Le basi di Blockchain e Bitcoin: cosa sono e perché sono mal visti da molti

Spieghiamo con parole semplici due concetti estremamente complicati come quelli di Blockchain e Bitcoin e perché sono mal visti da molti.

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Le criptovalute stanno diventando molto popolari, tanto che ormai anche la televisione generalista ha iniziato ad occuparsene. Come ogni novità di questo tipo, però, la confusione che aleggia nell'aria è ancora tanta e lo è ancora di più la preoccupazione di chi non riesce a comprendere i meccanismi dietro a questa valuta virtuale. Si parla di Bitcoin e Blockchain da anni e su queste pagine abbiamo approfondito l'argomento più volte, dal 2014 ad oggi, ma tutto è "esploso" solamente ora. Ecco perché abbiamo deciso di scrivere questo speciale, nel quale andremo a spiegare con parole molto semplici ed alla portata di tutti le basi di Bitcoin e Blockchain, riducendo al minimo possibile i tecnicismi. Questo è quindi un articolo dedicato ai neofiti, se siete esperti vi rimandiamo alle guide approfondite già pubblicate tempo fa qui su Everyeye.

Che cosa sono i Bitcoin e la Blockchain?

I Bitcoin sono una valuta virtuale, utilizzata per lo scambio di beni e servizi e basata sulla crittografia per la convalida delle transazioni, ecco perchè viene chiamata anche criptovaluta. Esistono miriadi di criptovalute di questo tipo: dal Litecoin all'Ether passando per Ripple e Monero. Per funzionare correttamente, i Bitcoin hanno bisogno di un gigantesco sistema per immagazzinare i dati digitali che consentono di effettuare le varie transazioni. Per fare questo, c'è chiaramente bisogno di un enorme "magazzino digitale" che mantiene al suo interno tutte le informazioni, funzione in questo caso svolta dalla Blockchain, che contiene lo storico di tutte le transazioni di Bitcoin avvenute dalla sua nascita ad oggi. Questo è il primo elemento fondamentale per il funzionamento dei Bitcoin: il salvataggio dei dati. Se rapportiamo Internet al complesso mondo delle criptovalute, Bitcoin potrebbe tranquillamente essere Facebook, mentre l'HTTPS (ovvero il protocollo che ci consente di visualizzare la pagina web del suddetto social network) potrebbe essere la Blockchain.

É la Blockchain il vero centro nevralgico del "sistema Bitcoin", anche dal punto di vista della sicurezza. Immaginatevi una serie di blocchi contenenti varie informazioni che non risultino in alcun modo "modificabili". Ogni 10 minuti circa viene inserito un blocco di transazioni da 1MB che va ad aggiungersi alla blockchain, che viene scaricata in tutti i computer del mondo che la utilizzano. In questo contesto, se qualcuno tenta di "hackerare" anche solo una singola parte del sistema, gli altri si accorgeranno dell'inganno e potranno così evitare qualsiasi tipo di problema. Serve, infatti, il consenso del 50%+1 degli utenti della rete per decretare un blocco come "verificato". Parola chiave: sicurezza.
Molto importante è anche il fattore tracciabilità. Nella blockchain le transazioni vengono continuamente salvate in tutti i computer della rete: è possibile, dunque, risalire alla loro "storia", da dove sono partite fino a dove sono arrivate. Infine, capite bene che tutto questo meccanismo porta all'esclusione delle banche dalle transazioni: si può quindi parlare di "decentralizzazione". Le parole chiave, dunque, sono: salvataggio dei dati, sicurezza, tracciabilità e decentralizzazione.

Blockchain è la vera rivoluzione, ancor più di Bitcoin

Nonostante in molti si stiano ancora concentrando esclusivamente sui Bitcoin, la vera e propria rivoluzione verrà fatta dalla tecnologia alla base di essi: la Blockchain. Infatti, come avrete intuito dal paragrafo precedente, si tratta di un qualcosa che non è "hackerabile" ad oggi. Mentre i Bitcoin potrebbero rivoluzionare il nostro modo di intendere le transazioni, la blockchain potrebbe essere il prossimo Internet: cosa che sconvolge completamente il mondo in cui viviamo. Già lo scorso giugno parlavamo su queste pagine di alcuni suoi possibili usi alternativi. In quel caso avevamo descritto la possibilità di aiutare l'ambiente e la possibile applicazione alle elezioni politiche. Questi sono, però, solamente due esempi di interessanti utilizzi della Blockchain. Pensate ad uno degli argomenti più chiacchierati degli ultimi tempi: le fake news. Applicare alle notizie lo stesso sistema alla base delle criptovalute consentirebbe di risalire alla loro provenienza e con particolari algoritmi si potrebbe catalogarle come "verificate" o "non verificate". Insomma, siamo dinanzi a qualcosa con delle potenzialità realmente infinite.

I Bitcoin sono probabilmente la cosa più tracciabile che esista

Sfatiamo un mito: non solo le criptovalute sono tracciabili, ma sono probabilmente la cosa più tracciabile che esista. In merito a questo, riportiamo una dichiarazione della Bitcoin Foundation Italia risalente al 2014, molto prima che le criptovalute diventassero mainstream: "Ogni singola transazione [di Bitcoin] viene registrata sulla banca dati Blockchain, in maniera condivisa, pubblica e liberamente scaricabile su tutta la rete dei nodi. Ogni transazione (lecita o illecita che sia) rimane visionabile a costo zero e "per sempre" su questa banca dati; pertanto ogni operazione se analizzata con gli adeguati strumenti può essere facilmente tracciata e dimostrata nelle sedi competenti. A riguardo si cita la ricerca della Cornell University, scaricabile a questo indirizzo. Questa ricerca dimostra, in poche parole, che utilizzare il Bitcoin per scopi illeciti è perfino più rischioso di usare denaro elettronico o trasferimenti bancari". Nonostante questo, però, come in praticamente qualsiasi cosa, i malintenzionati hanno comunque trovato il modo di risultare praticamente non tracciabili. Non stiamo qui a spiegarvi nel dettaglio i metodi che queste persone utilizzano, ma è fisiologico che una tecnologia così potente venga sfruttata anche per scopi poco legali.

Perché molti parlano male delle criptovalute?

Come già accennato nell'introduzione, ogni nuova innovazione porta con sé una valanga di detrattori della stessa. C'è chi non aveva mai nemmeno sentito parlare prima di criptovalute ed ora tutto d'un tratto si improvvisa esperto e chi invece semplicemente non ripone alcun tipo di fiducia nelle valute virtuali. Una cosa è certa: nessuno sa esattamente se il Bitcoin sia una bolla destinata a scoppiare o meno, ma è giusto dire che ci sono moltissimi rischi nell'investire nelle criptovalute. Accedendo negli ultimi giorni all'App Store, avrete sicuramente notato come l'app più scaricata sia tale "Coinbase - Bitcoin Wallet". Ebbene, questo a nostro modo di vedere non è assolutamente un buon segnale. Infatti, chiunque può ora investire in criptovalute comodamente dal proprio smartphone e con pochi semplici passaggi. Di primo acchito questa potrebbe sembrare una cosa positiva: sembra che tutti stiano iniziando a credere nelle criptovalute. Il problema è che moltissime persone stanno investendo i propri soldi reali senza nemmeno sapere come funziona il tutto, attirati solamente dalle possibilità di guadagno. Peccato che il mondo delle criptovalute sia altamente instabile e che il rischio di "scottature" sia perennemente dietro l'angolo se non si sa dove andare a parare.

Pensate che Charlie Lee, il creatore di Litecoin, ha esso stesso bollato l'acquisto della sua criptovaluta come "estremamente rischioso". "Sono dispiaciuto di dover spegnere il vostro entusiamo", ha dichiarato Lee ricordando l'instabilità di LTC, che solamente poco tempo fa ha perso il 90% del proprio valore, passando da 48 a 4 dollari. Questo, però, non sembra aver spaventato per nulla gli utenti, che continuano ad investire ingenti somme di denaro nella criptovaluta in questione. In questo contesto estremamente complesso è normale, dunque, che in molti non vedano di buon occhio queste nuove valute virtuali.