Intervista a ZooSparkle, parliamo di dinosauri e di... Godzilla!

Abbiamo intervistato Willy, creatore di ZooSparkle, un progetto di divulgazione scientifica che vuole spiegare le scienze naturali.

Intervista a ZooSparkle, parliamo di dinosauri e di... Godzilla!
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Se siete appassionati di scienze naturali vi sarete imbattuti almeno una volta nella vita nel canale YouTube ZooSparkle, uno dei più seguiti in Italia in tema di zoologia, paleontologia ed evoluzione, dove Willy Guasti porta avanti un ottimo lavoro di divulgazione scientifica. Nel suo spazio troverete contenuti su dinosauri, insetti e mammiferi. Insomma, animali vivi o morti da milioni di anni.

Willy, classe 1991, non si limita a divulgare soltanto su YouTube; ha un canale Twitch, è presente su Instagram, su Facebook e ha un podcast chiamato Zoopodcast. È stato anche il volto di Focus TV, conducendo un programma di divulgazione scientifica in prima serata, ed è stato consulente scientifico di alcuni progetti editoriali, supervisionando ad esempio testi e illustrazioni del libro "I Dinosauri di Leonardo D", edito da Mondadori nella collana "Il Battello a Vapore". Ha supervisionato anche le illustrazioni del fumetto "Addio Darwin" di Federica Messina (Shockdom), dove ha una sua rubrica. Attualmente cura anche una serie di modellini di animali preistorici scientificamente accurati stampati in 3D dall'azienda "Hibou Coop".

Volevamo conoscere e farvi conoscere meglio Willy, che ci ha gentilmente concesso un'intervista. Abbiamo parlato dei suoi studi, delle sue passioni, della sua attività di divulgazione e anche qualche anticipazione sui suoi progetti futuri!

Intervista a Willy Guasti di ZooSparkle

Everyeye: Da dove nasce la tua passione per i dinosauri?

Willy: "Direi che ci sono nato, ma se devo individuare un fattore scatenante è stato l'aver visto Jurassic Park da piccolo. Era il 1993 quando è uscito il film, e io avevo due anni"

Everyeye: Hai fatto la tesi sull'Iguanodonte, cosa ti ha colpito maggiormente di questo dinosauro?

Willy: "Beh, è stata una soddisfazione mettere le mani su un fossile di dinosauro vero per studiarselo un po' e sono felicissimo di aver fatto quest'esperienza. L'iguanodonte è uno dei dinosauri più famosi in assoluto e già conoscevo la sua storia, ma approfondendola mi sono reso conto più che mai della sua importanza.

Insomma, è un dinosauro pazzesco: è il secondo dinosauro mai descritto dalla scienza, nel 1825, e la prima ricostruzione mai fatta di un dinosauro nota alla scienza è uno schizzo (mai pubblicato mentre era in vita) fatto dal geologo Gideon Mantell, colui che lo descrisse scientificamente.
Fa parte dei tre dinosauri (assieme a Megalosaurus e Hylaeosaurus) utilizzati per definire per la prima volta la parola "dinosauro", nel 1842. Tra le prime statue di animali preistorici mai realizzate nella storia - mostrate al pubblico di Londra nel 1854 - c'erano anche due Iguanodonti, ancora visibili oggi. I primi scheletri completi di dinosauri mai ritrovati erano - indovinate un po' - di Iguanodonte, e vennero alla luce nel 1878 dalle miniere di carbone di Bernissart, in Belgio.
Attraverso i vari modi in cui è stato ricostruito l'Iguanodonte nel tempo possiamo anche farci un'idea di come sia cambiata dal diciannovesimo secolo ad oggi la comprensione di questi animali estinti, insomma è mostruosamente importante a livello scientifico e culturale
".

Everyeye: In diverse occasioni ti sei definito poco adatto all'ambiente universitario, tuttavia hai terminato gli studi e costruito un progetto di divulgazione efficace ed originale; che consigli daresti al Willy del passato che sta cominciando ora il suo percorso universitario?

Willy: "Gli direi di vivere senza fare confronti con gli altri. Che col senno di poi è un bel consiglio, ma appunto, del senno di poi son piene le fosse. E in tutta onestà non è che sia così bravo a metterlo in pratica anche ora. Ad ogni modo, l'esperienza universitaria - e mi permetto di parlarne in generale, dal momento che parlando di come l'ho vissuta sui social ho notato che è un problema di molte più persone di quanto pensassi - è un percorso che ti costringe a fare dei paragoni con gli altri, e che mette su di te un'aspettativa sociale non da poco da parte delle persone che hai attorno.

Va detto, a scanso di equivoci, che il problema era nell'approccio che avevo io all'università, non nell'università in sè; sono cresciuto con la mia passione e persone che mi assicuravano che "all'università potrai finalmente studiare quello che ti piace", ma arrivato a quel punto ho scoperto a mie spese che non era vero.

La paleoarteLa paleoarte è un ramo dell'illustrazione naturalistica che si occupa di rappresentare in modo quanto più scientificamente accurato possibile l'aspetto che avrebbe potuto avere un animale quando era in vita, a partire dai fossili a disposizione. In questo caso, il lavoro sull'Iguanodonte è stato svolto da Fabio Manucci.

Certo, quello che mi piace l'ho studiato, ma era una piccola parte! Tutto il resto - che poi era ovviamente funzionale al mio corso, ma questo l'ho capito dopo - erano cose che non mi interessavano molto, e in molti casi non mi piacevano proprio. E quindi si allungano gli anni di studio, vai fuori corso, nel mentre vedi laurearsi alla magistrale persone che si sono iscritte alla triennale dopo di te, e pensi che siccome non guadagni molti soldi sono i genitori che ci rimettono dato che sei a carico loro, e chiunque continua a chiederti quando ti laurei.
Però in fin dei conti a qualcosa è servito soffrire così: ho aperto il canale per avere un pretesto per continuare a studiare le cose che mi interessano al di fuori dell'università, e ho scoperto che la divulgazione scientifica mi piaceva. Col tempo sono fortunatamente riuscito a farne un lavoro, anche prima che terminassi formalmente gli studi
".

Foto di Gianluca Rossi

Everyeye: Hai una passione smodata per i mostri, ne parli molto sul canale YouTube e non solo. Qual è il tuo preferito, e perché proprio Godzilla?

Willy: "Eh, Godzilla è veramente una delle cose più belle mai inventate dall'essere umano, non scherzo. L'unico, tremendo rammarico è che per inventare Godzilla abbiamo dovuto tirare due bombe atomiche, dal momento che egli stesso è una metafora della distruzione causata dagli ordigni nucleari in Giappone. Una ferita dalla quale i giapponesi probabilmente non guariranno mai del tutto, ma nonostante ciò amano profondamente Godzilla, basti pensare che nel 2015 gli è stata riconosciuta ufficialmente la cittadinanza giapponese, nonché la carica di ambasciatore del turismo giapponese nell'area di Shinjuku - dove peraltro campeggia in bella vista la sua testona in cima ad un palazzo.

Ho sempre amato i mostri, da piccolo disegnavo continuamente i mostri più disparati - specie dinosaureggianti, a tal punto che per la mia famiglia non era per niente conveniente comprare gli album da disegno: andavano direttamente sulle risme da fotocopiatrice da 500 fogli. Non ho mai coltivato il disegno seriamente, studiandolo, e un po' me ne pento, ma amo disegnare ancora. Che poi, una volta per un soffio non ho mollato l'università per andare a studiare illustrazione tra l'altro. Comunque per quanto mi riguarda subito dopo Godzilla viene Rodan
".

Everyeye: In che modo si incontrano i mostri e le scienze naturali?

Willy: "Beh, molto di quello che si vede nel mondo dei mostri prende spunto dal mondo naturale, dal momento che - per i nostri standard - di mostri ne esistono tantissimi da rielaborare nel mondo animale. Parlando di Godzilla, per farlo si basarono sulla raffigurazione del murales "The Age of Reptiles" di Rudolph Zallinger, murale completato nel 1947 e ospitato nello Yale Peabody Museum.

Il Tirannosauro donò l'aspetto generale del mostro (Le immagini del Tirannosauro sono del paleoartista Max Bellomio), lo Stegosauro donò le sue placche dorsali. E c'è anche un altro dinosauro responsabile del design del Re dei Mostri, ovvero l'Iguanodonte - già ne avevo tessuto le lodi, ma qua si vola davvero.
L'ispirazione fu presa dalle illustrazioni di Zdenek Burian, artista europeo: il suo iguanodonte probabilmente donò le sue robuste "braccia", che erano anche meglio adattabili ad un costume. Erano immagini famosissime a livello di cultura pop, e va detto che se Godzilla lo avessero inventato oggi e avessero attinto a ricostruzioni aggiornate delle stesse creature, sarebbe uscito fuori parecchio diverso. Non perché gli animali preistorici da cui si è tratto spunto siano cambiati, loro sono sempre i soliti.. quanto perché è cambiata l'interpretazione che si attribuisce ai fossili, grazie ai passi avanti nella scienza. Questa cosa l'ho sempre trovata molto interessante! Oggi invece studiare il mondo naturale può rendere i mostri ancora più originali, spaventosi, interessanti e credibili - fermo restando che comunque sono mostri
".

Everyeye: Sei d'accordo con il Willy bambino su cosa volevate diventare da grandi?

Willy: "Direi di si dai. Il Willy bambino a 6 anni alla domanda "che vuoi fare da grande" rispondeva "il paleontologo"; non lavoro come paleontologo, ma ho fatto la tesi sui dinosauri, e per lavoro ne parlo spesso - assieme a tutte le altre cose che piacevano al Willy bambino, perciò direi che sebbene non abbia percorso esattamente quella strada, sono rimasto fedele alla mia passione. Questo penso che sia un successo, tutto sommato".

Everyeye: Quando e perché hai deciso di voler fare divulgazione scientifica?

Willy: "Dopo aver aperto il canale sono cresciuto negli anni, sia come pubblico sia come età. Non solo mi piaceva e cominciavo a togliermi qualche piccola soddisfazione, ma iniziavo a prendere sul serio davvero la mia attività. Ho iniziato a capire che chi parla di scienza, a tutti i livelli, ha una grande responsabilità. Dopo che avevo deciso che non avrei continuato con l'università, mi sembrò una strada che valesse la pena di provare a percorrere.

Al tempo, l'idea di lavorare a tempo pieno come divulgatore scientifico sui social in Italia era veramente un miraggio, anche perché le persone che lo facevano erano pochissime - e sono poche anche oggi, a dire il vero. Non avevo le idee chiare e non avevo un piano in mente, ho solo avuto la testardaggine di continuare, delle persone che credevano in me, la fortuna che a qualcuno interessasse quello che faccio, e la possibilità di continuare a farlo. Quando sono arrivato ad essere economicamente indipendente con questa cosa è stata una grande soddisfazione, perché finalmente non mi sentivo più in colpa per aver dedicato anni mantenuto dai miei ad una cosa che sarebbe potuta essere un buco nell'acqua".

Everyeye: Immaginiamo una strana figura anziana un po' malconcia che si avvicina zoppicando, con un nome di fantasia che comunque non serve dire perché è solo il pretesto per una domanda strana, e ti fa un malocchio con l'intenzione chiara di ucciderti. Questa persona non è però molto esperta di magia oscura e sbaglia, di fatto rendendoti capace di divulgare per il resto della vita un solo animale (presente o estinto). Puoi sceglierlo però, quale sarebbe e perché?

Willy: "Beh diciamo che ci sono varie risposte. Se dicessi il Tirannosauro sarei furbo. Questo perché è un animale che incontra sempre e comunque il favore del pubblico, sul quale esiste una letteratura sconfinata, e sul quale vengono pubblicate continuamente nuove scoperte. Perciò, non resterei mai a corto di informazioni e parlerei al pubblico di una cosa che piace.

I PicnogonidiSono un raggruppamento di artropodi comprendente alcune centinaia di specie, tutte marine. Hanno aspetto aracnoide e sono di incerta collocazione sistematica, ovvero è difficoltoso comprendere le relazioni di parentela fra gli organismi e la loro storia evolutiva.

Ma essendo così famoso, magari ci sarebbero tante persone che ne parlerebbero comunque. Perciò forse dovrei scegliere un qualche gruppo di invertebrati dei quali non frega nulla a nessuno. Non so, tipo i Picnogonidi. Chi è che se li fila, i Picnogonidi? Eppure sono una gran figata. Su di loro non si conoscono ancora tante cose, e potrei avvicinare le persone al loro mondo. Senza contare che sarei l'unico divulgatore (e forse essere umano) a consacrare la mia esistenza ai Picnogonidi, il che non sarebbe un problema per la concorrenza".

Everyeye: Che ruolo pensi abbia, o dovrebbe avere, la divulgazione delle scienze naturali nella società?

Willy: "Devo fare una confessione: faccio questo lavoro perché mi piace. Sembra brutto, ma è mera e semplice soddisfazione personale, non è perché sento di avere una missione utile alla comunità, né perché sia (almeno al momento) chissà quanto redditizio. Lavorare con l'esposizione mediatica dei social, tutti i giorni, domenica compresa, e molto spesso anche dopo cena non è una cosa facile, nemmeno se si fa la cosa che si ama. Chi ha detto "fai il lavoro che vuoi e non lavorerai un solo giorno della tua vita" doveva essere una persona molto infelice del suo lavoro. O un coglione.

Detto questo, credo che quello che faccio possa potenzialmente avere un risvolto utile per le persone, e lo so perché in tanti mi hanno scritto di aver migliorato il loro rapporto con gli insetti o i ragni, trasformando la paura in curiosità. Questa è una cosa che mi riempie di gioia, perché credo davvero che gli animali come gli insetti meritino di essere considerati come quello che sono, ovvero una delle cose di maggior successo nella storia della vita sulla Terra, e dire alle persone perché non dovrebbero ucciderli inutilmente a vista ma magari fermarsi ad osservarne le particolarità è una cosa a cui tengo davvero.

Perciò si, in questo caso credo che chi si occupa di divulgazione scientifica sui social - essendo di fatto un influencer - abbia delle responsabilità verso il proprio pubblico, come ogni influencer. Intendiamoci, a volte ho usato il mio bacino d'utenza per sensibilizzare verso certe tematiche a cui tengo perché credo che sia giusto, e perché in primis sono tematiche a cui tengo io - come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e cose del genere - ma non sento di avere una "missione", ecco.

Sono felicissimo se quello che faccio ha dei risvolti positivi per le persone, ma il più delle volte li considero come dei bellissimi effetti collaterali. In realtà, credo che chi fa divulgazione debba abituare le persone a fare sempre più a meno di lui/lei... mi spiego: credo che sia riduttivo dare solo nozioni, mentre invece è meglio provare a dare degli strumenti che rendano il pubblico abbastanza consapevole da non dover chiedere spiegazioni a te in caso di dubbi. Sembra controproducente, ma credo che sia importante. Fermo restando che non ci vedo nulla di male ad utilizzare la scienza anche come intrattenimento, sia chiaro!
".

Everyeye: Prima di salutarci parliamo un po' del futuro, c'è qualche obiettivo particolare che ti piacerebbe raggiungere?

Willy: "Un sacco di cose, in realtà. Per scaramanzia te ne dico solo due: intanto mi piacerebbe realizzare altri video come quello che ho realizzato su richiesta del Museo Egizio di Torino assieme a Ruggero Rollini, e avere la possibilità di parlare del grande patrimonio museale italiano (per quanto riguarda le scienze naturali) sul mio canale Youtube con dei video più "documentaristici".
E' una cosa che mi piacerebbe, ci uscirebbe fuori una bella serie, che magari come prodotto funzionerebbe anche al di fuori di YouTube, chissà. E mi piacerebbe avere l'occasione di visitare un po' di posti nel mondo, per girare qualche vlog in natura; sarei dovuto già partire con il tour operator col quale sto organizzando alcune cose con i miei followers, ma la situazione non ha aiutato. Prima o poi però finirà, e per quel momento vorrei esser pronto
".