La pubblicità arriva su WhatsApp, la lotta con Telegram parte anche in Italia?

WhatsApp è pronta a introdurre gli annunci pubblicitari nella sua app di messaggistica, un vantaggio per Telegram?

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Per una volta le fake news ci hanno visto giusto: WhatsApp introdurrà la pubblicità nella sua applicazione di messaggistica. Non si tratta dell'ennesima notizia falsa proveniente dal web, ma quasi di una certezza, confermata da più fonti. La decisione porterà introiti freschi a WhatsApp, che fino a questo momento ha utilizzato un modello di business basato sul concetto di gratuità, a quanto pare non più sostenibile per l'azienda. Del resto, la base di utenti che utilizzano il servizio è molto ampia, ma monetizzare non è affatto semplice, visto che gli abbonati sono ormai abituati ad utilizzarlo senza spendere nemmeno un euro.
E così, dopo aver tolto l'abbonamento annuo nel 2016, i vertici di WhatsApp, che ricordiamo è proprietà di Facebook, hanno cercato un'altra strada per fare profitto, strada che potrebbe però portare a una lotta serrata con Telegram, concorrente principale in occidente e che offre un servizio gratuito e privo di pubblicità.

Si parte dagli "Stati"

Come abituare gli utenti all'inserimento degli annunci pubblicitari su WhatsApp senza che questi rimangano scontenti? Una domanda complessa, ma a cui abbiamo già una risposta. Come confermato da WABetaInfo, l'ultima beta di WhatsApp integra già tutto il codice per gestire gli annunci, codice però non ancora utilizzato. Non è ancora chiaro in che modo saranno sfrutatti, ma sembra certo ormai che l'azienda voglia partire dagli "Stati" per l'inserimento dei contenuti pubblicitari. Una scelta che limita l'invasività degli annunci e allo stesso tempo intelligente, visto che utilizza una funzione minore dell'applicazione, senza intaccare le chat, vero cuore pulsante del software. Sarà un ingresso soft quello della pubblicità su WhatsApp, quasi in sordina, ma propedeutico a preparare gli utenti anche a future espansioni degli annunci in altri ambiti del servizio di messaggistica.
Non bastasse il codice già scovato, a confermare l'arrivo della pubblicità ci ha pensato anche Luca Colombo, Country Director di Facebook Italia, che all'Ey Digital Summit di Capri, svoltosi dal 3 al 5 ottobre scorso, ha affermato che "L'instant messaging è la nuova frontiera di fare business". Parole che vanno di pari passo con quanto dichiarato durante la conferenza F8 di maggio, in cui l'azienda ha parlato per la prima volta delle nuove API che permettono a realtà commerciali di inviare e ricevere messaggi sulla piattaforma. Insomma, le pubblicità negli "Stati" potrebbero essere solo l'inizio. A questo punto, potrebbe non essere una casualità che il co-fondatore di WhatsApp ed ex CEO Jan Koum abbia abbandonato Facebook proprio pochi giorni prima della conferenza F8 di maggio.
Purtroppo, non si conoscono ancora i dettagli sulle modalità con cui WhatsApp intende introdurre i contenuti pubblicitari, che dovrebbero arrivare non prima del 2019, ma la cosa certa è che a trarne vantaggio potrebbe essere Telegram. L'applicazione è ben strutturata e apprezzata da milioni di utenti in tutto il mondo, ma la sua diffusione in Italia è inferiore rispetto a WhatsApp. Cosa faranno quindi gli utenti all'arrivo della pubblicità? Cambieranno bandiera o l'abitudine e la diffusione del servizio nel nostro paese avranno la meglio? Difficile dirlo ora, la cosa certa è che WhatsApp dovrà stare molto attenta nell'introdurre gli annunci pubblicitari nella sua applicazione, perché le alternative non mancano di certo.