Speciale Keynote MacWorld 2006

Un cambio generazionale, un cambio architetturale... Una nuova Rivoluzione?

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Luccicano come sempre, non sembrano cambiati, ma un cuore nuovo batte al loro interno

Sono ancora bianchi e satinati, conservano l'invidiato design studiato in California (ricordate la frase sulle confezioni "Designed by Apple in California?") e non hanno il famigerato adesivo: si tratta di iMac e MacBook Pro in versione Intel.
Il primo, dopo pochi mesi dal corposo aggiornamento che ha introdotto RAM DDR2, scheda video più performante, webcam iSight integrata, venduto oggi allo stesso prezzo del modello con processore IBM, rivoluziona il mercato dei computer portando al fianco di Apple il miglior alleato di Microsoft: Intel (almeno fino a quando Steve Jobs non annunciò l'accordo con la mela).
Il secondo, invece, fa parte di una nuova fascia professionale: nonostante possa sembrare un PowerBook solamente snellito, nel nuovo portatile di Apple pulsa un cuore tutto nuovo: il primo processore Dual Core ad essere installato in un computer del genere. Secondo gli ingegneri di Cupertino (Apple) e di Santa Clara (Intel), il gap prestazionale fra Powerbook (rimasto in vendita) e MacBook Pro è pari a tre, o forse quattro volte maggiore; poco avvertibile al momento, dato che le applicazioni di tipo professionale ricompilate “artigianalmente” da Rosetta (software studiato da Apple) non possono spremere a fondo tutta la potenza del portatile. Comunque, nei prossimi mesi cominceranno a farsi vedere i primi software nativi per piattaforma Intel, quindi, in fin dei conti, avverrà di pari passo una crescita di prestazioni adeguata al nuovo hardware di MacBook Pro.
Secondo le persone che hanno potuto provare iLife ‘06 ed iWork ‘06, che ricordiamo essere nativi sia per piattaforma Power PC che per piattaforma Intel, i programmi facenti parte delle due suite girano a velocità molto elevate, anche se il poco tempo a disposizione per le prove non ha permesso di certificare il reale aumento di prestazioni. Sicuramente, potremo avere più informazioni in merito una volta che MacBook Pro sarà disponibile in tutto il Mondo, cioè a partire dal prossimo Febbraio.
Stesso discorso per l’iMac, anch’esso dotato di processore Dual Core e di una scheda grafica sicuramente di buon livello, peraltro la stessa dell’amico MacBook.

Ma analizziamo più a fondo i due computer e esaminiamo i neonati processori Intel, ovviamente dando uno sguardo anche alle possibilità che potranno offrire in futuro, sia per il mercato consumer che per quello professional. Il nostro parere è che MacBook Pro, ad eccezione del prezzo (più alto del PowerBook, giustamente), possa dimostrarsi anche un fido alleato del consumatore più esigente ed esperto, che fa del computer una base multimediale più che uno strumento di lavoro.

MacBook Pro

MacBook Pro, come già accennato, fa parte di un nuovo segmento professionale, anzi potremmo dire che presto sostituirà i “vecchi” PowerBook. La dotazione, questa volta, include anche il telecomando Apple Remote che trasforma il computer in una specie di Media Center (con l’ausilio di Front Row).
Apple per ora ha limitato la sua offerta a due soli modelli, uno base ed uno estremamente potente, entrambi con uno schermo TFT 16:9 da 15.4 pollici (1400x960 pixel la risoluzione). Non è certo una buona notizia per coloro che utilizzano software di grafica anche su piattaforma portatile, poiché la dimensione dello schermo non è assolutamente soddisfacente come lo era, invece, quella del PowerBook di fascia alta che arrivava a ben 17 pollici.

Facciamo una panoramica del portatile per poi concentrarci sui punti più caldi (processore, scheda grafica, porte I/O).
Il nuovo gioiello Apple è alto 2,59 cm, largo 35,7 cm e profondo 24,3 cm. E’ meno spesso del PowerBook 15” (34,8 x 24,1 cm le dimensioni generali) di circa due millimetri, cosa che ora potrà sembrare davvero minima, ma che dal vivo si fa sentire più che mai. MacBook Pro pesa 2,54 kg con batteria ed unica ottica installate, praticamente immutato rispetto al Powerbook (2,5 kg). Sostanzialmente, quindi, i due portatili sembrano identici, ma notiamo come la dotazione sia più scarsa per il nuovo arrivato che propone soluzioni all’avanguardia come l’alimentatore MagSafe.



Processore e memoria
MacBook Pro può essere dotato di Intel Core Duo a 1,67ghz per quanto riguarda il modello più economico, fino ad Intel Core 2 da 1,83ghz per il modello più costoso e potente, entrambi dotati di 2M di Cache L2; si tratta dei primi processori Dual Core ad essere montati su dei portatili Apple: si tratta di processori di nuova generazione, che praticamente sono costituiti da una coppia di core ( il "cuore" di un microprocessore ) montati su un solo chip, con tutti i vantaggi che ne conseguono, come minor ingombro e miglior raffreddamento, oltre ad un aumento prestazionale impressionanate.
Il frontside bus, il più veloce mai registrato su un notebook di Cupertino, è di 667mhz; per quanto riguarda la RAM DDR2 PC-530, ne viene fornito un banco da 512MB per il modello economico ed un banco da 1GB per il modello più costoso. Ovviamente, la RAM può essere espansa fino a 2GB grazie ai due slot di memoria messi a disposizione da Apple.

Supporto video e grafico
MacBook Pro è davvero un gioiellino per quanto riguarda la grafica: è l’ATI Mobilty Radeon X1600 a campeggiare all’interno, con i suoi 128MB di memoria video per il primo modello e con 256MB per il secondo. Tutto sommato si tratta di una soluzione decisamente buona anche se non si tratta del TOP per quanto riguarda il mercato dei portatili. MacBook Pro è dotato di uscite DVI, VGA (grazie all’adattatore DVI-VGA incluso nella confezione), ma non di S-VIDEO, inspiegabilmente scomparsa.
Il portatile, così come l’iMac, è dotato di una splendida webcam iSight che offre prestazioni e qualità senza paragoni.

Porte I/O
C’è poco da dire: Apple, forse per esigenze di design, ha praticamente eliminato tutte le peculiarità del professionale PowerBook. La porta FireWire 800, su cui Apple puntava molto, non c’è più, rimane la sorella minore, la FireWire 400 tuttosommato una connessione molte veloce, seppur poco versatile a livello di espansioni. Ci sono due porte USB 2.0, (forse un po’ poche) anche se siamo sicuri che verranno immessi nel mercato degli HUB USB miniaturizzati, ad opera di terze parti probabilmente. Il cambio di processore decreta la fine anche della PC CARD, sostituita dalla Express Card/34 che si sta affermando anche in ambito Windows. La soluzione è stata presa per ridurre gli ingombri, ma in questo molto molti utenti dovranno compare degli adattatori ( anche se non sono previsti adattatori per tutte le schede ) per poter sfruttare le loro vecchie schede di espansione, e bisognerà aspettare che Apple distribuisca le licenze necessarie alle terze parti perchè inizino la produzione..

Connettività
Connettività quasi immutata. Bluetooth e Wi-Fi d’obbligo, ci si sarebbe aspettati anche il modem 56k integrato, utile quando si è in viaggio e non si ha a disposizione una connessione senza fili ne un modem adsl. Una grave carenza a nostro parere, che Apple al solito giustifica come soluzione per ridurre gli ingombri, ma che tuttavia penalizzerà chi fa della mobilità una funzionalità chiave nell'uso di un portatile.

Magsafe
In poche parole, MagSafe è un nuovo tipo di alimentatore che si collega al MacBook grazie ad un sistema magnetico e che garantiscea più sicurezza nel caso in cui una persona inciampi sul filo di collegamento mentre il portatile è in carica. Allo stato pratico si rivelerà un vero toccasana, specialmente per chi ha rischiato di veder distrutto il computer dopo un violento impatto a terra.



Archiviazione
Va menzionata, purtroppo, una grave mancanza per quanto riguarda il lettore DVD: esso, infatti, può leggere quasi tutti i tipi di DVD, compresi quelli a doppio strato, ma non può scrivere proprio su questi ultimi. L’Hard Disk di serie sul primo modello è un Serial ATA da 80GB a 5400 giri/min, mentre nel modello di fascia alta può essere di 100 o 120GB.

Audio
Il portatile è dotato di ingresso combinato digitale ottico/audio analogico, di uscita combinata digitale ottica/cuffie, di altoparlanti stereo e di microfono.

E la batteria? Prove su strada, effettuate, va ricordato, su macchine concettuali, dicono sia durata massimo tre ore. Speriamo che, su prodotti finali, venga ottimizzata la gestione energetica e garantita, per l'utente finale, una maggiore autonomia.

iMac

Poche novità per l’iMac, anzi una sola: il processore Intel Core Duo fino a 2ghz.
Il modello entry level da 17”, infatti, può vantarne uno da 1,83ghz, mentre quello con schermo da 20” arriva fino alla soglia di 2ghz. Ovviamente, si tratta di processori dual-core e quindi è come avere due processori in uno.
Trattandosi prevalentemente di una macchina progettata per il mercato consumer, i vantaggi di questi processori potrebbero non essere eclatanti, e sicuramente non lo sono adesso visto che non c’è alcun software professionale ottimizzato per sfruttare le sue peculiarità.
iLife ‘06 ed iWork ‘06 anche in questo caso, sono più veloci rispetto al modello PowerPc, in ogni caso non sembra giustificabile una spesa di mille e passa euro rispetto al modello corrente di Mac basato su PowerPc solo per questi due programmi; quel che è certo è che il modello basato su processori Intel, è un investimento a lungo termine.
C’è davvero poco da dire su questo modello: non è stato apportato quasi nessun cambiamento sostanziale rispetto al modello PowerPc. I due sistemi potrebbero addirittura essere scambiati per cloni, ma come ben sappiamo, all’interno pulsa un cuore totalmente differente: c’è una architettura diversa, c’è un futuro prossimo che sorride ad uno (Intel) e non all’altro (G5).


MacWorld 2006 In definitiva, Apple ha davvero rivoluzionato il mercato dei computer, ha cancellato tutte le critiche, mai velate anzi fin troppo spinte, ad Intel e continua a criticare apertamente il mercato dei PC con pubblicità sempre più provocatorie. Forse è l’atteggiamento giusto per mettere “il coltello alla gola” di Microsoft, per rinvigorire il mercato, per far crescere l’hardware di pari passo con il software. E magari, in futuro, potremo vedere Windows e Mac OS X lavorare insieme sullo stesso computer, una situazione di concorrenza che va a tutto vantaggio dell’utente. Forse.