iPhone avrà mai uno schermo pieghevole? I piani di Apple

Anche Apple, seppur con la sua proverbiale calma, si prepara a inserirsi nella contesa degli smartphone pieghevoli.

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I telefoni pieghevoli sono il futuro. Nonostante i recenti problemi di Samsung con il Galaxy Fold, è ormai assodato che anche Apple si inserirà presto in una contesa che decreterà il futuro del mondo tecnologico. Con tempi ancora tutti da valutare, non sappiamo ancora bene come sarà il primo iPhone pieghevole, ma possiamo partire da rumor e indiscrezioni per immaginare in che direzione si andrà e come sarà il futuro di un'azienda che non potrà far altro che assecondare il trend e inserirsi in una contesa che si farà - anno dopo anno - sempre più agguerrita.

Voci di corridoio

Partiamo dai rumor. Si sa quasi per certo che Apple, da tempo, stia portando avanti i suoi studi per dare vita a un iPhone pieghevole. Lo sta facendo perché i suoi principali competitor si sono rivolti in questa direzione e perché le scelte di mercato sembrano imporre questa svolta. Lo sta facendo con la calma che le è propria, "sfruttando" gli esperimenti e i tentativi altrui per poi dare vita a quello che nelle sue idee dovrebbe essere lo smartphone pieghevole definitivo.
Per farlo pare si stia affidando a dei campioni di display pieghevoli da 7,2 pollici, gli stessi usati da Samsung per il suo Galaxy Fold. Una base più o meno forte da cui partire: Cupertino da sempre affida parte dei suoi prodotti a grandi costruttori e Samsung non poteva che essere l'azienda più adatta per questi schermi, vista la sua esperienza nella produzione di pannelli OLED, gli unici a oggi adatti per la costruzione di display pieghevoli. Samsung, con la sua esperienza, sarebbe in grado di rispondere alle esigenze produttive dell'azienda americana, di rispettare gli ordini, di dare garanzie.

Un progetto a lungo termine

Il primo brevetto di iPhone pieghevole è stato presentato ormai cinque anni fa, segno che l'azienda lavora da tempo a questo tipo di soluzione. Secondo le indiscrezioni il prodotto dovrebbe essere costituito dai soliti materiali di pregio: vetro, ceramica e alluminio. A questi si potrebbero aggiungere dei futuristici nanotubi di carbonio, un materiale che permetterà allo schermo di piegarsi su se stesso senza danneggiare i circuiti. Saranno proprio questi nanotubi a essere costruiti in modo da creare degli "angoli di piega" in cui poter flettere lo schermo senza danni.
L'idea di Cupertino sembra essere quella di creare un prodotto capace di piegarsi in più punti e di avere più dimensioni: non un doppio schermo con cerniera all'interno ma un prodotto con schermo flessibile e capace di adattarsi a più dimensioni e funzioni. Un brevetto che allo stato attuale pare quasi fantascienza ma che rende perfettamente l'idea di quali siano gli avveniristi obiettivi di Tim Cook per il futuro degli smartphone.

Le indiscrezioni

Gli ultimi concept usciti in rete, basati anche in parte sulle prime prove tangibili di smartphone pieghevoli, dipingono scenari ben più semplici e perfettamente in linea con quanto fatto da Samsung e Huawei negli ultimi tempi. Si parla di un doppio display capace di diventare ben più grande una volta aperto verso l'esterno, per un'idea in tutto e per tutto simile a quella della concorrenza.

Il tutto sarebbe corredato da una doppia fotocamera anteriore a scomparsa e da un design piuttosto curato, con cornici ridotte al limite e i due schermi capaci di combaciare perfettamente, senza alcuna cerniera di sorta come quella tanto criticata del Fold.
Si tratta, naturalmente, di concept di pura fantasia, ma ad oggi molto più realistici, basati sul presente della tecnologia e sulle strategie attuate negli anni da Apple, che da sempre cerca di mettere molta cura nella realizzazione dei suoi prodotti, anche basandosi su quanto fatto, magari in maniera più rudimentale, dalla concorrenza.

Cosa non va

A Cupertino sembrano voler aspettare tempi migliori, consapevoli che questa tecnologia, seppur percorribile, allo stato attuale delle cose è ancora troppo giovane, incapace di offrire garanzie ottimali. La flessibilità degli schermi, per ora, sembra avere fin troppi vincoli di design e realizzativi che male si adattano a un'azienda che ha fatto della sua immagine e dell'apparente "perfezione" dei suoi prodotti un marchio di fabbrica. Anche escludendo i noti problemi di usabilità e stabilità del Galaxy Fold, il dispositivo di Samsung ha mostrato caratteristiche di base che male si adattano con la filosofia fino ad ora portata avanti dagli americani.

Il prodotto di Samsung chiuso su se stesso ha uno spessore uguale a quello di due telefoni messi uno sopra l'altro e un peso non indifferente, pari a quello di un grosso e ingombrante tablet, per non parlare dello strato di plastica utilizzato per ricoprire lo schermo.
Problemi di design che male si sposano con la perfezione estetica e stilistica da sempre ricercata dagli iPhone, cui si aggiunge un'ancora relativamente bassa chiarezza su quello che dovrebbe essere l'aspetto definitivo di questi prodotti, quello che andrà veramente incontro alle esigenze degli utenti.

Tattica attendista

La filosofia di Apple, a ben vedere, rimane la stessa degli ultimi anni. Il tempo delle rivoluzioni è ormai finito e, come spesso accaduto, l'azienda preferisce attendere il mercato, piuttosto che anticiparlo. Lo stesso sta accadendo con il modulo 5G, che non verrà inserito nei prossimi modelli, ed è accaduto nel passato con gli schermi grandi e senza bordi, novità che a Cupertino hanno accolto solo quando si sono sentiti pronti, quando hanno capito che era il pubblico a richiederli.

Apple difficilmente si butta nella mischia ad occhi chiusi: preferisce guardare, studiare il mercato, attendere le mosse degli avversari, capire se c'è spazio di manovra e poi arrivare, travolgendo tutto il resto con un'apparente perfezione e un'immagine che gli altri, con le loro prime uscite, non sono riusciti a raggiungere.
Non è quasi mai la prima ad arrivare ma si prende quasi sempre il centro della scena, perché capisce come sfruttare tendenze e idee altrui adattandole al suo modo di fare e di pensare.

Se non ora, quando?

Per questi motivi siamo convinti che uno smartphone pieghevole targato Apple prima o poi arriverà. Magari nel frattempo tante altre case produttrici avranno immesso sul mercato e testato le loro creature, facendo crescere il pubblico e gli appassionati e creando un terreno fertile in cui anche gli altri potranno inserirsi.
Tim Cook e soci vogliono ancora una volta andare sul sicuro, capire in che modo dare vita a un qualcosa di valido e in che modo i competitor evolveranno le loro creature.

Probabilmente, quando questo prodotto arriverà, non avrà nulla di davvero innovativo, risultando il semplice miglioramento estetico e di usabilità di un qualcosa che già esiste.
Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma siamo certi che quando l'iPhone flessibile arriverà sul mercato tutti gli occhi saranno puntati su di lui, perché Apple ha costruito su se stessa un credibilità che le dà ampio margine di manovra e che ancora oggi le offre l'opportunità di attendere e aspettare "tempi migliori" per le sue novità. Vedremo se anche questa volta la ragione sarà dalla sua parte.