La svolta green di Milano: Sala dice addio alle vetture diesel

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha varato il nuovo piano che dovrà completare la transizione di Milano verso le vetture elettriche.

La svolta green di Milano: Sala dice addio alle vetture diesel
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È stata molto criticata, negli ultimi giorni, la decisione del sindaco di Milano Giuseppe Sala di dire basta alla circolazione delle automobili diesel in città. Si tratta di una scelta in linea con quella di altre metropoli europee e che ha lo scopo ridurre emissioni e inquinamento.
Da tempo, con la Terra ormai vicina a una vera e propria crisi ambientale, le amministrazioni hanno iniziato a muoversi per correre ai ripari: capostipite in Italia è stata la giunta Raggi di Roma, ma il segnale lanciato da Sala a Milano pare altrettanto importante e indicativo.

Una scelta coraggiosa ma responsabile

Coraggio e responsabilità, queste le parole con cui Sala ha sottolineato la bontà della sua scelta. La notizia, sin dalla sua diffusione, ha provocato non poche polemiche, in particolare in città, dove i milanesi si sono lamentati per una data di scadenza troppo pressante e arrivata senza alcun preavviso. La normativa, definita "di accompagnamento" e non "di divieto", segue la falsariga di quelle già in vigore a Londra, Parigi e Amburgo e presto potrebbe essere adottata anche da altre grandi metropoli europee.
La delibera della giunta milanese, che sarà varata prossimamente, prevede che dal 21 Gennaio 2019, nell'intero territorio comunale, da lunedì a venerdì, le automobili diesel di classe Euro 3 non potranno circolare, un divieto che, da ottobre dello stesso anno, verrà esteso anche alle Euro 4 e successivamente anche alle Euro 5.

Complessivamente, nelle intenzioni del sindaco, il divieto totale di circolazione entrerà in vigore entro il 2025 quando tutti, secondo la tabella di marcia, si saranno adeguati alle nuove imposizioni. La decisione, secondo il Comune, sarebbe dettata principalmente dai numeri: i dati del Ministero dei Trasporti ci dicono che a ottobre 2017, nella sola provincia di Milano, sono stati registrati circa 276.000 autoveicoli diesel fino a Euro 3, comprensivi di autovetture e mezzi pesanti, mentre gli Euro 4 sarebbero poco più di 618.000. Va da sé che, alla luce di queste stime, l'impatto dovrebbe farsi sentire solo su un numero marginale di automobilisti. In una città come il capoluogo lombardo poi, dove molti utilizzano metropolitana e mezzi pubblici per spostarsi, la scelta dovrebbe farsi sentire ancora meno. A livello di vetture, al 31 ottobre 2017, risultano immatricolate solo 168.000 vetture diesel Euro 3 e 527.000 da Euro 4 in poi. Da qui le polemiche e il malcontento per un blocco da molti ritenuto inutile, visto che andrebbe a impattare su un numero tutto sommato esiguo di veicoli. Malcontento che comunque lo stesso sindaco aveva messo in conto, per un provvedimento destinato a dividere l'opinione pubblica, ma fondamentale per garantire un futuro al nostro pianeta.

Low Emission Zone: come funzionerà

All'atto pratico come avverrà il blocco delle vetture? Il tutto sarà gestito attraverso un sofisticato sistema di telecamere che andrà a delineare una Low Emission Zone, una sorta di anello intorno a Milano in cui si dovranno rispettare tutte le restrizioni imposte. Il divieto sarà valido dal lunedì al venerdì, mentre nei giorni festivi sarà garantita la libera circolazione a tutti. La zona sarà sorvegliata da 180 telecamere che copriranno i confini del capoluogo lombardo, ma la loro adozione sarà comunque graduale. A gennaio, infatti, saranno attive solo dodici telecamere, un numero che consentirà agli automobilisti di prendere le misure al nuovo sistema.
Nel giro di pochi mesi inizieranno a essere coperti anche altri varchi, con l'obiettivo di coprire il 70% del territorio e tenere sotto controllo il 98% della popolazione residente. Ancora mistero sulle zone di posizionamento, ma è chiaro che i sistemi di sorveglianza saranno installati nei pressi di rotatorie o varchi che consentiranno agli automobilisti di effettuare inversione di marcia per evitare sanzioni, che dovrebbero aggirarsi sugli 80 euro cadauna.

La situazione europea

La condizione di Milano è comunque simile a quella di tante altre città del Vecchio Continente. Il tempo limite è stato fissato al 2025, anno in cui nazioni come Norvegia e Olanda saranno totalmente vietate alle automobili diesel. Nel Paese scandinavo l'uso delle auto elettriche è altissimo: si parla di un'immatricolazione su tre, grazie soprattutto agli sgravi fiscali e agli incentivi offerti ai cittadini dal governo. In Olanda, invece, l'iter legislativo non si è ancora concluso, ma le nuove norme potrebbero vietare la vendita e la circolazione di veicoli a propulsione termica già dal 2025. In Germania il cambiamento è in studio già da cinque anni: il Consiglio Federale ha da tempo dichiarato concluso il tempo dei motori diesel, che saranno vietati in tutto il territorio dal 2030.
Nel 2040 toccherà anche al Regno Unito, con i sudditi di Sua Maestà che non potranno più acquistare veicoli a gasolio, mentre il divieto totale di circolazione inizierà nel 2050. Il 2040 sarà l'anno del divieto anche in Francia; sotto la Torre Eiffel le centrali a carbone verranno chiuse già nel 2022, con l'obiettivo di rendere il Paese completamente carbon free nel 2050.