Speciale La guerra degli OS

Il 2011 sarà l'anno della guerra degli OS. Chi la spunterà?

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Pensate a Windows, ed a cosa abbia significato, per Microsoft, la sua leadership nel mercato, in termini di ricchezza e successo.
Ebbene, prima di diventare padrone indiscusso della scena degli Operative System, più o meno incontrastato del segmento PC, anche Windows ha dovuto superare una concorrenza agguerrita. All'inizio degli anni 80 c'erano numerosi concorrenti, e Windows non era di certo il sistema operativo migliore. Pensate al MacOS, all' Amiga OS, all'Atari St OS. E ancora Unix, Linux, Next, IBM Os2, BeOs. Nel 2010 la scelta si è ristretta a 3: il leader è Windows in tutte le sue versioni, ed a lui si “oppongono” Mac OSX, disponibile solo sui prodotti Apple, e Linux, per gli utenti più esperti. 
Il 2011 vedrà però una nuova “guerra degli OS”, combattuta senza esclusione di colpi, in un altro settore del mercato: quello del mobile computing. In principio furono Symbian Os, Palm Os, seguiti da Windows Mobile. Poi è arrivato iPhone con il suo iOS e tutto è cambiato. Tutti i sistemi operativi per telefoni e smartphone esistenti sono sembrati di colpo preistorici, compreso Blackberry di Rim, che intanto aveva spodestato Win Mobile nel segmento “business” dei palmari.
A questo punto è entrata in campo Google con il suo Android, che nel 2009, grazie ad una pletora di telefonini di tutte le marche, ha raggiunto e superato le vendite di iOs negli stati uniti, diventando uno dei leader del mercato. Nokia ha appena rilasciato N8, ultimo device ad usare il pur nuovissimo Symbian 3^, ma è pronta a lanciare, in collaborazione con Intel, Meego, nuovo sistema operativo per mobile device (ed anche per NetBook), figlio di Maemo, il primo sistema operativo mobile-open-linux-based datato 2005, con cui Nokia aveva abbordato, senza successo, il mercato dei Tablet.
Dopo varie vicissitudini anche Palm è tornata in gioco con il suo WebOS, da tutti considerato un ottimo sistema operativo, oggi in procinto di essere rilanciato in versione 2.0 dopo che HP l'ha acquistato. E' infatti delle scorse settimane l'annuncio di PlayBook, il tablet made in RIM, mosso dal nuovissimo BlackBerry Tablet OS e basato sul micro kernel QNX.
Infine, solo una settimana fa, Microsoft, abbastanza in ritardo, ha lanciato il suo riscritto Windows Mobile OS 7, che offre un'esperienza su smartphone completamente diversa da quanto visto fin ora. 
Ricapitolando, abbiamo: Apple iOs, Google Android e Google Chrome (per Netbook e Tablet), Windows Mobile 7,  Blackbearry Os6 per i device mobile, e BlackBerry Tablet OS per Playbook, Meego (Intel e Nokia su telefonini e laptop), Symbian 3^ (di cui ci si aspetta in ogni caso l'evoluzione 4^), ed infine WebOs 2.0 di Palm/HP.  
Alcuni di questi sistemi operativi sono "chiusi" e legati ad un solo produttore (iOS, WebOs, BB Tablet OS) ed il loro successo è strettamente legato a quello dell'Hardware che li fa girare; altri sono "aperti" disponibili per più produttori: Android, Windows Mobile 7 e Meego.

Ne resteranno solo tre?

C'è spazio per così tanti sistemi operativi sul mercato? La storia del Personal Computer ci dice di no. Alcuni di questi protagonisti sono già leader e difficilmente la loro posizione potrà essere seriamente compromessa (iOs ed Android su tutti), gli altri sembrano arrivati un po' troppo tardi, ma hanno alle spalle compagnie con enormi capitali e risorse incredibili, come Microsoft, Nokia, Intel ed HP.

Nokia & MeeGo

Può sembrare strano, eppure Nokia, ancora leader nelle vendite mondiali di Smartphone, è di fatto inesistente a livello di immagine negli Stati Uniti, che rappresentano la fetta di mercato più grande a livello di rendita economica e margini di guadagno. In terra d'America, infatti, la scena è dominata da Apple, Google e Rim. Per Nokia, dunque, Meego è l'ultima occasione per sfondare: dovrebbe essere pronto all'inizio del 2011, anche se l'N900 dovrebbe essere il primo device a ricevere un update ufficiale Meego già nel 2010 (non è del tutto chiaro se verrà distribuito ufficialmente agli utenti o ai soli sviluppatori).
Servono però nuovi terminali, nuovo hardware e sopratutto gli accordi con i vari operatori, perchè è così che funziona in Nord America: At&T, Verizon, T-mobile, Sprint sono tutti nomi che dicono poco o niente agli europei, ma la maggior parte dei dispositivi mobile viene venduta ad un massimo di 200 dollari di base, con contratti a pagamento mensile della durata minima di 2 anni.
Una situazione commerciale quasi inesistente in Europa, dove gli utenti sono abituati ad acquistare i telefoni a prezzo "pieno", ma ad utilizzare sim-card ricaricabili o prepagate: un sistema che alla lunga è abbastanza più conveniente (se si fanno poche telefonate e non ci si collega alla rete giornalmente), che non lega l'utente ad un determinato operatore.
L'abbonamento mensile da noi è ancora una soluzione per pochi, ma in rapida espansione grazie alle offerte dati, fondamentali per lo sviluppo del mobile computing. TRE Italia al momento offre le tariffe migliori (sebbene la velocità del loro 3G sia molto inferiore a quanto offerto da Vodafone, ad esempio).
Nokia è dunque ancora leader nel mondo per unità vendute: è una società europea con mentalità europea, e non è stata in grado di creare quelle connessioni commerciali di cui sopra, che sono state fondamentali per il successo di iPhone (AT&T) o HTC (Verizon, Sprint, T-Mobile). Dopo un lungo periodo di letargia Nokia si è però rimboccata le maniche, ha presentato nuovi terminali, e sopratutto ha cambiato CEO e dirigenti del settore smartphone: Meego riuscirà ad imporsi? 

Microsoft & Windows Mobile 7

Microsoft ha dominato il mercato dei palmari per molti anni, rubando spazio ai pionieri come Palm e Symbian, con un prodotto WinMobile forse versatile e ricco di software per l'utenza business, ma che offriva un'esperienza per l'utente al limite del drammatico: frammentazione della ROM, aggiornamenti del'OS legati alle voglie dei produttori Hardware o al buon cuore di sviluppatori indipendenti, per un'idea di "piccolo Windows" che non ha mai funzionato davvero, ed infine una tendenza al crash troppo marcata. Abbiamo dovuto conviverci, ma con l'uscita di BlackBearry prima ed iPhone dopo, i terminali WinMobile (fino alla discreta versione 6.5) hanno perso sempre più terreno, vivacchiando grazie al supporto di HTC, ma lasciandosi indietro notevoli quote di mercato, tanto da diventare un attore marginale, anche a causa del successo dirompente di Android.
Microsoft ha capito la necessità di una riscrittura totale del sistema operativo, ma arriva forse un po' tardi (i primi terminali saranno nei negozi questo Novembre in tutto il mondo). Dalla sua, questo nuovo OS ha sopratutto un'interfaccia originale, una forte integrazione con i social network, e la presenza del pacchetto Office, assolutamente senza eguali. Ma anche grossi limiti quale l'assenza del copia/incolla o la mancanza del multitasking.
Ovviamente va sottolineato come WinMobile7 è sostenuto dalla potenza economica e commerciale di Microsoft (pensi a come in meno di 10 anni si sia ritagliata uno spazio importante nel settore delle console da gioco con il progetto Xbox). Le decine di modelli in uscita al lancio, con HTC a fare la parte del leone, sono la dimostrazione della capacità dell'azienda di mobilitare aziende e produttori.

RIM

Il successo di RIM in questi ultimi 2 anni dominati da iOS prima e Android poi, si è attenuato, ma non si può ancora parlare di crisi vera e propria, soprattutto perché le vendite risultano costanti in tutto il mondo grazie al coinvolgimento dell'utenza Business. Anche qui la riscrittura del sistema operativo, per renderlo semmai più user friendly, è forse un po' tardiva (del resto non è ancora uscito nemmeno un modello con il nuovo OS 6.0), così come preoccupante è la penuria di nuovi modelli ed hardware "top" per il lato consumer del mercato. La situazione di RIM appare sul filo del rasoio, sicuramente il 2011 sarà un anno fondamentale nella sua storia, e forse non sarà un telefonino, ma un tablet a tenerla tra i protagonisti: Playbook. Uno dei primi seri contendenti alla conquista di fette di mercato dei tablet, per ora totalmente in mano ad Apple.

HP/Palm OS

La storia di Palm è costellata di numerosi alti e bassi: prima leader incontrastata del mercato dei palmari (quando erano ancora prodotti per nerd o uomini d'affari), poi con l'ingresso dei vari giganti dell'elettronica o dell'informatica, in perenne crisi finanziaria.
Sembrava essersi risollevata con l'innovativo WebOs ed con il lancio del Palm Pre, ma nonostante un ottimo riscontro della critica, il successo commerciale è stato modesto. Lo sviluppo del sistema operativo è andato avanti, ma per sopravvivere in questo mercato di squali armati di miliardi di dollari, la piccola Palm doveva essere venduta. Più o meno tutti hanno pensato di acquistarla: alcuni per smembrarla e sfruttarne le varie IP, altri semplicemente per far fuori un possibile concorrente. Alla fine, a sorpresa è stata HP ad acquistare Palm per circa un 1 miliardo di dollari. Lo scopo? Integrazione di WebOs nelle proprie stampanti? Scherzi a parte, ricordatevi che HP era uno dei leader nel settore palmari con i mitici iPaq, ed ha dichiarato a più riprese di voler tornare nel mercato Mobile e Tablet con WebOs 2.0. Eppure, non ha ancora dichiarato quando e come lo farà. Imporsi sul mercato con un Palm Pre 2 soltanto con i fondi di HP è possibile. Sarà forse la disponibilità di applicazioni ed una buona rete di accordi commerciali con gli operatori di telefonia mobile USA a determinarne il successo? Vedremo, ma WebOs sembra il contendente meno forte in questa partita.

TechnoloGeek Il futuro delle piattaforme mobile è ancora molto incerto. Il 2011 dovrebbe essere un anno fondamentale per definire i rapporti di forza tra le varie piattaforme e capire quali saranno le prime a soccombere. E' anche vero che si tratta di un segmento in costante crescita, su cui buona parte dell'attuale desktop computing si sta spostando. C'è da dire che Windows divenne "quasi-leader" del mercato PC (senza mai toccare davvero il monopolio grazie a Mac Os e Linux sopratutto) dopo una lotta durata almeno 15 anni, per cui è possibile che anche nel mercato degli smartphone serva ben più di un anno per capire chi sono i vincitori ed i vinti. iOs ed Android sembrano essere gli OS più in vantaggio, con Android possibile leader nelle vendite globali, grazie anche alla diversificazione estrema dei terminali che lo sfruttano, dagli smartphone ai tablet. L'altra faccia della medaglia però si chiama frammentazione: moltissimi device montano versioni diverse del sistema operativo made in Google (1.6 , 2.0, 2.1, 2.2): gli update sono legati alle caratteristiche hardware, certo, ma anche alla disponibilità e alla volontà della casa madre o dell'operatore; una situazione simile a quanto accadeva sul vecchio Windows Mobile, e che rende difficile per gli sviluppatori mantenere la compatibilità delle applicazioni con tutti i telefoni sul mercato.  Per iOS il successo di iPhone, iPod Touch e iPad sembra essere una garanzia di vendite eccezionali, ma Apple produce un solo modello di iPhone ogni anno, e non può coprire tutte le necessità del mercato: una versione con schermo più grande? Una versione con tastiera slide per l'utenza business? Una versione con fotocamera migliore e uscite HDMI? Di sicuro se proponessero diversi modelli potrebbero conquistare ancora più utenti e pareggiare i conti con Android.  MeeGo è una grande incognita, ma Nokia domina le vendite globali da decenni e non si lascerà sfuggire la leadership tanto facilmente; altrettanto farà Microsoft con WinMobile 7, sfruttando la sua incredibile potenza commerciale ed i rapporti con produttori e sviluppatori. Rim Os e WebOs sembrano essere i due contendenti più a rischio. In conclusione, due posti quindi sono già assegnati. Ne rimangono forse due (più probabilmente, uno soltanto). Chi sopravviverà? L'unica certezza è che saranno i consumatori a beneficiare più di tutti di questa concorrenza spietata.