L'acqua sulla Luna sembra essere distribuita e immobile su tutto il satellite

Nuove misure suggeriscono che l'acqua sia sparsa su tutta la Luna e non solo sui poli, una scoperta che riscrive la nostra conoscenza.

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Per quanto sia così vicina e sia già stata esplorata dagli esseri umani, la Luna è un satellite che nasconde ancora i suoi misteri. Ci riferiamo all'acqua che c'è nel sottosuolo, in particolare alla sua distribuzione e alla sua presenza: dai recenti dati ricavati dalle missioni sembrerebbe che questa sia largamente distribuita su tutta la superficie lunare, dunque non confinata in zone specifiche. L'osservazione conferma che quest'acqua è stata rilevata sia durante il giorno che durante la notte, ma la sua accessibilità non è ancora da dare per scontata.

L'importanza della presenza di acqua sulla Luna

Perché cercare acqua sulla luna? Al di là del mero studio della storia sulla formazione del satellite lunare esiste un'altra motivazione ben più pratica, ovvero la possibilità di usare l'acqua come risorsa per i futuri insediamenti umani o per i futuri coloni. Come saprete la formula chimica dell'acqua è H2O, ovvero ogni singola molecola è composta da due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno, che sono sfruttabili come carburante per i razzi o semplicemente per respirare. Il fatto che quest'acqua sia presente in modo più o meno uniforme su tutto il pianeta indipendentemente dall'ora del giorno o dalla latitudine è un fattore indubbiamente confortante per lo sviluppo delle future missioni.

La notizia non arriva a conferma di qualcosa che gli scienziati già conoscevano, ma smentisce completamente quello che si sapeva sulla sostanza a noi tanto cara. Fino ad oggi i dati indicavano una presenza di acqua maggiore in corrispondenza dei poli lunari ed un'oscillazione della sua presenza (quantità che aumenta e diminuisce) in corrispondenza con il giorno lunare (quasi 30 giorni terrestri).

Il problema delle vecchie misurazioni

Dunque quali sono i veri dati? Dobbiamo credere alle vecchie osservazioni o ai nuovi risultati? La scienza non sembra avere incertezze sulla questione: le vecchie misurazioni sono state eseguite analizzando quanta luce solare venisse riflessa dalla superficie lunare e analizzando una certa componente spettrale nel regno dell'infrarosso che indica la presenza di acqua. In termini semplici, i ricercatori hanno misurato la luce riflessa dalla Luna verso la terra, concentrandosi su quella che sarebbe emessa dalle molecole di acqua, osservando le onde elettromagnetiche ad una determinata frequenza.
La questione potrebbe sembrare semplice, ma non lo è affatto. Il problema è che la superficie lunare può diventare abbastanza calda da emettere "luce propria" nella frequenza dell'infrarosso, andando quindi a "sporcare" le misure che dovrebbero farci capire quanta acqua è presente sulla superficie.

I dubbi non sono completamente svaniti

L'obiettivo degli scienziati a questo punto è chiaro: disambiguare la misurazione cercando di capire quale parte degli infrarossi vengono dalla luce solare riflessa dall'acqua e quale proviene dalla superficie stessa riscaldata che a sua volte riemette radiazioni. Per farlo è stato sfruttato il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA, una sonda spaziale che orbita attorno alla Luna. La nuova scoperta suggerisce che l'acqua è sì presente su tutta la superficie e quindi ben distribuita, ma per la maggior parte sotto forma di molecola OH formata da un atomo di ossigeno ed un atomo di idrogeno: questa molecola non è stabile nella sua forma isolata e preferisce attaccarsi ad altre molecole, il che significa che la molecola OH deve essere estratta dai minerali per essere sfruttata.

Nonostante la scoperta resta ancora da capire qual è la fonte dell'acqua del pianeta. Probabilmente è il vento solare (particelle cariche provenienti dal sole) che permette la formazione di OH o H2O quando colpisce la superficie lunare, oppure queste molecole provengono dalle profondità della Luna, in un processo innescato fin dalla sua formazione. La risposta a questa domanda potrebbe essere di grande aiuto per capire se sarà effettivamente possibile sfruttare l'acqua come risorsa nelle prossime missioni sulla luna.