La vita nello spazio potrebbe nascondersi negli oceani di Europa ed Encelado

Cerchiamo di capire perché i satelliti che nascondono acqua liquida sotto la superficie ghiacciata sono scientificamente interessanti.

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Mentre il rover Curiosity è in missione su Marte presso il Gale Crater, in cerca di indizi che possano aiutarci a capire se in passato il pianeta rosso ha ospitato degli esseri viventi, ci sono dei mondi inesplorati che potenzialmente potrebbero ospitare anch'essi la vita. Parliamo dei satelliti Europa ed Encelado, che ruotano rispettivamente attorno a Giove e Saturno, dei quali sappiamo quasi con certezza che al di sotto della loro crosta ghiacciata si nascondono degli oceani di acqua liquida.
Dunque perché fino ad oggi non si è cercato di esplorare questi nuovi mondi in cerca della domanda che più attanaglia l'essere umano, ovvero se esiste della vita al di fuori del nostro pianeta? Nessuno si aspetta un alieno verde con braccia e gambe, eppure anche solo la scoperta di una forma di vita batterica sarebbe un evento di portata storica. Purtroppo tra noi e questi oceani c'è un ostacolo che per ora è estremamente limitante: i chilometri di ghiaccio che ricoprono i satelliti.


L'importanza della ricerca dell'acqua

La ricerca della vita è veicolata da un elemento fondamentale: la presenza di acqua. Tra Venere e Marte senza ombra di dubbio la scelta più logica è esplorare il pianeta rosso, visto che il pianeta della dea dell'amore e della bellezza ha un'atmosfera densa e calda che non può certo ospitare acqua liquida. I rover Spirit (ormai andato perso), Opportunity e Curiosity ci hanno inviato diverse conferme della presenza di acqua sul pianeta del dio della guerra, dunque la strada seguita della NASA per la ricerca di vita extra-terrestre non è di certo errata.

Marte una volta accoglieva vasti bacini di acqua liquida che nel tempo è completamente evaporata visto che l'atmosfera del pianeta è quasi scomparsa a causa del vento solare (in particolare per via della perdita del campo magnetico del pianeta). Ad oggi su Marte fa freddo, la superficie è secca, desolata e quindi invivibile. Questo non esclude che attualmente possa esserci della vita che attende di essere scoperta, magari sotto qualche ghiacciaio che ancora non siamo stati in grado di scovare, ma sicuramente si può dire che le condizioni atmosferiche non sono assolutamente favorevoli a questa ipotesi.

Ecco spiegato perché i mondi acquatici sono nettamente più interessanti dal punto di vista dell'esplorazione per la ricerca della vita nello spazio. Se pensiamo a quante forme di esseri viventi esistono qui sulla terra in un habitat costituito da acqua, perché non potrebbero essercene altri in un satellite come Europa che conterrebbe più del doppio dell'acqua del nostro pianeta? Inoltre lo spesso strato di ghiaccio superficiale è una protezione naturale dalle radiazioni solari e da potenziali asteroidi che viaggiano nello spazio.

Europa ed Encelado, due mondi ancora inesplorati

L'influenza che ha la gravità di Giove su satelliti come Europa è un elemento chiave che garantirebbe il calore necessario per avere acqua allo stato liquido piuttosto che solido, man mano che ci si avvicina al nucleo della piccola luna. In qualche modo il "tiro" dovuto alla gravità del gigantesco pianeta gassoso provoca un movimento interno al satellite. Questo spiegherebbe la continua ricostruzione della superficie di Europa che non è cosparsa dei classici crateri da impatto che possiamo osservare con un semplice binocolo sulla nostra Luna. Le striature nella foto suggeriscono infatti una tettonica delle placche simile a quella presente sulla terra, che indica dunque un certo movimento interno. Questi sono gli indizi più ovvi che portano a pensare a dei vasti oceani al di sotto della crosta di Europa ed il sistema solare ci ha regalato un altro esempio eclatante di mondo subacqueo nei pressi di Saturno: Encelado.

Del satellite Encelado se ne è parlato spesso qui su Everyeye, in particolar modo del geyser di acqua ghiacciata scovato dalle sonde spaziali in esplorazione in prossimità del polo sud della luna. L'analisi di queste emissioni, ovvero lo studio della composizione chimica rilevata grazie agli strumenti con cui è stata equipaggiata la sonda spaziale Cassini, ci ha fornito degli indizi che ci fanno pensare alla possibilità di vita batterica sotto la crosta ghiacciata. Mentre per Europa sembra che la forza di marea sia sufficiente a mantenere attivo il nucleo del pianeta, per Encelado è stato sviluppato un modello che prende in considerazione il centro poroso attraverso il quale fluirebbe l'acqua, che quindi manterrebbe il suo stato liquido passando nel caldo cuore roccioso.
Potenzialmente potrebbero esisterne centinaia o migliaia di questi mondi acquatici, lì nelle zone abitabili di ogni stella, dove la distanza è sufficiente a garantire la presenza di acqua allo stato liquido. Trovarsi troppo vicini o troppo lontani dalla stella ospitante è letale per qualsiasi pianeta o satellite: nel primo caso la temperatura sarebbe troppo alta e l'acqua evaporerebbe, mentre nel secondo caso potrebbe esistere solo allo stato solido.
Nei prossimi giorni continueremo a parlare di questi mondi acquatici e delle potenziali missioni che potrebbero essere finanziate per esplorarli, nonché delle principali problematiche da risolvere. Restate sintonizzati su queste pagine!