Intel: la produzione di CPU non basta più, prezzi in aumento e scorte limitate?

Dopo i primi rumor sulle difficoltà di Intel nel sopperire all'elevata domanda di chip a 14 nm, arrivano nuove conferme sulla vicenda.

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Dopo le GPU, potrebbero essere le CPU ad avere oscillazioni di prezzi e disponibilità limitate. L'anno "No" del mercato PC potrebbe dunque proseguire, cambiando però settore, e questa volta i miner non centrano nulla.
Non ci sono ancora certezze e Intel non ha confermato queste indiscrezioni, ma i primi aumenti di prezzi e le dichiarazioni di diversi addetti ai lavori sembrano confermare che, da qui ai prossimi mesi, potrebbero esserci problemi a sopperire alla domanda di chip a 14 nm, nodo produttivo utilizzato attualmente sia dai modelli di ottava che di nona generazione, quest'ultimi in arrivo a breve. Un potenziale problema non solo per gli utenti, ma anche per i partner di Intel, anche in settori proficui come quello dei notebook.

L'aumento dei prezzi è reale

Prima di andare ad analizzare le cause che potrebbero portare a una disponibilità limitata di processori, meglio fare un rapido controllo sui prezzi delle CPU, per avere un primo riscontro sulla veridicità di queste voci di corridoio.
Partiamo da un modello di fascia media, un i5-8400. Su Amazon.it, il prezzo di vendita è rimasto intorno ai 175€ fino alla metà di agosto, per poi sfondare quota 200€ a inizio settembre, fino ad arrivare ai circa 250€ attuali. Stesso discorso per l'i5-8600K, che da una media di circa 250€ è salito a oltre 300€ dall'inizio di settembre a oggi. Anche l'i7-8700K ha visto aumentare il costo da circa 350€ a 435€. Cifre che, pur non confermando in alcun modo le voci di corridoio, rendono per lo meno plausibile la loro veridicità.
L'aumento dei prezzi è già reale quindi, ma cosa lo ha causato? Il processo produttivo a 14 nanometri è usato da Intel fin dalle CPU Skylake del 2015 ed è stato affinato nel corso del tempo. Il problema dunque sembrerebbe meramente numerico: le richieste di chip a 14 nanometri stanno superando le più rosee aspettative. Bisogna considerare infatti che Intel non produce solo CPU, ma anche i chipset delle schede madri, oltre ai modem dei nuovi iPhone, tutte componenti realizzate a 14 nm.
Jason Chen, CEO di Acer, ha confermato nei giorni scorsi che la carenza di CPU sta già influenzando la produzione dei partner. Altri rumor invece parlano di prezzi superiori a quelli di listino per le prossime CPU di nona generazione, tra cui gli attesi i9-9700K e i9-9900K, almeno per il periodo iniziale di lancio.

Martin Wong, CEO di Compal Electronics, produttore taiwanese partner di aziende come Acer, Dell, Toshiba e HP, afferma che la carenza di CPU potrebbe andare avanti fino alla seconda metà del 2019, mentre altri prevedono un miglioramento della situazione nei primi mesi del prossimo anno.
Allo stato attuale, le difficoltà ad andare incontro alla domanda di chip a 14 nanometri non sono state ancora confermate, ma visti i prezzi in salita e gli altri indizi citati fino ad ora, sembra quanto meno un'ipotesi plausibile. Resta da capire quanto durerà e quanto impatterà sul mercato, quesiti che troveranno una risposta solo nei prossimi mesi.