La Silicon Valley elogia l'Italia: inventata la lavatrice spaziale

I ragazzi dell'istituto Don Bosco di Verona sono riusciti a inventare la "lavatrice spaziale", ricevendo i complimenti dei colossi della Silicon Valley.

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Spesso ci sono storie che passano in sordina di fronte alla quantità di informazioni che apprendiamo ogni giorno. Tuttavia, quanto avvenuto qualche giorno fa in California merita di essere raccontato. Alcuni studenti dell'istituto Don Bosco di Verona sono riusciti nell'incredibile impresa di farci fare bella figura dinanzi a colossi come NASA, Google, Apple e Qualcomm. Il motivo è presto detto: i ragazzi di quarta del liceo di scienze applicate, "coordinati" dai professori Luca Zanetti, Anna Baruzzi e Andrea Materassi, sono riusciti ad arrivare secondi al Global Innovation Award, evento che premia le migliori invenzioni dell'anno.
In precedenza, il team aveva vinto la finale mondiale della competizione scientifica First Lego League, portando l'Italia sul gradino più alto del podio per la prima volta nella storia. Tutto questo grazie alla "lavatrice spaziale", la loro invenzione che in futuro potrebbe essere utilizzata dagli astronauti delle varie Agenzie Spaziali.

Lavare i capi senza acqua in assenza di gravità

La vittoria a Houston (Texas) e il secondo posto a San José (California) sono molto importanti per il nostro Paese, visto che testimoniano "che i ragazzi e le scuole italiane, quando sono sostenute dai loro territori, sanno eccellere non solo nelle materie umanistiche ma anche nelle cosiddette ‘Stem', cioè le materie scientifiche, scienza, tecnologia, ingegneria e matematica", come si legge nel comunicato stampa della regione Veneto. Pensate che in California le squadre in gara erano 40.000. Per maggiori dettagli, vi rimandiamo al sito ufficiale dell'istituto Don Bosco. In ogni caso, che questi ragazzi siano eccellenti lo abbiamo capito, ma cosa si intende esattamente per "lavatrice spaziale"?

Ebbene, la squadra iDB TECH-NO-LOGIC, questo il nome scelto dai ragazzi, ha pensato a un problema non di poco conto per gli astronauti: quello del lavaggio dei capi. Effettuare quest'operazione in assenza di gravità può risultare particolarmente complesso, motivo per cui gli indumenti degli astronauti vengono spesso dispersi nello Spazio. Inoltre, c'è chiaramente l'esigenza di consumare meno acqua possibile, visto che è disponibile in quantità limitata sull'ISS (Stazione Spaziale Internazionale). Ecco allora che la fibra e l'assieme progettato dagli studenti del Don Bosco riesce a scomporre il tessuto della tuta in modo che possa essere sterilizzata all'interno di una spoletta senza l'ausilio di acqua. Una volta terminata la sanificazione, il tessuto viene ricomposto in modo da riformare il capo originale.

Si tratta di un'invenzione particolarmente importante, visto che va a risolvere diversi problemi in un colpo solo. Non solo gli astronauti potranno lavare i capi senza acqua, usufruiranno anche di condizioni igieniche migliori e ci sarà anche una minore produzione di spazzatura spaziale.
La NASA ha già dimostrato il proprio interesse in merito alla "lavatrice spaziale" chiamata WEMIT, visto che è stato proprio l'amministratore delegato Jim Bridenstine ad annunciare al team del Don Bosco che avrebbe partecipato ai Global Innovation Award. Quest'ultimo evento si è tenuto il 2 luglio 2019 ed è stato trasmesso in diretta su Twitch (potete vedere l'intervento dei ragazzi del Don Bosco a partire dal minutaggio 02:16:15).