Intel: nuovi dettagli su Broxton, CPU pensata per l’IoT

Il design Intel Broxton sarà sfruttato dalla società americana per i dispositivi dedicati all’IoT e per i mini-PC, oltre che per la board Joule.

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

All'Intel Developer Forum 2016, tenutosi poco tempo fa a Shenzhen, Cina, il colosso dei microprocessori ha parlato di uno degli aspetti più di spicco per il futuro, e cioè l'Internet of Things (IoT). Intel stessa ha già in cantiere la prossima generazione dei core Atom, meglio nota come Goldmont, e Broxton, architettura meno famosa ma ugualmente interessante. I più ricorderanno che essa ha fatto parte della lista di system-on-a-chip cancellati, che dovevano essere destinati agli smartphone, mercato che la società ha deciso di abbandonare per impegnare risorse su altri fronti maggiormente remunerativi. Broxton non sarà chiaramente utilizzato sui cellulari, ma rimane ancora perfettamente compatibile per l'impiego nell'IoT e nei mini-PC, senza trascurare la board Joule presentata da Intel proprio all'IDF 2016. Seppur quindi Broxton sia stato inizialmente concepito per dar vita ad una solita base computazionale per smartphone, le sue fattezze gli consentono di inserirsi ed essere funzionale anche in altri campi, il che lo rende un design che potrà dire molto nel futuro prossimo.

Broxton per il futuro di Intel

Broxton è un'architettura che ha nel suo DNA quattro unità di calcolo, visto che molti modelli sono proprio quad core. Essi, in generale, consistono in due blocchi da due core con una cache L3 condivisa. Per le frequenze di core dovremmo essere fra gli 1,8 ed i 2,6 GHz, il che sarebbe un bel passo in avanti rispetto al passato.
A bordo c'è una sezione grafica Intel Gen9, con 12 oppure 18 EU (Execution Units), tutte contenute in un unico blocco. I processori Broxton avranno il supporto al decoding/encoding VP9, così come all'H.264. La decodifica HEVC sarà presente, mentre è in dubbio la codifica, in quanto le slide non sono state troppo precise in merito. Intel ha solo detto che "attualmente abbiamo una situazione particolare in merito, ma questa sarà risolta in futuro". C'è comunque la possibilità di gestire monitor a risoluzione 4K, con un'image processing unit migliorata rispetto alla precedente generazione e che sarà un po' diversa rispetto alle altre implementazioni della grafica Intel Gen9. Nello specifico, la società californiana dovrebbe fare in modo che essa abbia un temperature limit più elevato (si parla di un range sopportabile da -40 a +110 gradi centigradi) affinché i processori possano essere inseriti in un ampio spettro di dispositivi senza preoccuparsi troppo del calore. Il 4K a 60 FPS dovrebbe essere permesso tramite interfaccia DisplayPort (eDP compresa) ed HDMI, che arriverà fino alla versione 2.0. Chiaramente, la parte grafica sarà compatibile anche con le API per la computer vision, fra le quali spicca OpenCV.

Il controller di memoria dovrebbe poter gestire sia le RAM DDR3L che LPDDR4. Uno dei grossi punti a favore del nuovo design è la capacità di sfruttare il dual channel, che in SoC del genere non è poi così scontato. Abbiamo inoltre il supporto all'ECC (Error-Correcting Code), una tecnica utile a rilevare errori nello scambio dati da/verso la memoria principale. Nel mercato embedded ci sono alcuni scenari che richiedono fortemente la compatibilità con l'ECC, per cui non può che essere una feature molto positiva. Intel indica anche una larghezza di banda incrementata del 50/80% rispetto a Braswell.
Il processo produttivo con il quale Intel costruirà i system-on-a-chip Broxton sarà chiaramente quello a 14 nanometri. Il TDP delle soluzioni Broxton dovrebbe oscillare fra 6 e 12 Watt, mettendo in luce - come prevedibile - dei SoC estremamente conservativi in termini elettrici. Si annuncia il supporto a tanti sistemi operativi, fra i quali citiamo Windows 10, Android e Linux. Possibile anche la compatibilità con le versioni più vecchie di Windows, come 8, 8.1 e 7, anche se scommettiamo che saranno messi in sordina, dando spazio all'ultima release di Microsoft.

Intel L’Internet of Things è uno dei settori sui cui Intel vuole assolutamente concentrarsi, e l’abbandono del segmento smartphone ne è una lampante testimonianza. Per quanto si possa pensare, quindi, il design Broxton si rivela fondamentale per le sorti di Intel in uno degli ambiti più importanti per la società. Le previsioni indicano infatti che l’IoT ha tantissimo potenziale, con annessi possibili e sostanziosi ricavi per le aziende impegnate nel suddetto campo. Qualora le velocità di clock venissero confermate, dovremmo essere di fronte a dei system-on-a-chip piuttosto veloci per il target di riferimento, con un TDP però abbastanza contenuto, che fanno ben sperare per Intel.