Intel e le CPU Curie agli X Games 2016

Intel ha portato i SoC Curie ad Aspen, per la ventesima edizione dei giochi invernali X Games, installandoli nelle tavole da snowboard e fornendo in tempo reale informazioni mai viste prima.

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Intel deve amare in modo particolare l'applicazione della tecnologia allo sport. Ciò è stato manifesto sin dal Consumer Electronics Show 2016, quando l'azienda di Santa Clara ha speso quasi la metà del tempo della sua presentazione per discutere delle partnership imboccate con giganti del settore sportivo, del calibro di ESPN ed Oakley. In particolare, la prima tiene ogni anno una fra le più importanti competizioni di sport invernali al mondo, gli X Games, e alla ventesima edizione ha partecipato - in senso figurato - anche Intel. Questa ha portato infatti uno dei suoi processori embedded, il Curie, e lo ha piazzato sugli snowboard degli atleti impegnati nelle competizioni definite Slopestyle e Big Air. Il risultato è stato quello di fornire ai giudici e agli spettatori dei dati in tempo reale mai visti prima in un evento di questa tipologia, come la velocità effettiva, la forza dell'atterraggio o i precisi gradi delle rotazioni compiute.

Cos'è Intel Curie?

Partiamo dal principio: cos'è effettivamente Intel Curie e come funziona? Curie è un SoC basato sulla famiglia Intel Quark SE, una serie di processori destinati all'uso su device indossabili, per merito dei loro consumi estremamente ridotti e delle dimensioni contenute. Questo piccolo dispositivo embedded infatti è grosso più o meno quanto una moneta, ma nonostante ciò incorpora numerose tecnologie all'avanguardia. Il nome è un omaggio alla scienziata polacca Marie Curie, vincitrice del premio Nobel per la fisica, grazie agli studi sulle radiazioni.
Intel Curie è equipaggiato con un processore Quark a 32 bit, affiancato da 384 kB di memoria flash ed 80 kB di SRAM. Al suo interno è integrata una ricca sensoristica, in cui trova posto un accelerometro a sei assi ed un giroscopio per consentire il tracking del movimento e persino il riconoscimento dei gesti. Il dispositivo fa utilizzo della tecnologia Bluetooth Low Energy per comunicare con l'esterno, la stessa usata da moltissimi smartwatch in commercio, tanto per capirci. Curie possiede anche dei circuiti dedicati per la ricarica, in quanto il colosso americano ha voluto incarnare con esso l'idea di componente "always-on", per le applicazioni che hanno necessità di un flusso costante di dati in tempo reale. Insomma, Intel ha partorito un SoC decisamente flessibile, che mette sul piatto un device completo e pronto all'uso.

Intel ad Aspen Snowmass

Quanto forte è stato l'impatto del salto del campione Mark McMorris nella competizione Big Air? E quante rotazioni ha fatto precisamente, invece, nell'ultima uscita nello Slopestyle? ESPN è stata capace di rispondere a queste e a tante altre domande all'ultima edizione degli X Games, andata in scena la scorsa settimana. Si è trattato della prima volta in cui l'analisi dei dati in tempo reale ha sposato gli sport estremi, e l'unione è stata molto apprezzata. Precisamente, i dati hanno riguardato la velocità corrente dell'atleta, gli esatti gradi delle rotazioni, la distanza percorsa in aria e la forza al momento dell'atterraggio. "Sono un forte sostenitore di quel vero incentivo che la tecnologia dà all'esperienza dello spettatore, e credo che Curie abbia fatto davvero al caso nostro. In questo settore abbiamo fatto tanti progressi per quanto riguarda l'immersività. [...] Abbiamo aggiunto schermi con le informazioni sugli atleti e tanto altro, ma nulla che sia mai riuscito a fornire dati in tempo reale su ciò che sta accadendo all'atleta in gara. Questo dimostra anche quanto difficili sono le acrobazie degli atleti stessi. ", ha detto Amy Rosenfeld, senior coordinating producer degli X Games. Il modulo è stato installato nei pressi dell'attacco posteriore degli snowboard, sormontato da una copertura in plastica per evitare che si danneggiasse con la neve, il vento e la vigorosità degli impatti. Curie ha mandato - tramite Bluetooth - i dati in real-time ai dispositivi di Visual Technologies (VT), i quali alloggiavano nel camion di ESPN che si occupava di mandare in onda i contenuti. "L'obiettivo è quello di fare uso di Intel Curie anche in futuro", ha affermato entusiasta Chris Cokas, manager VT di ESPN.

Egli ha definito il SoC di Intel molto preciso e ha rivelato che, dopo svariati mesi di test per assicurarsi che fosse tutto funzionante, può ritenersi soddisfatto. Intel ha mandato ad Aspen circa un centinaio di Curie, ognuno con una batteria che ha assicurato un'ora di funzionamento a pieno regime. E' molto probabile che le capacità del dispositivo Intel verranno ampliate in futuro, poiché il potenziale c'è tutto. Anche Steve Holmes, Vice President of Smart Device Innovation di Intel, è d'accordo sulla congiunzione tra Curie e lo sport: "Nel mondo degli action sport c'è un'enorme possibilità per mostrare al mondo tutte le sfumature di ciò che gli atleti stanno facendo. Se guardiamo a qualcuno che sta effettuando lo snowboard slopestyle possiamo comprendere che è lasciato totalmente ai commentatori ed agli spettatori il compito di capire cosa sta effettivamente succedendo. Questi nuovi dati real-time conferiscono qualcosa di concreto su cui basarsi, e rendono tutta l'esperienza più connessa ed eccitante".
Intel Curie ha portato con sé vantaggi non solo nel bel mezzo della competizione ufficiale: durante le sperimentazioni gli atleti hanno potuto testare in anticipo le potenzialità dei real-time data. I coach hanno così potuto fornire loro un feedback extra, portando di conseguenza l'allenamento a un livello superiore.

Intel Intel Curie ha ottenuto i favori del pubblico, dei giudici e degli atleti. Essi stessi si sono dimostrati entusiasti delle informazioni a cui hanno avuto accesso. Secondo Holmes di Intel, nel futuro potremo vedere questa tecnologia applicata anche alla prevenzione degli infortuni, oppure al miglioramento delle proprie prestazioni, stabilendo quando è il momento di prendersi un po’ di pausa. Per adesso è stato un esperimento nudo e crudo, ed infatti Intel Curie non è stato usato in tutte le competizioni di Aspen. Lo Slopestyle e il Big Air femminile, ad esempio, non hanno testato Curie, ma con tutta probabilità l’anno prossimo le cose cambieranno. Si pianifica inoltre il suo utilizzo non solo sugli snowboard, ma anche sugli sci. Servirsi del SoC Intel su questi è però una sfida più importante, in quanto gli sci sono due e portano un livello di complessità decisamente più elevato. Insomma, è chiaro che da questo punto di vista siamo in un momento di transizione, ed è altrettanto lampante il successo di Intel Curie agli X Games 2016. Negli anni che verranno vedremo sempre più l’innesto della tecnologia nello sport in generale, non solo in quelli invernali, per un beneficio collettivo. Siamo solo agli inizi, e ciò che ci aspetta può soltanto migliorare l’esperienza sulla neve, ma anche in altri contesti.