Intel presenta Alder Lake: la CPU da Gaming più potente adesso è ibrida

La dodicesima generazione di processori Intel è arrivata ed è più potente che mai, tra overclock estremo, RAM DDR5 e Windows 11.

Intel presenta Alder Lake: la CPU da Gaming più potente adesso è ibrida
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Intel ha svelato ufficialmente la sua dodicesima generazione di processori Desktop, probabilmente la più affascinante di sempre. Con Alder Lake, Intel ha abbandonato in via definitiva il processo produttivo a 14 nanometri e non poteva farlo in modo migliore, lasciandosi alle spalle il modello architetturale convenzionale e lanciandosi in una fase ibrida a microarchitettura eterogenea.
Questo gigantesco step evolutivo si incasella in un periodo storico esaltante per le nuove tecnologie. I nuovi processori Intel Alder Lake arriveranno sul mercato pronti per Windows 11 e offriranno sin dal lancio il supporto alle memorie DRAM DDR5 e allo standard di comunicazione PCI Express Gen5.

Le basi per il futuro

Mai come questa volta i rumor si sono rincorsi con tale intensità, generando livelli spasmodici di hype dovuti sia al contesto che alle supposte specifiche tecniche.

Per mesi ci siamo abituati a fantasticare di Golden Cove e di Gracemont, quando ormai eravamo praticamente certi che Intel sarebbe passata alla sua prima generazione sub-14nm con uno schema totalmente stravolto. Non che quello di Alder Lake fosse il primo tentativo di Intel in questa direzione. Di certo, infatti, non possiamo parlare di un vero salto nel buio: il produttore statunitense ha lavorato a più riprese per trovare la quadra e rendere calpestabile un sentiero che si allontanasse dalla tradizionale struttura multicore.
ARM con la sua big.LITTLE ha certamente gettato le basi, perlomeno a livello concettuale, per quello che sarebbe stato il futuro delle piattaforme mobili, con ottime prestazioni racchiuse all'interno di una struttura ad alta efficienza.

Trasporre una filosofia quantomeno simile nei termini nel segmento desktop non è stato un gioco da ragazzi, ma non si può dire che Intel non ci abbia provato con impegno e dedizione, con Lakefield prima e con Alder Lake oggi.

Allo stesso modo, la compagnia sapeva di aver tirato fuori ogni singola goccia di potenzialità dal processo produttivo a 14 nanometri. Per questo motivo, per gettare le basi per un futuro che ribaltasse completamente i capisaldi del settore, solo qualche mese fa, con un colpo di coda inaspettato, Intel ha abbandonato i nanometri svelando la sua nuova roadmap da SuperFin in volata verso l'Era Angstrom.
Un cambio di nomenclatura necessario, soprattutto a livello di percezione, perché la sfida, per Intel, non passa solo dai nanometri. Per questo motivo, Intel 7 sfida a campo aperto i competitor con il "miglior processore da gaming del mondo", in grado di offrire un'esperienza completa anche in ambito professionale e nell'overclock estremo.

L'architettura che reinventa le CPU Multicore

Rivoluzionaria, ibrida e scalabile. Questi i termini chiave dell'Architettura di nuova generazione. Attraverso una composizione di Core a microarchitettura eterogenea è possibile ottenere cluster specializzati per carichi di lavoro differenti. Da un lato troviamo quella che un tempo chiamavamo Gracemont, la microarchitettura ad alta efficienza che con Alder Lake prende ufficialmente il nome di Efficient-Core, E-Core per gli amici. Al suo fianco, Golden Cove viene ribattezzata in Performance-Core, o P-Core, e andrà a costituire i Core pensati per le massime prestazioni.

Se la ricerca delle performance superiori può sembrare un more of the same, qualcosa di già visto, in realtà qui cambia davvero tutto, perché il vero obiettivo è il dialogo tra le parti per eseguire più task contemporaneamente, come giocare e mantenere attività più o meno impegnative in background, impattando sulle prestazioni solo in maniera marginale. Una manna dal cielo, per esempio, per chi ha a disposizione una singola macchina da gaming e da streaming. Chiaramente questa nuova concezione apre le porte a tantissime nuove possibilità, eliminando dalle variabili d'uso alcune delle limitazioni che erano prerogativa dell'ormai "vecchio" concetto di processore Multicore.

Per concertare al meglio queste nuove caratteristiche, è stato necessario sviluppare un nuovo sistema di telemetria delle risorse a diversa microarchitettura.

Diamo dunque il benvenuto a Intel Thread Director, nuova e fondamentale componente hardware delle CPU di dodicesima generazione, che andrà a monitorare il flusso di istruzioni dirigendo in maniera quasi istantanea le informazioni acquisite allo scheduler del Sistema Operativo, in modo tale da assegnare in maniera ottimizzata i compiti agli uni o agli altri Core, senza alcuna necessità di intervento da parte dell'utente finale. Chiaramente, in questo contesto sarà fondamentale vedere come risponderà all'appello Windows 11, dal momento che le ottimizzazioni messe in piedi dal team Intel sono state in larga parte coingegnerizzate con la stessa Microsoft.

Novità in vista anche nella struttura della Cache. La nuova architettura, in tal senso, prevede la presenza di una memoria Intel Smart Cache LLC condivisa tra E-Core, P-Core e grafica integrata fino a 30MB. I P-Core tradizionali, invece, mantengono e migliorano la Cache L2 dedicata.

Quanto alla porzione E-Core, invece, verrà messa a disposizione una memoria L2 condivisa all'interno dei cluster di E Core.
In termini di Core count, specifiche che in ogni caso non possono essere ignorate, Alder Lake offrirà fino a 16 Core in conteggio eterogeneo, ovvero sino a 8 P-Core più 8 E-Core. Dal momento che le porzioni con microarchitettura P-Core beneficieranno della tecnologia Hyper-Threading come i sistemi Multicore tradaizionali, il conteggio massimo di Thread si fermerà a 24, dove a 8 P-Core corrisponderanno 16 Thread e a 8 E-Core invece 8 Thread. Naturalmente, con l'adozione della nuova architettura Intel 7 su processo a 10 nanometri si parla anche di prestazioni massime. In questi termini, Intel dichiara un incremento cross-generazionale del 19% attraverso i P-Core di Alder Lake e un generalizzato aumento delle prestazioni nei carichi Single-Thread e Multi-Thread con entrambe le microarchitetture.

Cambia davvero tutto, anche la piattaforma

Tantissime le novità, visibili e non, a partire dal nuovo socket LGA 1700, forse la più evidente delle fratture con il passato. Con la dodicesima generazione, infatti, i processori Intel adotteranno un substrato di forma rettangolare perciò la prima novità sarà di natura puramente fisica. Un cambiamento così radicale non poteva prescindere da un'altrettanto epocale evoluzione di piattaforma.

Con Alder Lake, Intel porterà sul mercato anche i nuovi chipset Serie 600, il cui capostipite sarà il top di gamma Z690, il quale aprirà le porte alle tanto attese memorie DRAM DDR5 con supporto fino a 4800MT/s, per la prima volta nel mercato consumer. Sul piatto anche il supporto a PCIe Gen5.0. Fino a 16 linee compatibili con il nuovo standard direttamente dalla CPU oltre alle 12 su PCIe Gen 4.0 dal chipset. Ulteriore evoluzione anche per Intel DMI che raggiunge la sua quarta iterazione, con otto linee di collegamento e velocità raddoppiata di generazione in generazione. Fra le novità spicca anche il supporto integrato alla tecnologia Intel WiFi 6E (Gig+).
Non mancheranno le opzioni per coloro che pensano di rimanere sull'attuale generazione di memorie. Per questo motivo, viene garantito il supporto ai moduli DDR4 fino a 3200MT/s.

Fra le funzionalità degne di nota, torna il supporto alla tecnologia Intel Deep Learning Boost, ma sono stati dettagliati anche altri aspetti della piattaforma Serie 600, tra cui il supporto a USB 3.2 Gen 2x2 20 Gbps, Thunderbolt 4 su USB4, Intel Optane e il nuovo gestore dei dispositivi di archiviazione collegati su PCIe Intel Volume Management Device, o Intel VDM.

Performance a confronto

Come da tradizione, Intel ha reso noti anche i risultati dei test interni, dandoci un assaggio di quello che ci aspetta a confronto con i migliori Ryzen in circolazione e con il top di gamma Intel Rocket Lake.
In particolare, appare evidente come nel gaming il primato sia pressoché assoluto e avvalorato dalle ottimizzazioni di Windows 11 e dalle prestazioni delle RAM DDR5.

Il dominio del nuovo Intel Core i9-12900K è quasi totale, offrendo sino al 30% di guadagno rispetto al Ryzen 9 5950X e all'Intel Core i9-11900K e, nei pochi titoli fuori dal coro, come Crysis Remastered e Shadow of the Tomb Raider, il margine risulta irrisorio o addirittura assente.
Il 12900K giganteggia sul nuovo RTS targato Microsoft (qui la nostra recensione di Age of Empires 4), notevoli le prestazioni su The Riftbreaker e CS:GO. Per distacco, Hitman 3 e Troy: A Total War Saga riescono a spremere il massimo dalle nuove tecnologie.

Anche nei workflow professionali i risultati lasciano poco spazio all'immaginazione, con prestazioni superiori dal 32% al 100% nei rilievi cross-generazionali. Impressionanti, in questi termini, le performance messe in risalto dall'i9-12900K su Adobe After Effects Pulse Benchmark rispetto al suo analogo di undicesima generazione.

Risultati di per sé interessanti, impreziositi oltretutto da rilievi di ben altra sostanza. Puntando, infatti, il focus sulle prestazioni Multi-Thread in relazione alla gestione energetica, la linea di demarcazione è netta. L'efficienza fornita dagli E-Core consente di eguagliare le prestazioni a 250W dell'i9-11900K con un quarto dei consumi. Se invece spostiamo la lente sui P-Core di nuova generazione, a livello PL2 si riesce a ottenere il 50% in più in termini di prestazioni Multi-Thread e fino al 30% in più in L1, cioè ad appena 125W, sempre in relazione al picco del top di gamma Rocket Lake.
Con tante sfumature a disposizione, anche il significato storico di TDP è stato rivisitato. A partire dalla dodicesima generazione si parlerà di Processor Base Power (PL1) e di Maximum Turbo Power (PL2).

A questo proposito, prima suggerivamo alcuni contesti in cui l'uso sapiente della doppia architettura si sarebbe potuta rivelare cruciale. Non a caso, fra gli scenari in cui la coesistenza di P-Core ed E-Core sembra influire maggiormente troviamo proprio il live streaming. Negli esempi rirportati, un utente tipo interessato a Mount & Blade II: Bannerlord potrà beneficiare di un incremento del framerate fino al 19% rispetto a Rocket Lake.

Un bel guadagno, ma spostiamo la lente su uno scenario differente. Se l'utente tipo è interessato a trasmettere in diretta la propria sessione oppure a registrarla, utilizzando OBS in background, la differenza diventa sostanziale. In questo caso, Mount & Blade II: Bannerlord può essere eseguito con un framerate superiore dell'84% rispetto all'i9-11900K nella stessa situazione, grazie all'utilizzo incrociato di Core ad alta efficienza e Core ad alte prestazioni.
Allo stesso modo, nella creazione di contenuti e, nello specifico, nell'editing di foto e video, l'utilizzo di Lightroom può beneficiare di un incremento in termini di velocità di esecuzione del 29% sull'i9-11900K ma, se attiviamo al suo fianco un processo di esportazione video su Premiere Pro, ecco che la velocità di esecuzione del task su Lightroom migliora del 47% rispetto alla scorsa generazione, garantendo al contempo il 38% di velocità in più anche sul comando in backround.

Gestione termica e overclock

Per garantire una maggiore efficienza energetica, sono stati apportati dei cambiamenti strutturali anche di natura macroscopica. Il processo Intel 7 ha consentito di assottigliare ulteriormente il Die. Stesso trattamento per il materiale termoconduttivo interno al pacchetto mentre, a parità di spessore complessivo, è stato aumentato lo spessore dell'heatspreader.
Queste modifiche permettono di offrire all'utente un maggiore margine di manovra in termini di overclock in relazione alle temperature della CPU.

Ridisegnato anche l'approccio all'overclock, a partire dalla possibilità di gestire in questi termini anche gli E-Core. Migliorata l'utility XTU, che arriva alla revisione 7.5, e non potevano mancare le utilità di gestione delle performance della memoria, a partire dai rinnovati profili Intel XMP 3.0 con supporto alle RAM DDR5.

I livelli di overclock saranno gestibili attraverso toggle dedicati presenti all'interno della nuova Extreme Tuning Utility, che consentirà di agire direttamente da Windows su Performance-Core ed Efficient-Core, con controllo sui singoli Core e sul Voltaggio, ma viene ereditata da Rocket Lake la possibilità di agire sulle frequenze delle memorie in tempo reale, con l'aggiunta del supporto alle RAM DDR5.

Vengono confermate inoltre le funzioni relative al controllo dell'Hyperthreading e la possibilità di intervenire sulle istruzioni AVX.
Per velocizzare l'intero processo, la rinnovata Tuning Utility accoglie l'Intel Speed Optimizer per l'overclock con un singolo click su E-Core, P-Core e non solo.

Come Intel ci ha abituati sin dal 2007, semplicità e immediatezza saranno le parole d'ordine anche per quanto riguarda l'overclock delle RAM attraverso le funzionalità Extreme Memory Profile. Con i rinnovati XMP 3.0, l'utente avrà a disposizione più profili, di cui tre preimpostati e due personalizzabili. Per migliorare l'utilizzabilità, verrà anche introdotta la possibilità di rinominare i profili con una lunghezza fino a 16 caratteri.
Quanto alle prestazioni, la funzionalità più interessante riguarda la possibilità di impostare la gestione dell'overclock delle memorie on demand con Intel Dynamic Memory Boost Technology, che adatta le prestazioni in maniera flessibile sulla base dei carichi di lavoro.

I processori sbloccati in arrivo al lancio saranno l'i5-12600K con 10 Core e 16 Thread, l'i7-12700K con 12 Core e 20 Thread e l'i9-12900K con 16 Core e 24 Thread.
Il modello di punta offrirà una frequenza di base di 2.4GHz sugli E-Core, di 3.2GHz sui P-Core e un massimo di 5.2GHz in modalità Intel Turbo Boost Max 3.0 con un MTP di 241W. Il piccolo di casa, invece, arriverà fino a 4.9 GHz sui P-Core in modalità Max Turbo. L'Intel Core i9-12700K, infine, arriverà fino a 5.0GHz avvalendosi anch'esso della modalità Turbo Boost Max 3.0.

In tutti e tre i casi è prevista l'alternativa priva di grafica integrata Intel UHD 770 a un costo inferiore e identificabile dalla desinenza -F. I prezzi partiranno dai 264 dollari dell'i5-12600K ai 589 dollari della soluzione top di gamma. Quanto alla disponibilità, invece, i preordini partono già il 27 ottobre mentre le vendite si apriranno ufficialmente il 4 novembre 2021.