'Lamborghini Experience' con Oppo: tra motori e tecnologia

Oppo, main partner Lamborghini, ci ha permesso di vivere un'esperienza unica. Ecco il resoconto completo della "Lamborghini Experience".

speciale 'Lamborghini Experience' con Oppo: tra motori e tecnologia
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Quella che stiamo per raccontarvi non è cosa da tutti i giorni. Grazie a Oppo Italia abbiamo vissuto una delle esperienze tecnologiche e motoristiche più entusiasmanti di sempre: il noto brand di smartphone è infatti uno dei main partner di Lamborghini e in particolare del suo reparto sportivo "Squadra Corse". La collaborazione tra le due aziende ha dato i natali all'Oppo Find X Automobili Lamborghini Special Edition, un'edizione brandizzata e potenziata del già noto Find X. Questa partnership ci ha dato la possibilità di accedere al "Lamborghini Experience", una due giorni all'insegna della tecnologia e dell'innovazione, tra motori e sport, grazie all'"Esperienza Dinamica" di Lamborghini.

Industria, Tecnologia e Innovazione

La storia di Lamborghini inizia nel segno della leggenda: si narra infatti che Ferruccio Lamborghini, già noto e ricco produttore di macchine agricole, non fosse contento della sua Ferrari 250 GT. L'industriale segnalò le sue preoccupazioni direttamente a Enzo Ferrari il quale, piccato per le lamentele, congedò il suo cliente dicendo: "che vuol sapere di auto lei che guida trattori?". Dopo la lite Lamborghini decise di fondare la sua fabbrica di automobili in uno stabilimento appositamente costruito a Sant'Agata Bolognese.


Era il 7 maggio del 1963. Il blasone del toro iniziò la sua rapida ascesa nell'olimpo dell'automobilismo con un susseguirsi di modelli unici, tutti legati al mondo della tauromachia (tranne alcune rare eccezioni). Nonostante i successi, la situazione finanziaria sviluppatasi tra gli anni 70' e 80' costrinse l'azienda a cercare finanziamenti e a rifugiarsi nelle mani di diverse proprietà, fino ad arrivare al salvataggio da parte del gruppo Audi del 1998. Oggi Automobili Lamborghini è un marchio solido che continua a produrre alcuni dei veicoli più performanti e tecnologicamente avanzati che siano mai stati progettati.

L'impianto di Sant'Agata Bolognese, unico agglomerato produttivo dell'azienda, è uno dei fiori all'occhiello dell'industria italiana. L'edificio frontale del complesso ospita il museo della casa automobilistica in cui è possibile ammirare i modelli storici che hanno reso famoso lo stile Lamborghini nel mondo.


Lo stesso stabile ospita gli uffici in cui si studiano le strategie e in cui si pianifica il futuro dell'azienda ma il vero cuore della società si nasconde subito dietro. Attualmente la fabbrica è suddivisa nelle tre linee produttive in cui vengono costruiti tutti i modelli delle vetture in catalogo: Urus, Huracàn e Aventador.

L'impianto, costruito appositamente per la produzione di Urus, il SUV che ha esordito nel 2018, è quello che ci ha impressionati maggiormente per organizzazione e contenuto tecnologico: ciò che salta subito all'occhio, una volta messo piede nello stabile, è l'assoluta pulizia della zona di lavoro. Da una fabbrica di automobili ci si aspetta rumore, sporco e olio disseminato qua e là: la linea produttiva di Urus invece è paragonabile alla corsia di un ospedale.


La produzione si sviluppa su tre corsie, suddivise in stazioni, ognuna delle quali supportata dalla tecnologia industriale più avanzata che sia possibile vedere al giorno d'oggi. Ogni veicolo, a partire dalla semplice scocca, si sposta da una stazione all'altra con l'ausilio di pedane robotiche estremamente precise che allo scadere di un timer, visualizzabile nel mega display digitale posto al centro dell'edificio, passano alla fase di assemblaggio successiva.

Nel frattempo, ogni stazione viene rifornita da piccoli robottini che si muovono tra le corsie in maniera del tutto autonoma e con una precisione impressionante. Tutta la fase di assemblaggio è eseguita a mano e con estrema perizia dagli operai specializzati: in questa fase, i robot vengono utilizzati esclusivamente per le operazioni che richiedono la massima precisione. Insomma, tra uomo e macchina, si sviluppa una simbiosi perfetta. Legame che poi viene trasmesso al prodotto e all'utente finale. Le linee di Huracàn e Avendator sono posizionate in un altro edificio, più tradizionale, ma che conserva lo stesso impianto tecnologico.


In questo caso a spiccare è stata la totale personalizzazione di ogni veicolo: ogni singola macchina è un pezzo unico, che nasconde lo stesso potentissimo cuore. Interni, tessuti, sedili, vernici, areografie, tutto viene confezionato con amore artigianale seguendo le richieste del futuro proprietario: ogni modello in produzione è già stato venduto.

Nella fabbrica di Automobili Lamborghini tradizione e tecnologia convivono pacificamente. Nonostante l'importanza e le dimensioni del marchio (e nonostante la presenza di un colosso come Audi), l'azienda sembra quasi sospesa nel tempo, conservando quell'aria di gestione familiare che ha reso grande l'industria dell'automobile sportiva italiana.

A Day At The Races

Il vero fulcro dell'esperienza regalataci da Oppo si è svolto all'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, grazie all'"Esperienza Dinamica" organizzata dalla Squadra Corse di Lamborghini, il team che si occupa della progettazione e dello sviluppo delle vetture da gara e della crescita dei piloti. Abbiamo potuto testare con mano cosa significhi "pilotare" una vettura progettata per spingersi al limite della fisica: la giornata si è sviluppata tra una prova su strada e un giro sui simulatori, il tutto condito da tanti approfondimenti con i piloti e con gli altri membri del team. Raccontare cosa si prova alla guida di una Lamborghini Aventador SVJ, una "bestia" da 770 cavalli, non è cosa semplice: la pista da gara ci ha dato la possibilità di spremere la vettura (e fidatevi, all'inizio anche con un certo timore).


La sensazione dovuta all'estrema accelerazione è paragonabile solo a quanto si può provare sulle attrazioni di un parco giochi. Ciò nonostante, una volta fatta l'abitudine e presa la giusta confidenza, subentra l'ebrezza di essere in controllo totale, ci si sente un tutt'uno con la vettura che, tenendoci a pochi centimetri dall'asfalto, riesce a regalare emozioni uniche. Giro dopo giro ci siamo resi conto delle potenzialità delle varie vetture e ad ogni curva si avvertiva la sensazione di poter fare molto di più.


Persino con Urus, un SUV dalle dimensioni importanti, le cose non sono cambiate con prestazioni simili a quelle di un'auto da competizione. Solo con il giro finale, effettuato con un pilota professionista alla guida, abbiamo intuito le reali capacità di un'automobile Lamborghini. A noi è toccata Abbie Eaton, campionessa del circuito GT, diventata famosa come test driver ufficiale della celebre serie televisiva The Grand Tour.


Il Gaming al servizio del Motorsport

Un aspetto fondamentale di ogni moderno team di sviluppo automobilistico è quello dei simulatori virtuali. Ogni pilota che si rispetti effettua ore ed ore di allenamento sui simulatori, permettendo agli ingegneri di studiare e sviluppare le strategie migliori per ogni profilo di gara. Nel paddock che ci ha ospitati erano presenti tre postazioni, ognuna configurata per rispondere ad un determinato profilo di difficoltà: la prima priva di feedback, la seconda con feedback su volante e pedaliera e l'ultima, la più realistica, con feedback idraulico. Sui i PC messi a disposizione da Squadra Corse girava una versione personalizzata di Assetto Corsa Competizione (qui trovate la nostra recensione del gioco): i tecnici ci hanno spiegato l'estrema configurabilità del software che rende realistica l'esperienza di guida virtuale. Anche se nel caso specifico non è stato possibile effettuare una prova, il team ci ha rivelato l'utilità che assume la tecnologia della realtà virtuale nel loro settore.


Per concludere, "Lamborghini Experience" con Oppo (tutte le immagini dell'articolo sono state fatte con un Oppo Reno 10x, di cui potete leggere la recensione qui) è servita a farci conoscere il legame sempre più stretto che lega la tradizione automobilistica alle nuove tecnologie. Una simbiosi perfetta che si esprime dalla fase di progettazione fino ad arrivare alla guida. Il futuro dell'industria e della competizione sportiva vanno in questa direzione e consentiranno di ottenere risultati sempre più impressionanti.