Le Challenge più assurde del web, dalla Ice Bucket a quelle più pericolose

La FaceApp Challenge è solo l'ultima di una lunga serie di challenge dei social network, che diventano spesso molto pericolose.

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Negli ultimi anni sui social sono arrivate delle sfide, nate inizialmente sotto una buona luce (come la Ice Bucket Challenge), sfociate poi in campi pericolosi. Non stiamo parlando di fenomeni come la FaceApp Challenge, uno dei trend dell'estate 2019, ma di sfide che, per colpa della competitività e dello spirito di emulazione, hanno messo in pericolo chi cercava di portarle a compimento.
Un fenomeno molto rischioso, quello delle "Challenge", ma anche sfaccettato e di difficile interpretazione, almeno nei suoi risvolti più pericolosi.

Pausa e Flip Bottle Challenge

La Pausa e Flip Bottle Challenge è un esempio di sfida molto popolare ma fortunatamente non rischiosa. Le due sfide sono diventate virali soprattutto grazie ai numerosi atleti famosi che hanno deciso di prenderne parte.
La prima è sicuramente la più nota ed ha fatto il giro del web, e nonostante sia emersa qualche anno fa è ancora oggi in voga nei social network.
Come suggerisce il nome, la sfida consiste nel bloccarsi completamente quando arriva l'input da parte di un'altra persona. Vince chi riesce a non muoversi fin quando non arriva il comando opposto.
Ad alcuni è stato imposto lo stop mentre si lavavano i capelli e stavano versando lo shampoo in testa, ad altri invece mentre versavano lo zucchero nel caffè o mentre andavano in bici. In quest'ultimo caso, dal momento che non potevano pedalare o svoltare, non è rimasta altra scelta che cadere, perdendo quindi la sfida.

La Flip Bottle Challenge è andata di pari passo con la moda della dab, ed è probabilmente la seconda più famosa dopo la Ice Bucket.
L'aumento della popolarità è stato registrato nel 2012, quando uno studente del Minnesota ha pubblicato sul web un video che lo ritraeva mentre lanciava una bottiglietta e questa atterrava sul pavimento sempre in piedi. Il filmato è rapidamente diventato virale e molti vip, tra cui il calciatore del Manchester United, Paul Pogba, hanno deciso di partecipare alla sfida. Nonostante i video sembrino facili, però, la Flip Bottle Challenge richiede una padronanza della tecnica. Quindi occhio prima di mettervi alla prova!

Ice Bucket Challenge

Tra le sfide del web è sicuramente la più nobile. Lanciata nel 2014, la Ice Bucket Challenge aveva lo scopo di sostenere i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica. La sfida richiede di versarsi addosso un secchio pieno d'acqua e ghiaccio e nominare tre persone che avrebbero dovuto fare lo stesso nelle 24 ore successive. Il tutto ovviamente doveva essere condito da una donazione alle associazioni che si occupano di raccolte fondi per sostenere le ricerche.
Questa challenge è diventata popolare nell'estate di cinque anni fa, quando una donna di New York aveva pubblicato un video e nominato alcuni amici. La campagna è diventata virale grazie all'ex giocatore di baseball Pete Frates, a cui era stata diagnosticata la SLA, che ha iniziato a pubblicare sul proprio account Twitter filmati degli amici.
Secondo i dati diffusi dai social network, su Facebook negli Stati Uniti sarebbero stati condivisi 1,2 milioni di video, mentre su Twitter il numero sarebbe pari a 2,2 milioni. L'AISLA in Italia ha raccolto 2,4 milioni di Euro. Secondo L'ASLA Association, nel 2015 la sfida ha contribuito con 115 milioni di Dollari di donazioni.

Dalla Fire Challenge alla Kiki Challenge

Purtroppo però non tutte le sfide hanno scopi nobili, ed in alcune circostanze hanno anche provocato dei morti. E' il caso dell'assurda Fire Challenge, che era diventata virale nel 2015 e consisteva in una "sfida di coraggio" che consisteva nel cospargersi il corpo con la benzina per poi darle fuoco. Tra i requisiti figuravano una doccia o una piscina in cui gettarsi dentro per interrompere in tempo la combustione.
Una sfida assurda, che ha provocato un morto in America, dove un bambino ha tentato di replicare le stupide gesta viste online. L'episodio ha avuto un eco importante sulla stampa a stelle e strisce, ed alcune associazioni dei genitori hanno chiesto ai vertici di YouTube di eliminare i filmati per evitare le emulazioni.

Più recente invece la "In My Feeling Challenge", anche nota come "Kiki Challenge". La pericolosità però è la stessa in quanto la sfida, ancora oggi popolare, prevede che i partecipanti scendano della vettura in movimento per ballare sulle note del brano del rapper canadese Drake. La pratica non è sicura e molti infatti sono andati incontro a pericolosi incidenti, restando investiti dalle vetture che venivano dalla direzione opposta, al punto che l'ente americano dei trasporti è stato costretto a diffondere un comunicato per scoraggiare ulteriori episodi emulativi.

Bird Box Challenge

Come suggerisce il nome, la sfida è nata sull'onda dell'entusiasmo dell'omonimo film di Netflix, che ha ottenuto un successo importante anche in Italia. Tuttavia, si è trattato di una challenge molto pericolosa, in quanto richiedeva di vagare bendati come il protagonista della pellicola, mentre un amico riprendeva "l'impresa" con lo smartphone.
Fin qui nulla di strano, se non che in molti hanno iniziato a farsi filmare mentre attraversavano la strada o scendevano dalle scale mobili, rischiando addirittura di essere coinvolti in incidenti mortali.
I gestori dell'account Twitter di Netflix sono immediatamente corsi ai ripari con un tweet, in cui hanno invitato gli utenti a non rischiare la vita o di farsi male con la Bird box Challenge. "Non sappiamo da dove sia iniziata questa moda, ed apprezziamo che il film vi sia piaciuto, ma Boy e Girl desiderano solo che non finiate in ospedale a causa di un meme" recitava il messaggio, che evidentemente non è stato accolto da una 17enne dello Utah che ha provocato un incidente stradale mentre guidava bendata in autostrada.
Sulla Challenge è intervenuta anche l'associazione americana dei genitori, che ha chiesto a Netflix la rimozione del film dalla piattaforma. Sulla sfida si è espressa anche la federazione dei ciechi Nfb, che l'ha condannato in quanto "offre uno spaccato distorto di cosa significa veramente non poter vedere".