La cometa di Natale: cos'è, da dove arriva e come vederla il 16 dicembre

Scopriamo qualche dettaglio sul passato di questa cometa, da chi l'ha scoperta all' incontro "mancato" con la sonda Rosetta ed il lander Philae dell'ESA.

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Con l'avvicinarsi delle festività natalizie, 46P/Wirtanen non ha avuto scampo: è ormai nota come "The Christmas comet", la cometa di Natale. Il 16 dicembre la cometa raggiungerà il punto di minima distanza dalla Terra, e sarà possibile vederla anche ad occhio nudo. L'avvicinarsi di una cometa è un evento astronomico spesso avvolto da fascino e mistero, ed il tempismo con il quale si manifesterà questo evento, ne ha definitivamente sancito il soprannome.
Oltretutto, se si considera che questa particolare cometa in realtà si avvicina alla Terra molto più spesso di quanto ci si aspetti, e che si tratta di una "vecchia conoscenza" dell'Agenzia Spaziale Europea, l'interesse verso questo piccolo oggetto astronomico continua ad aumentare. Cerchiamo di comprendere la sua breve storia, la sua leggera "sfortuna" e sopratutto quando sarà possibile osservarla.

Una vecchia conoscenza

La cometa fu scoperta dall'astronomo americano Carl A. Wirtanen (1910 - 1990) ed in passato è già stata oggetto di interesse da parte della comunità scientifica. 46P/Wirtanen era stata difatti designata come obiettivo principale di Rosetta, la sonda dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) che, assieme al lander Philae, si è poi diretta verso l'ormai nota cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, per analizzarne la superficie alla ricerca di tracce organiche. 46P sarebbe passata alla storia come "la prima cometa sui cui sia mai stato eseguito un atterraggio controllato", ma a causa di un guasto del lanciatore incaricato di portare Rosetta nello spazio, l'Ariane 5 dell' ESA, si perse la finestra temporale utile per poter agganciarla ed inseguirla. Ricordiamo che questa tipologia di missione è unica nel suo genere: analizzare questi oggetti provenienti dalle profondità dello spazio significa poter raccogliere una "firma" di quel che è stato il sistema solare milioni di anni fa.

Come guida una cometa

La maggior parte delle comete è prevalentemente composta da polveri e ghiaccio ed alcune di esse seguono particolari percorsi chiusi detti "orbite ellittiche", che si estendono molto al di là del sistema solare e sono nient'altro che l'effetto della forza gravitazionale del Sole, come vi abbiamo mostrato nello speciale dedicato all'orbita del telescopio James Webb. Questi percorsi sono rappresentabili geometricamente come un ellisse: in breve, un ellisse viene descritto a partire da due punti particolari detti Fuochi, e la caratteristica principale di questa tipologia di orbita è che al posto di uno dei due fuochi vi è... il Sole. Le comete che percorrono orbite ellittiche hanno la peculiarità di ritrovarsi periodicamente a passare vicino alla nostra stella, ed il punto in cui la distanza tra la cometa ed il Sole è minima viene chiamato "Perielio" (dal Greco "vicino al Sole").

Perché questa precisazione? Perché 46P/Wirtanen (dove la P nel suo nome indica la sua natura periodica) è anche conosciuta come una "Jupiter-Orbiting Comet" ovvero una cometa la cui orbita si estende solo fino al confine segnato da Giove, e insomma il suo percorso è interamente contenuto all'interno del sistema solare stesso. In scala astronomica, si tratta di un'orbita dalle dimensioni molto contenute e che la cometa percorre in poco tempo.

L'immagine qui in alto mostra chiaramente il percorso della cometa: il cerchietto vuoto (con una piccola croce all'interno) rappresenta la Terra mentre il punto pieno indica la cometa, ed è possibile apprezzare come 46P si ritroverà molto vicino alla Terra: stiamo parlando di "soli" 10,2 milioni di chilometri dal nostro pianeta. 46P/ Wirtanen completa il suo giro all'incirca cinque anni e mezzo, un tempo di percorrenza dell'intera orbita (astronomicamente reso come "periodo orbitale") molto breve; soprattutto se lo si confronta con quello di una delle comete più famose in assoluto, la cometa di Halley, la cui ultima apparizione nei cieli terrestri risale al 1986 e che a causa del suo periodo orbitale di ben 76 anni, ritornerà protagonista della volta celeste non prima del 2061.

Più di una coda

46P/Wirtanen non presenta particolari differenze rispetto alle classiche caratteristiche di una cometa: nucleo, chioma e coda. Il nucleo è essenzialmente una struttura rocciosa costituita da polveri e ghiaccio, e quello della cometa in questione è di ridotte dimensioni nella scala astronomica, . La chioma è un'atmosfera temporanea che si forma tutt'attorno al nucleo a causa del repentino passaggio da stato solido a gassoso delle sostanze presenti sulla superficie del nucleo cometario, come ad esempio il ghiaccio (sostanze chiamate "volatili" per l'appunto). Ed infine la coda, anzi le code.
Una prima coda si forma a seguito dell'avvicinarsi della cometa al Sole: l'aumento di temperatura causa l'evaporazione di tutte le sostanze volatili presenti sulla superficie ed all'interno della cometa, dunque la prima coda è formata da gas e vapore acqueo, che si vanno a disporre "alle spalle" del nucleo in movimento formando la classica scia che insegue la cometa.

La seconda coda si sviluppa in seguito all'interazione tra particelle elettricamente cariche provenienti dal vento solare ed il gas all'interno della chioma cometaria. Questa interazione fa sì che il gas perda la sua neutralità elettrica, secondo un processo chimico detto "ionizzazione", e si ritrovi soggetto alle intense forze generate dal campo magnetico solare. Poiché tali particelle si dispongono secondo le linee del campo magnetico, questa seconda coda punterà sempre verso il Sole.
In aggiunta, si può registrare un contributo di polvere, proveniente dalla chioma e dal nucleo, spinta via dalla pressione della radiazione solare. L'immagine qui di seguito permette di apprezzare la doppia coda di una cometa, in questo caso la cometa Lovejoy ripresa dalla stazione spaziale internazionale nel dicembre 2011.

La brutta notizia è che non sarà possibile apprezzare nessuna di esse, in quanto dalla nostra posizione le due code saranno coperte dal nucleo, in un allineamento che renderà impossibile osservarle. Come conseguenza di ciò, si osserverà invece un bagliore diffuso tutt'attorno al nucleo cometario.

Dove e quando guardare

Gli astronomi hanno ottimisticamente predetto che 46P/Wirtanen potrebbe essere abbastanza luminosa da poter essere visibile anche in un "cortile urbano", in quanto la cometa è prevista avere una magnitudine oscillante tra 4.2 e 4, con un picco di magnitudine 3 durante il passaggio del 16 dicembre e nei giorni a seguire (minore è il numero di magnitudine, maggiore è la luminosità).

Le zone rurali sono le più indicate per l'osservazione di questa cometa: si tratta infatti di luoghi privilegiati soprattutto per quanto riguarda il quasi assente inquinamento luminoso, un fenomeno legato all'eccessiva presenza di fonti di luce artificiali che con il loro bagliore sovrastano quello ben più debole delle stelle o, per l'appunto, oggetti luminosi come le comete.
Questa magnitudine cometaria, tuttavia, sarà diffusa su di un'area che si estende per circa tre volte la dimensione della Luna piena, attorno al nucleo ed alla chioma. Attualmente 46P/Wirtanen è tra le stelle giganti Menkab e l'occhio di Turaus, Aldebaran. Si dirigerà lentamente verso l'ammasso delle Pleiadi e nella giornata di domani si troverà all'incirca tra Pleiadi e Aldebaran.
Dove volgere lo sguardo? Sarà possibile vederla guardando verso nord, per la precisione appena poco più ad est del nord, a circa 20-35 gradi sopra l'orizzonte: li si troveranno le Pleiadi e Aldebaran. In ogni caso, si tratta sicuramente di un'occasione da non perdere, anche perché la "cometa di Natale" non tornerà ad una così ridotta distanza nel breve periodo: il prossimo passaggio ravvicinato come quello del 16 dicembre avverrà nel 2038.