Intervista esclusiva al team italiano Cryptomice, vincitore del EUBlockathon

Abbiamo intervistato il team cryptomice ed il vice direttore dell'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale.

speciale Intervista esclusiva al team italiano Cryptomice, vincitore del EUBlockathon
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La lotta alla contraffazione dei prodotti nell'epoca della totale libertà di accesso al web è una delle problematiche che l'Unione Europea sta attualmente affrontando a spada tratta. Una possibile soluzione individuata è la registrazione dei prodotti all'interno di una blockchain, ovvero un database virtuale condiviso a livello europeo che tiene traccia, fin dalla loro fabbricazione, del loro legittimo possessore.
Per questo dal 22 al 25 giugno 2018 si è tenuto un Blockathon a Brussels, una competizione per esperti in informatica, legge, proprietà intellettuale, contraffazione, tracciamento e sicurezza, con l'obiettivo di trovare la migliore implementazione possibile di una Blockchain per contrastare il fenomeno della contraffazione. Il premio in palio complessivo è stato di 100.000€.
Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Thomas Rossi, l'italiano capitano del team Cryptomice vincitore della competizione, nonché Andrea di Carlo, vice direttore dell'EUIPO (European Observatory on Infringements of Intellectual Property Rights).

Intervista a Thomas Rossi, capitano del team Cryptomice

Come nasce il team Cryptomice e come giudica l'esperienza del Blockathon?

Thomas Rossi e Fabian Niederkofler erano co-founder di waynaut, startup del mondo travel ora parte di lastminute.com.
Thomas, Luca Vaccaro e Valerio Vaccaro sono ingegneri del Politecnico di Milano, mentre Fabian è UX designer dallo IED. Ci confrontiamo sul mondo crypto dal 2014, inoltre Luca e Valerio operano in Opentimestamp, un protocollo per la certificazione temporale su Bitcoin. Abbiamo finalmente colto l'occasione per formalizzare un nostro progetto.
E' stato l'hackaton meglio organizzato a cui sia mai stato, con moltissimi mentor specializzati nei vari aspetti che interessano il mondo della contraffazione. Veramente ben congegnato, un grazie ancora a tutti gli organizzatori, EUIPO e DutchChain.

(ndr: nell'immagine Thomas Rossi è la seconda persona a partire da sinistra)

Con la vostra vittoria avete trovato un modo semplice per creare un gemello virtuale di un prodotto fisico registrandolo su una blockchain. Puoi darci un'idea di come sia possibile creare una copia digitale di un prodotto fisico?

Il punto chiave del virtual twin è che nel mondo reale fare copie di oggetti può essere complicato oggi ma è difficile garantire che lo sarà domani, mentre sulla blockchain l'unicità e l'immutabilità sono garantite. Il legame tra il gemello virtuale e l'oggetto può essere semplificato fino a dire che hanno semplicemente lo stesso numero di serie, per oggetti più costosi si può inserire nel gemello virtuale un fingerprint dell'oggetto come una tomografia o una serie di immagini.
Queste proprietà della blockchain sono sfruttate dal nostro protocollo, la cui versione base è molto semplice: se io voglio vendere l'oggetto fisico, devo dimostrare di possedere e poter dare anche il suo gemello virtuale. In un mondo ideale dove tutti seguono questo protocollo il furto e la clonazione perdono l'incentivo economico perché non si troverebbero compratori. Nel mondo reale, e per la competizione, abbiamo ampliato questo protocollo con funzioni che garantiscono l'aderenza con incentivi negativi.
Tutti i possessori di un certo oggetto virtuale sono tracciati in "catene di possessori", se ad un certo punto il nuovo possessore rileva qualcosa di sbagliato nell'oggetto fisico, preme un pulsante di allerta che marca in rosso quella linea di possessori. Un'entità che ripete furti o clonazioni nel tempo sarà attraversata sempre da più righe rosse che sono un indicatore per le dogane piuttosto che per gli operatori logistici per prendere decisioni su che ispezioni fare, che multe dare, etc.
Infine un brand famoso ha anche il problema che i suoi produttori possono produrre più copie del prodotto di quelle richieste, questi oggetti sono praticamente dei falsi di altissima qualità. Il possessore del brand emetterà 100 gemelli virtuali e quindi il produttore può anche creare 1000 altri oggetti ma solo 100 possono essere effettivamente passati alla catena di distribuzione. Per oggetti di lusso o farmaci il consumatore finale ha l'incentivo di controllare che arrivi il suo gemello virtuale poiché sarà necessario per accedere a garanzie, sostituzioni, assicurazioni e quant'altro.

In che modo la vostra idea si è differenziata da quella di altri gruppi risultando quella vincente?

Abbiamo definito le funzioni di un protocollo che si può implementare in tecnologie diverse. Nell'hackaton abbiamo preparato un'implementazione in Ethereum, ma è possibile realizzarlo in Bitcoin, Hyperledger e altre blockchain. I punti vincenti sono stati l'approccio che crea un sistema di incentivi economici che sfavoriscono la contraffazione e il fatto di essere un progetto open source non legato ad una tecnologia in particolare. Questi aspetti sono importanti per un progetto che deve sopravvivere il test del tempo.

Può spiegare come funziona la blockchain che avete usato e se si differenzia dall'uso che ne viene fatto nel sistema bitcoin?

Ethereum ha un linguaggio espressivo che permette di programmare facilmente concetti come "la catena di possessori" piuttosto che "dimostrare il possesso di un token", la scelta è stata data dalla velocità di esecuzione con cui abbiamo creato lo smart contract che fa queste cose (basato su ERC721). Le stesse funzioni si possono fare anche in Bitcoin è solo un po' più complesso e per constraint temporali, 48h, abbiamo deciso di fare il prototipo con l'altra soluzione. In Bitcoin ogni token sarebbe una transazione input non spesa e marcata dal possessore del brand con, ad esempio, il seriale dell'oggetto. In Bitcoin passare un virtual twin corrisponde a spendere per intero quella transazione verso il nuovo possessore. Però creare il tutto è appunto un po' più complesso, in questa settimana è stato lanciato Liquid Assets su Bitcoin che faciliterà questo genere di prodotti, ma due settimane fa non era ancora ufficiale.

Con il suo team continuerete a lavorare sull'idea che avete presentato (implementazioni/miglioramenti) o avete altri progetti in mente?

Vogliamo creare un progetto open source. In particolare GS1, l'associazione che gestisce i codici a barre a livello mondiale, ha espresso interesse a capire come integrare questo virtual twin come estensione di alcuni suoi standard. Durante l'estate cercheremo di capire quale è la scatola migliore dove far fiorire questo protocollo.

Lo strumento della blockchain si è rivelato essere molto versatile e ci sono innumerevoli esempi al riguardo. Crede che in futuro diverrà una tecnologia centrale all'interno della vita quotidiana o verrà implementata solo in contesti specifici?

Le blockchain, quelle "ragionevoli", sono protocolli con cui entità possono interagire senza doversi fidare. A livello base gestiscono passaggi di contabilità ma si stanno evolvendo per far gestire anche scambi di informazioni più complesse. Come tutti i protocolli, http, zip, li useremo senza accorgercene. Sono essenziali per entità di business perché permettono di creare servizi più velocemente e a costo minore (esattamente come http per internet).

Intervista ad Andrea di Carlo, vice direttore dell'EUIPO

Può parlarci del suo ruolo nella EUIPO?

Sono vice direttore dell'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale presso l'EUIPO. L'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà si adopera per aumentare la consapevolezza del valore e dell'importanza dei diritti di proprietà intellettuale (PI) e delle conseguenze causate della contraffazione e della pirateria online, inoltre aiuta le autorità preposte al contrasto della contraffazione come dogane e polizia a contrastare i crimini contro la PI.

Secondo i dati dell'UE il 10% di cittadini europei hanno comprato un prodotto falso e una percentuale più alta è sempre dubbiosa sull'autenticità di quello che compra. Puoi spiegarci il meccanismo generale di queste truffe così da capire l'effettiva gravità della situazione?

La questione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) in un mondo sempre più digitale è qualcosa che stiamo esplorando attraverso le nostre pubblicazioni. Nel 2016, abbiamo pubblicato uno studio che ha esplorato alcune attività illecite di marketing attraverso i siti web Business-to-Business (B2B) e Business-to-Consumer (B2C), i mercati online e i social media. Questo mondo sommerso si basa sull'uso improprio dei DPI che appartengono ad altri e si basa spesso sull'uso di nomi a dominio (per esempio per dirigere il traffico Internet verso negozi online non correlati) e altri identificatori digitali. Abbiamo indagato questo fenomeno e scoperto che dei 27.000 e-shop attivi in 4 paesi (Svezia, Germania, Regno Unito e Spagna) e sospettati di vendere prodotti contraffatti, ben il 75% utilizzava un nome di dominio precedentemente registrato da altri.
Le conseguenze di tutto ciò sono impressionanti. Abbiamo stimato che ogni anno nell'Unione europea si perdono direttamente 60 miliardi di euro a causa della contraffazione in 13 settori economici, particolarmente vulnerabili alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Le perdite in termini economici ammontano a 116 EUR pro capite per cittadino dell'Unione Europea.
Poiché i legittimi fabbricanti producono meno di quanto avrebbero fatto se non esistesse la contraffazione - impiegando quindi anche meno personale - la perdita diretta in questi settori si traduce in 434.000 posti di lavoro in meno in tutta Europa. In Italia, si stima che nei 13 settori economici presi in esame i prodotti contraffatti causano annualmente perdite pari al 7,9 % delle vendite per un importo annuo di circa 8,6 miliardi di EUR, cioè 142 EUR per ogni cittadino italiano.

Che ruolo giocano i dati personali degli utenti in queste contraffazioni? Crede che generalmente una persona sappia quali sono i rischi del mondo telematico?

Consumatori e cittadini in un mondo digitale vogliono accesso immediato ai prodotti online, all'informazione e alle opere d'arte.
Ciò ha creato una situazione per cui è veramente difficile perseguire i crimini e in tale contesto le norme esistenti sono state messe in discussione poiché possano stare al passo con la velocità del cambiamento portato dalle nuove tecnologie.
I consumatori non sono sempre pienamente consapevoli del fatto che acquistare da negozi web fasulli implica la divulgazione di dati personali come nome e indirizzo a parti inaffidabili. Oltretutto il rischio di essere esposti a malware quando si accede a contenuti pirata è significativo. Credo che la maggior parte dei cittadini non sia consapevole di tali rischi.

Quali sono le attuali iniziative dell'UE per combattere la contraffazione di un prodotto (oltre al Blockathon)?

La lotta alla contraffazione necessità di un approccio da parte di più agenzie e su più livelli. Nessuno può farcela da solo. La lotta alla contraffazione è multiforme. Coinvolge vari livelli di azioni da parte di differenti attori, sia legislativi che non, correlati alle autorità preposte al contrasto alla contraffazione o connessi alla cooperazione internazionale con i nostri partner commerciali. Si sente pertanto la necessità per una strategia globale così come il fenomeno che si vuol contrastare.
Per esempio, abbiamo stretto un'alleanza con Europol che ha portato alla creazione di una unità che si occupa del contrasto alla contraffazione e della pirateria online. Inoltre, collaboriamo con la Commissione europea e le autorità doganali di tutti gli Stati membri per sostenere il lavoro delle dogane in materia di contraffazione. Ma, naturalmente, le autorità preposte alla tutela dei diritti devono ricevere informazioni dai proprietari dei marchi e per facilitare questo scambio abbiamo costruito una serie di strumenti con il potenziale di rendere la lotta contro le infrazioni dei diritti di proprietà intellettuale molto più efficace.
Questi sono solo alcuni esempi per illustrare che tipo di iniziative stiamo prendendo all'EUIPO per aiutare la lotta alla contraffazione all'interno dell'UE.

Lei è soddisfatto dei risultati del Blockathon? Pensa che in generale gli Hackaton siano il giusto strumento per trovare soluzioni ottimali a problemi condivisi?

Il Blockathon ha costituito un tentativo molto interessante per cercare di sbloccare il potenziale della blockchain al fine di interconnettere i vari sistemi e garantire la sicurezza e l'immutabilità dei dati condivisi. Ha attirato l'attenzione di varie comunità (parti interessate del settore, autorità doganali, istituzioni europee, esperti della blockchain, ecc.) e si è dimostrato rassicurante per la costruzione di un'alleanza interconnessa col fine di aiutare gli operatori logistici, garantire l'autenticità delle merci, proteggere i consumatori e combattere attività criminali e illecite.
È stata una delle prime volte che, a un livello così ampio, i settori pubblico e privato si sono uniti ai team di sviluppatori per cercare di creare progressi "sul posto", su questioni critiche per la società. Chissà forse questo tipo di iniziative potrebbe diventare tanto comune quanto le conferenze, i seminari e i workshop tradizionali a cui siamo abituati a partecipare. La sfida ora consiste nell'identificare i modi migliori per accelerare i prototipi che sono stati sviluppati. La capacità di trasformare tali risultati in soluzioni operative a problemi specifici determinerà la validità di questa strategia.

Negli ultimi anni si è parlato molto di blockchain, crede che l'Europa punterà su questa tecnologia anche in altri ambiti?

Negli ultimi due anni la Blockchain è passata dagli oscuri inizi delle valute virtuali a divenire uno degli strumenti più discussi per la trasformazione digitale. Lo scorso ottobre, quando EUIPO condusse un importante evento di brainstorming, la Blockchain era già stata attentamente analizzata da divisioni specializzate nella protezione dei marchi e dalle agenzie pubbliche per una sua potenziale applicazione alla creazione di servizi digitali "affidabili".
La Commissione ha istituito un Osservatorio sulla Blockchain e ha stanziato finanziamenti significativi per rafforzare l'impegno europeo con le parti interessate coinvolte in attività di sviluppo della blockchain. Questo supporto riflette il fatto che la Blockchain è una delle tecnologie più promettenti per la creazione di un ecosistema online sicuro e affidabile per incrementare l'innovazione europea.