La missione TESS per la ricerca di esopianeti nello spazio è pronta a partire

Il telescopio spaziale TESS, successore di Kepler, è pronto a partire nella missione di ricerca di esopianeti il 16 aprile.

speciale La missione TESS per la ricerca di esopianeti nello spazio è pronta a partire
Articolo a cura di

La ricerca di esopianeti (pianeti extra-solari) sta per raggiungere il suo massimo livello con la storica partenza della missione TESS, ovvero Transiting Exoplanet Survey Satellite, che prevede il lancio di un telescopio spaziale in orbita terrestre per scandagliare il cielo stellato. I più attenti ricorderanno il nostro articolo dello scorso anno proprio sull'ultimo ritrovato tecnologico della NASA, gli altri potranno comunque continuare la lettura durante la quale riassumeremo le caratteristiche tecniche più importanti del telescopio spaziale, nonché lo stato attuale dei lavori.
Il lancio è previsto il 16 aprile, una data davvero vicina che da una parte riesce quasi a consolare chi attendeva con ansia la partenza del James Webb Space Telescope, rimandato (ancora!) all'ormai lontano 2020 per una sottostima delle tempistiche di assemblaggio e testing dei suoi componenti.

TESS, come funziona e cosa vede

Nella foto qui accanto potete ammirare il telescopio spaziale TESS in tutta la sua maestosità, un marchingegno tecnologico specializzato alla frequenza del visibile, ovvero ideato per captare le onde elettromagnetiche che corrispondono a quello che vedremmo con i nostri occhi. Può sembrare scontato, ma non tutte le sonde spaziali sono specializzate per captare gli stessi segnali (così come spiegato in questo articolo). Ad esempio il sempre citato James Webb Space Telescope è specializzato nelle frequenze dell'infrarosso per uno scopo scientifico ben preciso e diverso da quello di TESS. Quest'ultimo avrà un obiettivo estremamente semplice da capire: catturare la luminosità di ogni singola stella affinché gli scienziati possano rilevare qualsiasi abbassamento della stessa, così come suggerito dall'immagine. Una diminuzione della luminosità rilevata potrebbe essere spiegata tramite il passaggio di un oggetto di "grandi" dimensione davanti alla stella, nel raggio di visione fra il nostro pianeta e la stella stessa. L'idea è semplice, ma chiaramente richiede che l'orbita del pianeta che gira attorno alla stella osservata si trovi su un piano che abbia un'angolazione opportuna, perché se questo ruota in modo da non passare mai tra la Terra e la stella stessa non sarà possibile identificare un abbassamento della luminosità rilevata.

TESS verrà lanciato in un'orbita terrestre alta ellittica e impiegherà 13,7 giorni per completarla: quando si troverà nella porzione dell'orbita più prossima alla Terra invierà tutti i dati raccolti nei centri adibiti di apposite antenne per ricevere i segnali del telescopio spaziale. Le 4 telecamere di cui è dotato riusciranno a scannerizzare una porzione di cielo, denominata settore, che è decisamente più ampia di quella rilevata dall'ormai superato Kepler.
I due emisferi, settentrionale e meridionale, di tutto il cielo stellato sono stati suddivisi ognuno in 13 settori, per un totale di 26 settori che riescono a coprire all'incirca l'85% dell'intero cielo, un valore 350 volte superiore alle capacità del precedente Kepler (che non vogliamo assolutamente denigrare, ma che ormai sta per lasciarci). Sicuramente non è semplice visualizzare quello che vi abbiamo descritto ma per fortuna la prossima immagine ci viene in aiuto.

Una volta individuati i pianeti è possibile studiarne le caratteristiche analizzando se si trovano nella zona abitabile e sfruttando altri telescopi per capirne la composizione chimica in base alle onde elettromagnetiche assorbite dalla stella che li ospita. Nel 2020 il contributo del James Webb Space Telescope potrebbe diventare fondamentale in questa ricerca, visto che riuscirebbe a tracciare un profilo della potenziale atmosfera di esopianeti che si trovano nella zona abitabile di una stella. Il tutto, ovviamente, per cercare pianeti simili e abitabili come il nostro (o diversi dal nostro?) e studiare le similitudini e le differenze tra il nostro sistema planetario e quello di altre stelle. Se non siete ancora convinti del funzionamento di TESS, vi lasciamo al seguente video della NASA realizzato in modo impeccabile.


Lo stato dei lavori

TESS dovrebbe partire il 16 aprile così come specificato in un'ultima news della NASA. Il lancio sarà effettuato dallo Space Launch Complex 40 al Cape Canaveral Air Force Station in Florida: inizialmente il satellite effettuerà diversi giri attorno alla terra, fino a incrociare la Luna che lo manderà nell'orbita ellittica prevista dalla missione. Qui dovrà orbitare attorno alla terra e scannerizzare il cielo per 2 anni, anche se la durata potrebbe allungarsi senza problemi come già avvenuto per altre missioni spaziali.

Kepler ci ha già confermato l'esistenza di oltre 2.600 pianeti nel cielo ma TESS si concentrerà su stelle più vicine (a meno di 300 anni luce di distanza dalla terra) e dalle 30 alle 100 volte più luminose, così da poter analizzare con più facilità i pianeti rilevati dal telescopio con altri telescopi e determinarne la loro composizione chimica. I più curiosi possono continuare a seguirci su Everyeye perché continueremo a riportare tutte le notizie riguardanti il lancio di TESS.