioni generali della CPU e di aver diminuito i consumi. Non siamo ancora al corrente delle tipologie di processori che arriveranno sul mercato, ma il TDP dovrebbe essere compreso tra i 6 e i 10 w, con i processori che probabilmente integrano una tecnologia simile a Speed Shift vista sulle CPU con architettura Skylake. L'azienda ha integrato anche nuovi codec (come HEVC) ed ha abilitato il rendering dei video in 4K tramite accelerazione hardware. I system-on-a-chip Apollo Lake supporteranno memoria RAM con tecnologia DDR4, DDR3L, LPDDR3 ed LPDDR4, sia in configurazione dual-channel che non. Sul fronte storage invece abbiamo la compatibilità con le classiche unità con interfaccia SATA, con i nuovi drive PCIe ed anche con quelli eMMC 5.0. C'è anche il supporto a schede di rete Wi-Fi e ad eventuali porte USB Type-C. Il socket che le ospiterà sarà di tipo BGA, per cui queste CPU saranno saldate direttamente sulla scheda madre.
Il modello di riferimento di Intel Apollo Lake è un device con 4 GB di memoria RAM in tecnologia LPDDR3 e frequenza di 1866 MHz, affiancati da 64 GB di spazio di archiviazione grazie ad un SSD M.2 o ad un'unità eMMC da 32 GB. Segnaliamo anche un display da 11,6 pollici a risoluzione Full HD con 10 punti di tocco simultanei, Wi-Fi 802.11ac, modem LTE, una fotocamera e la classica sfilza di sensori (di prossimità, di luminosità, accelerometro, giroscopio...). Una dotazione hardware di queste fattezze potrebbe benissimo rappresentare un AIO di dimensioni contenute, piuttosto che un 2 in 1 oppure un tablet.
Nella corsa al 4K, speriamo che Intel non si focalizzi più di tanto sull'aspetto grafico, tentando di offrire il supporto a risoluzioni altissime che potrebbero mettere a serio rischio la durata della batteria dei 2 in 1. Troppi pixel richiedono un sistema di retroilluminazione che consuma di più e i tentativi di migliorare l'efficienza sarebbero in questo caso vani. I dispositivi ultraportatili sono generalmente più apprezzati se possono essere usati per tanto tempo lontano dalle prese elettriche, e display energeticamente dispendiosi non sono sempre ben accetti. Certo, si preannuncia una GPU a bordo piuttosto performante come da tradizione, ma la potenza grafica non è poi tutto per questi device.

Taglio dei costi

Un altro degli scopi per cui Apollo Lake è nato è quello di tagliare i costi sostenuti dai produttori rispetto alle scorse generazioni. Ridimensionare positivamente i prezzi per la produzione significa avere un margine di profitto più elevato. Intel prevede un risparmio di circa 7,45 dollari su ogni SoC messo in produzione. Questo avviene grazie alla maggiore economicità della stragrande maggioranza dei suoi componenti: il punto cardine dei device con processore Apollo Lake è quindi il prezzo, che vuole mantenersi molto basso.
La società americana ha anche intenzione di rendere i tablet, i laptop ed i 2 in 1 il più sottili possibile, ed essa crede che così facendo possa attrarre più consumatori. L'opera di assottigliamento è aiutata dalla compatibilità con dispositivi di storage molto piccoli, che possono idealmente prendere il posto dei tipici hard disk meccanici, ma anche dalla connettività wireless integrata anziché tramite modulo extra. Sembra che anche le batterie che saranno abbinate ai processori Apollo Lake abbiano ricevuto qualche modifica, il che è un evento molto raro. La società appare molto fiduciosa, in quanto ha affermato che non c'è alcuna preoccupazione in merito ad una possibile durata inferiore delle batterie causata dal profilo più sottile dei futuri device.

Intel E’ facile affermare che, se Intel vuole rimanere nel settore dei tablet e degli smartphone, Goldmont è un passo critico. Silvermont è stata un’ottima architettura, ed alcuni processori di fascia bassa hanno fatto mangiare la polvere ad alcuni SoC x86 con design ARM. Sarebbe giusto quindi se il colosso americano si fosse concentrato anzitutto sull’IPC, in modo che sia in grado di competere in termini prestazionali sia con ARM che con Qualcomm. Dovremmo poter mettere le mani sui primi prodotti basati su Apollo Lake entro la fine del Q2 2016, marchiati come soluzioni Pentium o Celeron, solo allora si potranno avere riscontri maggiori sui nuovi processori.