La mia prima live su Twitch: una guida pratica per lo streamer in erba

Compiamo i nostri primi passi nel mondo del live streaming. Ecco cosa conta davvero e i falsi miti che circondano il mondo di Twitch.

La mia prima live su Twitch: una guida pratica per lo streamer in erba
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La piattaforma viola è ormai divenuta il punto di riferimento per gli streamer e i videogiocatori di tutto il globo. Con una crescita di oltre il 100% di ore visualizzate su base annua, Twitch è una realtà impossibile da ignorare e ogni giorno sono centinaia gli utenti che si affacciano al mondo del live streaming per provare a inseguire il sogno di farne un mestiere.
I risultati però, come in tutte le cose, non arrivano per subito e facilmente. Oltre alla costanza e alla perseveranza infatti, occorre comprendere le basi della piattaforma e della community per riuscire ad attrarre il pubblico. Cerchiamo dunque di intraprendere questo percorso acquisendo prima di tutto consapevolezza sui mezzi necessari e sulle condizioni essenziali oggi per diventare uno streamer del domani.

La consapevolezza

Il primo strumento è certamente questo, comprendere la piattaforma e capire come funziona per poterne trarre un reale vantaggio. Dopo aver dato un'occhiata alle linee guida della community e creato il nostro account Twitch, è necessario fare il punto della situazione e comprendere quali siano i nostri punti di forza e i nostri limiti, fra cui anche quelli di tipo economico.
Non è necessario possedere un'attrezzatura professionale e di ultima generazione per avere successo su Twitch. O meglio, è necessario avere un buon setup ma i limiti imposti dalla stessa piattaforma la rendondono estremamente più accessibile rispetto ad altre realtà: Twitch infatti supporta la trasmissione a 1080p e 60fps, con un bitrate massimo di 6000kbps, secondo le linee guida ufficiali.
Questo significa che un uso sapiente dei nostri mezzi ci permetterà di ottenere risultati apprezzabili anche senza spendere cifre irragionevoli, soprattutto quando si è alle prime armi. Abbiamo tutto il tempo per affinare il nostro arsenale, ricordiamoci che i contenuti contano molto di più della confezione!

Le armi del mestiere

La seconda tappa del nostro percorso non poteva non riguardare l'attrezzatura necessaria per riuscire a portare online i nostri contenuti. Un aiuto imprescindibile viene da OBS e da alternative come Streamlabs, una vera e propria cabina di regia che ci permette di personalizzare i nostri contenuti ponendoci come unico limite la fantasia. Questo programma Open Source ci consente di gestire tutti i flussi audio e video, fra cui ad esempio una finestra del computer oppure una console collegata tramite un encoder al nostro PC, oltre ovviamente al microfono e alla webcam.
Tramite questo eccezionale strumento gratuito davvero chiunque può iniziare a masticare il linguaggio dei broadcaster. In OBS potremo creare delle Scene, al cui interno inseriremo le nostre fonti, di qualunque tipo esse siano. Nella finestra di anteprima potremo ridimensionare i vari elementi che andranno a comporre il nostro scenario tipo e in alcuni casi sarà anche possibile impostare dei filtri per modificarne l'aspetto, fra cui anche la rimozione dello sfondo, se siamo provvisti di green screen.
In questo software sarà possibile creare più scene in modo da saltare agevolmente fra l'una e l'altra durante la trasmissione, a seconda del tipo di contenuto che vogliamo mostrare. Per iniziare si consiglia di impostare le più comuni, fra cui una Scena per i gameplay e una per la modalità Quattro Chiacchiere, in cui la nostra webcam sarà la vera protagonista.
Qualora scegliate OBS o delle alternative a pagamento, in ogni caso sarà possibile applicare alle nostre Scene degli overlay, ovvero la grafica e le transizioni che contraddistinguono il nostro canale. In rete esistono numerosi store che vendono interi pacchetti già pronti all'uso. I più intraprendenti potranno dilettarsi con i più comuni programmi di grafica per ottenere un risultato ancora più personale.

Mostrarsi in video

Molti streamer, professionisti e non, utilizzano fotocamere di ultima generazione, principalmente DSLR e mirrorless. Anche in questo caso, perlomeno su una piattaforma come Twitch, se partire con il piede giusto è essenziale, una fotocamera di questo tipo non è certamente obbligatoria. Su OBS ad esempio, tramite l'utilizzo di plugin esterni, è possibile sfruttare come flusso video il sensore fotografico del nostro smartphone. Questa scelta, per quanto possa sembrare curiosa, porta con sé numerosi vantaggi.
Innanzitutto si tratta di una soluzione gratuita, visto che tutto possiedono già uno smartphone. In secondo luogo, il sensore dei nostri smartphone è quasi sempre qualitativamente superiore rispetto alla maggior parte delle webcam in commercio, oltre a garantirci uno stream a 60fps. Qualora invece abbiate già una fotocamera di buon livello, sarà necessario dotarsi di una scheda di acquisizione (o di un pennino) per portare il flusso video al PC tramite HDMI, mentre una webcam di fascia alta garantirà risultati di buon livello senza ulteriori componenti.

La tua voce conta

Mai sottovalutare l'impatto acustico. La vostra voce è un fattore determinante, talvolta più della presenza scenica. Per questo motivo, se all'inizio possiamo trascendere dall'utilizzo di una fotocamera di fascia elevata, conviene sempre dotarsi di un microfono dedicato. Per compiere i primi passi, in ogni caso, la community vi perdonerà sicuramente l'utilizzo del microfono integrato all'interno delle cuffie.

Il setup dello streamer in erba

Dulcis in fundo parliamo dell'hardware necessario per compiere il grande passo. A questo scopo è necessario prima di tutto scegliere il tipo di contenuti che vorremo portare, per poi decidere il tipo di configurazione ideale.
Ad esempio, se il nostro obiettivo è portare in rete i nostri gameplay dalle console di ultima generazione è possibile seguire due strade. La prima prevede l'utilizzo degli strumenti integrati nei sistemi operativi delle console di Sony e Microsoft, bypassando completamente il PC e quindi la cabina di regia.
Se vogliamo arricchire l'esperienza dei fruitori dei nostri contenuti tramite l'utilizzo di overlay e animazioni, la scelta migliore è quella di affidarci al PC attraverso un encoder di tipo hardware, fra cui le soluzioni di Elgato o di AVerMedia, che avranno il compito di catturare il video in uscita dalle console e importarlo in tempo reale sul PC, per poi gestirlo come un qualsiasi flusso video.

Giocare da PC richiede ovviamente uno sforzo aggiuntivo per la nostra macchina, motivo per cui molti streamer optano per un setup a doppio computer. Nel nostro caso, sarà necessaria una singola macchina sufficientemente prestante. In linea di massima, per quanto riguarda la CPU, si consiglia di non scendere al di sotto della fascia media se si tratta delle ultime due generazioni. La soluzione ideale invece è quella di dirottare il lavoro di encoding alla GPU. Le GPU NVIDIA RTX in particolare sono in grado di sfruttare l'encoder dedicato NVIDA NVENC in maniera eccezionale, riducendo enormemente l'impatto sulle performance in gioco e dunque anche nella fruibilità dello spettacolo.

Il mindset

Per concludere, ricordiamo che la caratteristica essenziale per diventare uno streamer è la caparbietà. I primi tempi le nostre sessioni live potrebbero addirittura rimanere vuote ma una buona programmazione e delle trasmissioni ricche di contenuti originali non passeranno certamente inosservate.