IFA 2018

Kirin 980: alla scoperta del nuovo processore di Huawei

Huawei ha presentato ufficialmente il SoC Kirin 980, il primo realizzato a 7 nm e pronto ad arrivare su tutti i top di gamma 2019.

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Il Kirin 980 è realtà e lo vedremo per la prima volta sul prossimo Mate 20 Pro. Sono queste le novità più importanti del keynote tenuto dal CEO di Huawei Richard Yu all'IFA di Berlino, davanti a un pubblico di giornalisti provenienti da tutto il mondo. Mate 20 Pro è certamente un prodotto interessante e ancora tutto da scoprire, ma è il Kirin 980 il vero protagonista dell'evento.
Il motivo è semplice: si tratta del processore che equipaggerà tutti i top di gamma della casa cinese da qui al prossimo anno, nonchè il primo SoC realizzato con processo produttivo a 7 nm. Un traguardo molto importante per l'azienda cinese, che è arrivata per prima a questo livello di miniaturizzazione, superando anche Apple e Samsung.

La nuova generazione di processori per smartphone

Di processori a 7 nm sentiremo parlare molto nei prossimi mesi. Li farà Apple, li farà Samsung, ma Huawei è arrivata per prima. L'avanzamento del processo produttivo porta molti vantaggi, primo fra tutti per i consumi. Le prestazioni dei top di gamma ormai sono quasi equiparabili a livello di velocità nell'utilizzo quotudiano, ma è sull'autonomia che si può e si deve fare di più.
Nonostante i suoi 6.9 miliardi di transistor, il Kirin 980 riuscirà a livellare verso il basso il consumo energetico, ma come? Gli ingegneri di Huawei sono partiti da un'architettura ormai consolidata, che utilizza 8 Core, ma questa è stata rivista e pensata diversamente rispetto al passato. Fino ad oggi, quasi tutti i SoC hanno puntato sul concetto di "big.LITTLE", ovvero sull'utilizzo di 4 Core dai consumi ridotti e uniti a 4 Core ad alte prestazioni, questi ultimi da sfruttare per le applicazioni più pesanti dal punto di vista computazionale. Huawei ha ripensato questo concetto, inserendo uno step intermedio: troviamo infatti 4 Core Cortex A55 da 1.8 GHz e 4 Core Cortex A76. Proprio i Cortex A76 fanno la differenza, perchè due di questi hanno un clock di 1.92 GHz, gli altri due invece arrivano fino a 2.6 GHz, contro i 2.36 GHz massimi raggiunti dal Kirin 970.
Se prima gli step prestazionali erano due, alte prestazioni o basse prestazioni, e utilizzavano i due cluster a seconda delle esigenze, ora i cluster diventano tre, a tutto vantaggio dell'autonomia. Quindi, nel caso di applicazioni semplici da gestire, può essere utilizzato anche solo uno dei Core a basse prestazioni, salendo invece con le richieste computazionali possono essere attivati gli altri, arrivando fino alla massima potenza, che utilizza tutti i Core a disposizione. Questo si traduce, secondo i dati della casa cinese, in prestazioni generali superiori del 20% e in un'efficienza del 40% maggiore rispetto al passato. Le immagini sottostanti spiegano in modo semplice cosa si cela dietro alla gestione dei Core del Kirin 980.

Importante anche l'aumento delle prestazioni della GPU Mali-G76, dotata di 10 Core. I dati forniti da Huawei indicano un +47% di potenza computazionale, ma soprattutto un +178% nell'efficienza. In parole povere, il Kirin 980 sembra capace di garantire maggiori performance senza impattare sui consumi rispetto all'attuale Kirin 970. Interessante anche il confronto con lo Snapdragon 845 e con la sua GPU Adreno 630, che fino ad oggi hanno rappresentato il meglio sul mercato: quello che stupisce è la stabilità nel frame rate garantita dalla Mali-G76.

Come si può vedere dall'immagine mostrata nel corso dell'evento, la GPU del Kirin 980 riesce a mantenere un frame rate più elevato rispetto alla Adreno 630, con picchi verso il basso nettamente inferiori. Meglio attendere riscontri oggettivi prima di trarre conclusioni, ma se i benchmark di Huawei si riveleranno veritieri, siamo di fronte a un netto passo avanti nelle performance dei SoC per smartphone dal punto di vista grafico. Passo avanti fatto anche grazie al supporto alle memorie LPDDR4X, che portano la frequenza operativa a 2133 MHz, contro i 1866 MHz del Kirin 970.

Ma il Kirin 980 promette anche di più, visto che si tratta del primo SoC che integra un doppio ISP per l'elaborazione delle immagini e una doppia NPU per la gestione dei processi legati all'intellingeza artificiale. In questo caso, i benchmark sono poco utili a spiegare fino a che punto il nuovo processore potrà spingersi, l'unico modo per capire le potenzialità della nuova architettura è provarla nella pratica, per vedere dove queste unità di calcolo saranno davvero utili nell'utilizzo quotidiano.
Sulla carta, il nuovo processore di Huawei sembra una vera innovazione. Intanto, il 12 settembre sarà il turno di Apple, e del suo nuovo SoC a 7 nm. Stabilire ora chi offrirà le maggiori prestazioni è impossibile, la cosa certa è che Hauwei ha mostrato prima di Cupertino i suoi assi: solo pochi anni fa nessuno lo avrebbe ritenuto possibile. Già questo è un traguardo enorme per la casa cinese, che dopo aver superato Apple nelle vendite è pronta a dare il via all'era dei 7 nm su Android.