Intel Xe: le GPU che sfideranno NVIDIA e AMD nel mercato delle schede video

Intel si prepara ad entrare nel mercato delle schede video con la prima linea di GPU Xe: analizziamo insieme i rumor, le informazioni e le prospettive.

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Annunciata nell'agosto 2019 con un sintetico teaser che recitava "set our graphics free", la linea di GPU Intel Xe si prepara a sfidare il mercato consumer. Tra un rumor e l'altro e dopo essere comparsa su alcuni benchmark, la prima scheda grafica "discreta" è stata mostrata per la prima volta al pubblico durante l'ultimo CES 2020. Analisti ed esperti del settore prevedono l'arrivo della linea di acceleratori grafici targati Xe entro la prossima estate e si dicono sicuri che produttori e sviluppatori siano già in possesso di modelli funzionanti.
L'obbiettivo del colosso di Santa Clara sembra quello di aggredire la fascia media del mercato, già abbondantemente occupata dalle rivali NVIDIA e AMD (che nel frattempo non resteranno a guardare), con un hardware prestante e dai costi contenuti. Analizzando ipotesi e certezze cercheremo di fare il punto della situazione, provando a delineare le caratteristiche di questo nuovo progetto.

Intel Xe: Architettura e Specifiche

Intel ha annunciato tre distinte microarchitetture per la famiglia di GPU Xe che consentiranno, grazie ad una particolare propensione alla scalabilità, di occupare diverse fasce di mercato. I chip grafici, denominati Xe-LP, Xe-HP e Xe-HPC, andranno infatti a coprire rispettivamente i segmenti entry-level, enthusiast e High-Performance Computing (server). La prima GPU salita agli onori della cronaca, nome in codice DG1, appartiene alla serie Xe-LP e dovrebbe rappresentare le soluzioni integrate e di fascia bassa, con un design presumibilmente costruito sugli stessi blocchi dell'architettura Ice Lake Gen11: Gregory Bryant di Intel ha infatti precedentemente confermato che le prime schede discrete sarebbero nate sul modello di IP già esistenti.
I registri ECC offrono poi una panoramica delle specifiche del chip DG1, definendo con buona probabilità la presenza di 96 EU (unità di esecuzione), con un modello costruttivo che, secondo l'analisi dei blocchi, ricorda la disposizione della famosa RDNA di AMD. Del resto lo sviluppo delle schede video Intel è guidato da Raja Koduri, precedentemente a capo del Radeon Technology Group.

Per quanto riguarda la fascia media e alta, la categoria dovrebbe essere rappresentata invece dalle GPU DG2 della famiglia Xe-HP e Xe-HPC: in questo caso le informazioni sono davvero scarne ma dall'analisi di un driver interno emerso in rete qualche mese fa, sembrerebbe che Intel stia puntando alla produzione di ben tre differenti schede grafiche rispettivamente con 128 EU, 256 EU ed infine 512 EU, anch'esse con un'architettura che potrebbe essere simile a quanto visto su RDNA.

Un'entrata a gamba tesa?

Sul piano delle performance il materiale sulle GPU Intel Xe è ridotto ai minimi termini. Tuttavia, un benchmark scovato dall'utente _rogame relativo alla GPU entry level Xe DG1 ha mostrato prestazioni superiori a quelle di un Ryzen 7 4800U (con grafica integrata). Considerando che la nuova CPU Mobile di AMD può contare su 512 stream processor e 8 unità di calcolo, oltre al processo produttivo a 7 nanometri, i dati lasciano ben sperare, in particolar modo per le soluzioni con grafica dedicata di fascia media e alta. Analizzando i dati emersi nel corso degli ultimi mesi si possono azzardare alcune ipotesi sui chip di fascia medio-alta DG2: la scheda Intel Xe con 128 Eu potrebbe riuscire a rivaleggiare con una NVIDIA GTX 1650, lasciando Intel Xe 256 Eu a competere tra la RTX 2060 e la RTX 2060 Super, per finire con la Intel Xe 512 Eu impegnata sul fronte della RTX 2080 (secondo alcuni calcoli con una frequenza di clock a 1,7 GHz le performance di quest'ultima potrebbero addirittura toccare le vette di una RTX 2080 Ti...). Ovviamente molto dipenderà dalle frequenze di clock delle varie soluzioni proposte da Intel, nonché dal TDP e dalla relativa gestione del calore.

Dal punto di vista delle caratteristiche sappiamo invece qualcosa in più: le GPU Intel Xe supporteranno nativamente l'Adaptive Sync, garantendo una maggiore fluidità ai monitor compatibili.
Gli ultimi driver interni scovati dalla rete hanno evidenziato anche il possibile supporto al Ray Tracing, feature next-gen per antonomasia, anche se al momento non è possibile stabilire in quali modelli verrà abilitato e soprattutto se sarà gestito via software o tramite core dedicati. Infine, Intel sta lavorando anche al supporto multi-GPU, caratteristica che potrebbe garantire un enorme vantaggio in termini di potenza grazie alla gestione condivisa del carico di lavoro tra CPU e GPU, massimizzando le prestazioni delle soluzioni integrate e di fascia bassa.

Una data e un prezzo

La data di lancio della prima serie di schede grafiche Intel Xe rimane ancora un mistero. Stando a quanto sostenuto dagli analisti e dati gli indizi pubblicati nel corso del tempo da Raja Koduri, le GPU della società di Santa Clara potrebbero arrivare entro la prima metà del 2020 e più precisamente nel giugno di quest'anno. Bob Swan, CEO di Intel, ha infatti confermato che le GPU Xe DG1 hanno completato la fase di test e sono state registrate sul database di EEC. Le schede destinate alla fascia alta e ai server dovrebbero invece seguire nel corso del 2021.
Per quanto riguarda i prezzi, ci si aspetta che la proposta di Intel possa fare leva su un rapporto qualità/prezzo degno di nota: i modelli meno performanti dovrebbero esordire intorno ai 200 dollari mentre le proposte gaming ed enthusiast potrebbero attestarsi tra i 400 e 1000 dollari.

L'ingresso di Intel nel mondo delle schede video segna un momento cruciale per il futuro del mercato hardware e per lo sviluppo delle tecnologie legate al gaming. Se la proposta del colosso californiano dovesse trovare terreno fertile, AMD e NVIDIA sarebbero costrette a rispondere non solo sul piano delle performance ma anche su quello dei prezzi.
Ovviamente è ancora troppo presto per delineare un possibile scenario ma sognare come ai tempi in cui 3DFX, Matrox, ATI e la nascente NVIDIA si sfidavano a colpi di silicio non costa nulla.