Intel: le nuove CPU i7-6950X, i7-6900K, i7-6850K e i7-6800K

Intel ha rinnovato la gamma HEDT (High-end Desktop) presentando al Computex 2016 i processori con architettura Broadwell-E. Fra le nuove varianti c’è anche l’i7-6950X, la prima CPU consumer con 10 core e 20 thread.

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Il Computex 2016 si sta svolgendo in questi giorni a Taipei e sta coinvolgendo tantissime aziende. Nella lista dei partecipanti non manca ovviamente Intel, che rappresenta il più grosso fornitore di microprocessori al mondo. La società americana ha sfruttato il palcoscenico dell'evento per presentare ufficiale la nuova gamma di processori di fascia enthusiast, denominati Extreme Edition. A questo giro avremo a disposizione delle CPU costruite a 14 nanometri, fattore che porterà più efficienza rispetto ai 22 nanometri, insieme a performance più consistenti. Tutti i nuovi prodotti sono inoltre dotati di architettura Broadwell-E e supportano il chipset X99, che offre agli appassionati maggiore controllo sul sistema e potenzialità per un overclocking più spinto.

Broadwell-E e Turbo Boost 3.0

La famiglia basata sul nuovo design accorpa quattro nuovi processori, con prezzi a partire da 400 dollari. Le CPU saranno disponibili a livello mondiale e saranno compatibili con il socket LGA 2011-3, di cui sono dotate tutte le motherboard con chipset Intel X99. La maggior parte dei produttori di schede madri ha diramato un aggiornamento del BIOS per poter garantire il pieno supporto dei processori Broadwell-E, mentre le nuove motherboard arriveranno chiaramente già pronte.
L'architettura che sta sotto ai modelli appena introdotti è molto simile a Broadwell-EP, dedicata alle CPU Xeon. Sotto il cofano abbiamo quindi diversi miliardi di transistor, il cui numero esatto dipende dal specifico modello. I transistor sono i Tri-Gate 3D che contribuiscono a migliorare del 35% le prestazioni rispetto alla precedente generazione. Abbiamo fino a quaranta linee PCIe direttamente connesse agli slot, così che gli utenti possano impiegare sino a quattro schede grafiche contemporaneamente.
Intel ha introdotto due varianti a 6 core, una con 8 core e un modello top di gamma che arriva a ben 10 core. Si tratta del primo processore consumer a possedere così tante unità di calcolo. Il die di Broadwell-E è più piccolo di quello di Haswell-E (246 contro 355 millimetri quadrati), nonostante ci sia un incremento prestazionale. Questo è, per ovvi motivi, dovuto allo shrinking portato dal processo produttivo più recente.
Una delle feature più importanti dell'architettura è il Turbo Boost Max 3.0, con la quale Intel si aspetta di arrivare ad un +15% sia sulle prestazioni single-thread che multi-thread. La terza versione di Turbo Boost permette ad ogni core di regolarsi con le frequenze in maniera individuale, in tutte le tipologie di contesto. Essa sarà però compatibile solo con Windows 10, in quanto richiede un driver particolare che i produttori di motherboard hanno previsto solo per l'ultimo sistema operativo di Microsoft. L'utente avrà a disposizione anche un'interfaccia per gestire alcuni aspetti del driver stesso, come per esempio quello relativo all'ottimizzazione su alcune specifiche applicazioni.

Ciò può essere compiuto selezionando il core più veloce - che di solito è il Core 0 - e forzare il suo utilizzo per applicazioni single core. In questa maniera si è sempre sicuri di utilizzare le frequenze più elevate a disposizione.
Oltre al Turbo Boost 3.0 Intel ha promesso nuove funzionalità per gli utenti enthusiast, fra cui segnaliamo per voltage overclocking, AVX ratio offset e VccU voltage control. Tale scelta è stata guidata dalle temperature dei processori Broadwell-E, che saranno in genere più basse rispetto ad Haswell-E per merito di un rinnovato heatspreader.

I nuovi modelli

Il flagship di Intel si chiama Core i7-6950X e possiede 10 core. Grazie all'Hyperthreading abbiamo ben 20 thread, che girano con base clock di 3,00 GHz e un boost clock di 3,50 GHz. La CPU è sbloccata per l'overclocking e si fregia di una cache da 25 MB (2,5 MB per core). Il costo per portarsi a casa il migliore processore consumer di Intel è pari a 1.723 dollari, ma Intel ha promesso un incremento prestazionale di 1,72 volte più elevato rispetto al Core i7-5960X. Il modello subito dopo è l'i7-6900K ed è essenzialmente un i7-6950X con meno core ma frequenze più elevate. Si parla infatti di clock base e boost rispettivamente di 3,2 GHz e 3,7 GHz, con 8 core e 16 thread. Sia sull'i7-6700K che sulla variante di punta abbiamo il numero più alto di linee PCIe a disposizione, cioè 40. Essi condividono anche il TDP di 140 W. La cache L3 è in questo caso fissata a 20 MB. Il prezzo è pari a 1089 $, per un costo di listino molto simile al vecchio flagship di Intel. Sul gradino più basso delle performance troviamo le due CPU a 6 core, l'i7-6850K e l'i7-6800K. Entrambe si basano su un design a 6 core e 12 thread, con 15 MB di cache di terzo livello. La differenza principale sta nelle frequenze, leggermente più alte nel 6850K.

Intel I produttori di schede madri si stanno già muovendo per portare nuovi prodotti a supporto delle CPU Broadwell-E. ASUS, MSI, GIGABYTE ed EVGA sono le aziende che hanno già presentato alcuni modelli al Computex, che saranno disponibili a breve. La punta di diamante delle CPU, il Core i7-6950X, con i suoi 10 core, è probabilmente troppo per la maggior parte degli utenti, considerando anche il costo proposto. L’Intel i7-6900K si appresta invece a diventare un aggiornamento obbligato per gli utenti che hanno bisogno di prestazioni multi-threaded di sostanza, seppur il prezzo da pagare sia salto. L’i7-6800K e i7-6850K vanno invece a costituire l’entry point di Broadwell-E, con il primo dei due che ha un prezzo piuttosto invitante: 400 dollari.