La vita pazzesca di John McAfee, tra antivirus, accuse di omicidio e politica

Gli eccessi e il genio di John McAfee, creatore del noto antivirus con alle spalle un periodo di latitanza e una candidatura alla Presidenza degli USA.

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Siamo nel 1986, molti possessori di PC IBM si scontrano per la prima volta con anomalie insolite nell'utilizzo del loro Computer, forti rallentamenti e, in certi casi, fa la sua comparsa nelle schermate del PC dei malcapitati addirittura un messaggio beffardo che invita a contattare due fratelli pakistani per risolvere il problema. La reazione è di panico totale, la gente si chiede cosa stia succedendo e una delle domande che va per la maggiore è: "ma i computer possono ammalarsi"? La risposta come sappiamo bene tutti (a nostro malgrado) è sì - o almeno, sì in senso lato. Ma all'epoca la cosa era meno banale, visto che gli sventurati in questione hanno avuto la sfortuna di avere a che fare con Pakistani Brain, il primo virus per sistemi MS-DOS della storia. E mentre il mondo e i media si interrogavano sul perché qualcuno potesse essere tanto meschino da compromettere il lavoro del prossimo sabotandone il PC, qualcun'altro di più brillante, furbo e, forse, pure un po' mefistofelico ci vide un'opportunità: un giovane impiegato di Lockheed Corporation realizza che se esiste una malattia significa che esiste pure una richiesta per la cura e, studiando approfonditamente Pakistani Brain, riesce a sviluppare un software in grado di debellarlo. Quel giovane è John McAfee e, di lì a poco, sarebbe presto diventato il creatore di uno dei primi antivirus al mondo, nonchè il protagonista di una vita di eccessi, tra mito e realtà.

La fondazione di McAfee Associates, Inc

John McAfee prima di fondare l'omonima compagnia che presto sarebbe diventata multimiliardaria non se la passava esattamente troppo bene. A soli quindici anni perde il padre, suicidatosi dopo aver passato un'intera vita ad essere succube dell'alcol e delle sue atroci conseguenze. Per questo motivo McAfee se la dovrà cavare da solo, arrangiandosi per pagarsi gli studi universitari che comunque riesce a concludere con successo con un Master Degree in matematica. Costretto a rinunciare al dottorato dopo esser stato espulso per aver intrattenuto una relazione con una studentessa, McAfee passa di lavoro in lavoro e da un licenziamento all'altro. In questi anni passa in alcuni dei luoghi della scena del tech più prestigiosi come Univac, Xerox e la NASA. Non sarebbe stato davvero niente male per un giovane neolaureato. Il problema è che John McAfee amava sfondarsi di droga. In altre parole, come nel più anticipato dei cliché, il figlio di un alcolista suicida aveva ereditato gli stessi spettri del padre. Solo che a questo giro non c'erano di mezzo le bottiglie di super alcolici, ma LSD, DMT e cocaina - quest'ultima finì per spacciarla ai suoi stessi colleghi di lavoro mentre lavorava per Omex, un'azienda che si occupava della progettazione di sistemi d'archiviazione dati per aziende.
Dopo un po' di travagli, finalmente riesce a mettersi in sesto e a sistemarsi lavorando per Lockheed. È in quel periodo che coglie la palla al balzo, sfruttando il mare di opportunità fornito da Pakistani Brain (e dagli altri virus che sarebbero seguiti di lì a poco) per fondare nel 1987 la McAfee Associate, una compagnia specializzata nella difesa dei PC dai software malevoli. Ora, il buon John aveva in mano un software che sapeva benissimo essere fondamentale e, infatti, le cose ingranano quasi da subito. Tuttavia si poteva fare di più e per ottenere risultati maggiori serviva che anche il grande pubblico percepisse l'importanza di un software del genere. Nel 1992 è il turno di un altro virus che ha fatto la storia dell'informatica e della cyber sicurezza: Michelangelo.

Il virus, proprio come Pakistani Brain, aggredisce il boot sector di ogni floppy disk inserito in una macchina infetta, diffondendosi a macchia d'olio via via che i floppy passano di mano in mano e di PC in PC. Il virus ad ogni modo, aveva una peculiarità che lo rendeva, in un certo senso, estremamente affascinante: rimaneva dormiente all'interno dei PC per scatenarsi con effetti distruttivi in una data precisa, vale a dire il 6 Marzo, giorno della nascita dell'artista Michelangelo. John McAfee comprende fin da subito le potenzialità della storia e comincia a contattare freneticamente i principali media degli Stati Uniti lanciando l'allarme: "In USA ci sono milioni di PC infetti da Michelangelo, probabilmente anche il vostro lo è e il 6 Marzo farà una brutta fine. La soluzione c'è, si chiama antivirus McAfee. Vi resta poco tempo per acquistarlo prima che sia tardi". Funzionò. Quell'anno metà delle imprese nella lista delle 100 compagnie più di successo di Forbes usavano il software antivirus di McAfee sui propri PC. Ma le persone come John McAfee non amano certo crogiolarsi sugli allori; sicurezza e stabilità sono solo due sinonimi di noia per McAfee che, nel 1994, decide di allontanarsi dalla compagnia che lui stesso aveva fondato. Due anni dopo il suo licenziamento dal ruolo di CEO venderà anche le sue azioni ottenendo una piccola fortuna di 100 milioni di dollari.

Dopo l'uscita dalla McAfee Associates le cose non riescono più ad ingranare come un tempo. John passa da un progetto all'altro senza tuttavia riuscire mai a sfondare veramente. Uno dei progetti a cui lavora è PoWoW. Il fatto che probabilmente vi stiate chiedendo cosa diavolo sia vi fa ben capire l'entità del fallimento del servizio. Anche se al netto dell'ironia PoWoW è stato uno dei primi software di messaggistica istantanea, quindi non proprio una sciocchezza. In quegli stessi anni acquista per 25 milioni una tenuta da 280 acri in Colorado, diventando una sorta di guru della Yoga. In questa fase della sua vita scrive una mezza dozzina di libri sull'argomento, libri che lui stesso chiamerà spazzatura qualche anno più tardi, persa l'infatuazione per la yoga. Nel 1999 fonda pure un gruppo di appassionati di Aerotrekking, gli Sky Gypsies. Per chi si stesse chiedendo di cosa si tratta, l'Aerotrekking è uno sport estremo che prevede il pilotaggio di veicoli che uniscono le ali di un aliante al corpo di una sorta di motocicletta. Una cosa simpatica, ma anche molto pericolosa. Uno sport che costerà a McAfee nel 2006 la morte di suo nipote Joe Gordon Bitow, schiantatosi un canyon nel corso di un volo in New Mexico, dove McAfee aveva comprato un enorme ranch che usava come quartier generale degli Sky Gypsies. L'incidente gli valse anche una causa da 5 milioni di dollari, intentatagli dalla famiglia del passeggero a bordo del veicolo con Bitow, morto sempre nello schianto. E così inizia una lenta discesa che porta il suo patrimonio a crollare dagli oltre 100 milioni del 1996 a circa 4 milioni. Relegato ai margini della scena tech mondiale di lui comincia a sentirsi parlare sempre di meno, finché, nel 2009, non decide di vendere tutto il suo patrimonio e di trasferirsi in Belize.

Le accuse di omicidio e la latitanza

In Belize compra una proprietà immensa sull'isola più bella del Paese e comincia a dedicarsi alla produzione di antibiotici naturali, creando una azienda chiamata Quorumex e assoldando una ricercatrice per dirigere il processo. Come riporta "Gringo: the dangerous life of John McAfee", inchiesta/documentario incentrata proprio sulla permanenza di McAfee in Belize, in questi anni intraprende uno stile di vita sregolato e molto, molto, molto simile a quello di un gangster alla Scarface.

In primo luogo fa delle donazioni estremamente importanti alla polizia locale, come un motoscafo da un milione di dollari da impiegare nella lotta contro il narcotraffico o equipaggiamenti da oltre 100.000€. Filantropia o corruzione? Difficile dirlo. In secondo luogo comincia a sviluppare una forte paranoia che lo porta ad assoldare diversi bodyguard che lui ama chiamare in modo particolarmente sobrio "i miei sicari". Vestiti sempre in divise paramilitari, armati fino ai denti e rigorosamente tutti con la fedina penale sporca, questi bravi ragazzi avevano il compito di proteggere costantemente la vita di John McAfee, vivendo con lui nella sua tenuta. Secondo le testimonianze raccolte nel corso delle riprese di "Gringo", McAfee viaggiava sempre con una colonna di tre veicoli: il suo personale in mezzo e due jeep cariche dei "sicari" in testa e in coda. McAfee in quel periodo sviluppa una forte paranoia, e comincia a pensare che il Governo del Belize lo voglia fare fuori. Nel corso delle interviste rilasciate ai media americani ha infatti più volte fatto intendere che alcuni potenti politici gli avessero chiesto un finanziamento di due milioni che lui, però, non ha mai voluto pagare. Durante la permanenza in Belize si costruisce addirittura un harem personale, intrattenendo relazioni con più ragazze del posto dietro pagamento di ingenti somme del denaro. E fin qua tutto ok. Più o meno. Le prime controversie arrivano nel 2010, quando il nome di McAfee ritorna su un po' tutti i media per via di una notizia curiosa: su un forum di appassionati di droghe chiamato Bluelight compaiono numerosi messaggi di un utente che si fa chiamare Stuffmonger. Stuffmonger nei diversi post dichiara più volte il suo amore per la MDPV, una droga stimolante con effetti simili a quelli della cocaina o delle anfetamine. Gizmodo riuscì a scoprire che dietro all'utente Stuffmonger c'era proprio McAfee.

Ma i veri casini iniziano nel 2012, quando i reparti speciali del Belize gli fanno irruzione in casa alla ricerca di droga. John McAfee aveva infatti un sofisticato laboratorio per ricavare antibiotici direttamente dalle piante, come abbiamo scritto poco su. E lo Stato del Belize aveva motivo di pensare che si trattasse di una copertura per la sintesi di droghe da commerciare online. La polizia effettivamente ritrovò dei panetti di una sostanza che ricordava in qualche modo la cocaina o dei cristalli di meth ma, tuttavia, senza alcun principio attivo che giustificasse un arresto. Nota interessante: ad effettuare l'arresto fu un corpo speciale delle forze dell'ordine locali, noto per essere composto da uomini incorruttibili. Probabilmente si sapeva delle forti donazioni di denaro fatte da McAfee alla polizia locale.
A Novembre dello stesso anno gli muoiono i cani, tutti. Vengono ritrovati con la schiuma alla bocca stesi a zampe in su dalle guardie di McAfee. John non ha dubbi: sono stati avvelenati. Si dà il caso che Gregory Faull, vicino di casa di McAfee e anch'egli cittadino americano, si fosse lamentato in più occasioni dei cani. Anche in questo caso per fare chiarezza sulla vicenda ci viene in aiuto l'ottimo lavoro di Nanette Burstein, la regista di Gringo, che è riuscita a raccogliere la testimonianza di uno dei migliori amici di Faull che, effettivamente, conferma il suo fastidio per i cani di McAfee, raccontando che in più occasioni Gregory avrebbe manifestato l'intenzione di "risolvere la vicenda a modo suo". Che sia stato lui, quindi, ad avvelenare i cani di McAfee è piuttosto certo.

Quello su cui non ci sono parecchi dubbi, invece, è il fatto che il giorno seguente Gregory Faull sia stato trovato morto nella sua casa, con vistosi segni di tortura, decine di bruciature da taser su tutto il corpo e la testa aperta da un colpo di pistola. In breve tempo, John McAfee diventa il sospettato principale. McAfee sul suo blog scrive che la morte del cittadino americano è una cospirazione del Governo del Belize ai suoi danni (vi ricordate la storia della presunta mazzetta non pagata?) e sparisce dai radar dandosi alla latitanza con l'aiuto di uno dei suoi "sicari" più fidati. Di lui si torna a parlare un mese dopo, a dicembre, quando una troupe di VICE TV riesce a raggiungerlo per documentarne la vita durante la latitanza. Viene fatto anche un annuncio trionfale sullo stesso sito di VICE con tanto di titolone "Siamo con John McAfee proprio in questo momento, sfigati". Wow, non c'è che dire, una bella esclusiva non fosse che i ragazzi di VICE nell'articolo abbiano caricato una foto scattata con l'iPhone e con tutti i metadati intatti. In altre parole, avevano rivelato al mondo intero la posizione di McAfee, che aveva scelto il Guatemala per la latitanza. In poco tempo la polizia arriva sul posto e McAfee viene arrestato. Ora, a quanto risulta McAfee non era esageratamente preoccupato della detenzione in Guatemala, visto che quello che temeva di più era semmai l'eventuale estradizione in Belize, dove era accusato di omicidio e che, lo ricordiamo, riteneva un Paese incivile che lo voleva morto. Non è granché chiaro se il discorso della mazzetta non pagata fosse una sorta di alibi da raccontare a pappagallo alla stampa o se, al contrario, ci credesse seriamente. Probabilmente la seconda, come riportano un po' tutti aveva sviluppato una fortissima paranoia in quel periodo. Sta di fatto che durante il primo giorno di detenzione crolla a terra accusando un attacco al cuore, anche se una volta in ospedale non vengono rilevati particolari problemi. Sembra che il suo avvocato, uno dei migliori del Paese oltre che, pare, zio di una delle "concubine" di McAfee, gli avesse detto di non essere in grado di fare un appello formale al tribunale competente prima di una certa ora del pomeriggio. Il che vuol dire che il Guatemala poteva estradarlo da un momento all'altro, insomma, bisognava temporeggiare. Missione compiuta: viene respinto negli Stati Uniti, il Guatemala gli imputa il solo reato di immigrazione clandestina e il Belize non ha una tecnologia forense sufficientemente avanzata per dimostrarne la colpevolezza. Tutto è bene quel che finisce bene. Più o meno.

La candidatura alla Presidenza degli Stati Uniti e il riacquisto della credibilità

Nel 2015, sano e salvo in America, annuncia di volersi candidare alla Presidenza degli Stati Uniti d'America. In un primo momento vuole farsi un partito tutto suo, il Cyber Party. Poi ci ripensa - anche perché organizzare le scartoffie per correre in tutti i 50 Stati degli USA è un'impresa titanica - e opta per il Libertarian Party. Cos'è? Immaginatelo come un Partito Radicale sotto steroidi: fondamentalmente vogliono legalizzare qualsiasi cosa, dalla marijuana all'eroina, credono nel secondo emendamento come - o forse anche di più - i repubblicani, credono che industria e finanza debbano essere deregolamentati, vogliono abbassare le tasse al numero più vicino possibile a zero, ma sono anche dei forti sostenitori dei diritti civili, da quelli degli omosessuali, a quelli delle donne che vogliono terminare la gravidanza, oltre che dei fortissimi sostenitori dello stop all'interventismo militare degli USA. Insomma, un posto in cui McAfee può sentirsi a casa.

Ovviamente il cuore della sua battaglia politica è costituita dalla tecnologia e questo lo rende chiaro fin da subito con un messaggio rivolto agli elettori dove definisce i governanti "tecnologicamente illetterati" e quindi pericolosi, giustificando la sua affermazione con il fatto che molti dei politici vogliano obbligare i produttori di hardware a dotare i propri device di backdoor che permettano di collezionare i dati dei cittadini con estrema facilità. Il problema, oltre all'evidente disprezzo per la privacy degli americani, è che in questo modo si spalancano le porte agli hacker, anch'essi facilitati nel furto di dati. Insomma, nel Libertarian Party McAfee ha campo libero per portare avanti le sue battaglie contro lo Stato spione, l'NSA e lo spionaggio di massa. Purtroppo (o per fortuna) non gli va bene. Alle primarie del partito vinse l'ex Governatore del New Mexico Gary Johnson (quello che non sapeva cosa fosse Aleppo... un tipo simpatico) che alle elezioni vere e proprie riuscì ad ottenere più di tre milioni di voti, un risultato storico per il Libertarian Party americano. Il "nostro" arrivò solo secondo. Ma il bilancio è comunque piuttosto positivo per John McAfee che in questo modo ha riacquistato a pieno titolo la reputazione di "genio della cyber security". È sempre stato un drago nella manipolazione dei media e questo ha giocato a suo favore. Ricordate la strage di San Bernardino negli USA? Suscitò un dibattito fortissimo visto che Apple si rifiutò di decrittare il contenuto dell'iPhone di uno dei terroristi coinvolti. È più importante il diritto alla privacy o la sicurezza della Nazione? Questione lunga che non sta a questo articolo chiarire, vi basti sapere che McAfee né approfitto per dare degli sfigati a quelli dell'FBI sostenendo che fosse un gioco da ragazzini fare breccia in un iPhone. Vero? Falso? Boh, sta di fatto che McAfee si è fatto un bel tour di tutti i principali talkshow americani, finendo nuovamente sotto i riflettori come "il tizio esperto in informatica", dopo secoli in cui era semplicemente "il tizio che forse ha ucciso un altro tizio in Sud America".

Questo articolo fa parte di DIGITAL HAZARD la rubrica di Everyeye.it dedicata alle personalità più controverse del mondo del tech, tra geni borderline, hacker e cybercriminali