Le nebulose, le opere d'arte dell'Universo

La natura è forse la miglior artista mai esistita. La sua tela? Il freddo vuoto dell'Universo e le brame cosmiche.

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Da qualunque punto di vista lo si guardi, il nostro pianeta riesce sempre a stupire per la sua maestosa bellezza. Verdi praterie, terre aride e incontaminate, montagne innevate e luoghi estremi, alternati dal fuoco e dal gelo. Insomma, non manca davvero niente. Nonostante non si conosca (ancora) un posto tanto unico nell'intero Universo, il cosmo riesce ad essere altrettanto maestoso.
Non è difficile trovare panorami mozzafiato in un luogo così tanto incredibile e - quasi - infinito. Negli anni infatti abbiamo osservato centinaia di "spettacoli extraterrestri", dalle supernove ai buchi neri a stelle grandi quanto il sistema solare. Alcune delle più grandi opere d'arte dell'intero cosmo sono, senza ombra di dubbio, le nebulose. Pennellate di colori cosmici che riempiono il grande freddo vuoto lasciato dall'Universo, ed ecco i migliori "quadri" che ci ha regalato il miglior pittore di sempre: la natura. Prima però, è giusto spiegare cos'è una nebulosa.

Cos'è una nebulosa?

Bastano semplicemente 7 parole: agglomerato interstellare di polvere, idrogeno e plasma. La maggior parte di queste opere d'arte si formano grazie al collasso gravitazionale del gas, altre sono invece il risultato dell'esplosione di una supernova. Ma ne esistono di diversi tipi, e possono essere:

PLANETARIA

Le nebulose planetarie sono nebulose che si formano dal gas espulso dalle stelle a bassa massa (come il Sole) quando si trasformano in nane bianche.

PROTOPLANETARIA

La nebulosa protoplanetaria si presenta nelle ultime fasi dell'evoluzione stellare, ovvero quando l'astro si trova tra la fase gigante rossa - nana bianca.

SUPERNOVA

Una supernova si forma quando una stella di grande massa raggiunge la fine della sua vita. Al termine della fusione nucleare che avviene nel nucleo, la stella collassa su se stessa. Il gas dell'esplosione andrà poi a formare uno spettacolo cosmico.

NEBULOSE A EMISSIONE E A RIFLESSIONE


Le nebulose a emissione contengono gas ionizzato (per la maggior parte idrogeno ionizzato) che emette luce di vari colori. Quelle a riflessione non producono una propria luce visibile a sufficienza, ma riflettono invece la luce delle stelle nelle vicinanze, si formano quando le stelle (o la stella) vicine non sono calde abbastanza per causare la ionizzazione del gas.

NEBULOSE OSCURE

Le nebulose oscure sono grandi nubi contenente in gran maggioranza gas (idrogeno ed elio) ed una piccolissima frazione (circa 1% in massa) di polvere; sono tra gli oggetti più freddi conosciuti in campo astrofisico, con temperature interne dell'ordine di 10 Kelvin (-263,15° C vicino allo zero assoluto), e quindi molto difficili da osservare a temperature così basse.
Fatte le dovute presentazioni, di seguito potete osservare alcuni dei "quadri" più suggestivi dell'intero cosmo.

Nebulosa elica


La nebulosa elica è una delle più vicini alla Terra, chiamata anche l'Occhio di Dio, è di tipo planetario e si è formata alla fine della vita di una stella di tipo solare. La nebulosa si trova a circa 650 anni luce dal nostro pianeta, nella costellazione dell'Aquario, e ha una dimensione di circa 2.5 anni luce.
Sulla base della velocità di espansione, di circa 31 chilometri al secondo, si stima che abbia 10.600 anni.
Pensate che questo magnifico spettacolo si è formato quando una stella, ormai al suo ultimo respiro, ha rilasciato i suoi strati più esterni nello spazio. Il minuscolo punto blu visibile al centro dell'immagine è una nana bianca, una stella grande quanto la Terra, ma con all'incirca la stessa massa della stella precedente. Uno dei più spettacolari esempi di morte stellare.

Nebulosa Anello

Molti confondono la nebulosa ad anello con quella ad elica, ed hanno ragione, visto che sono molto simili. Si tratta di una nebulosa planetaria visibile nella costellazione boreale della Lira, che dista circa 2.000 anni luce dalla Terra e ha un diametro di circa due anni luce.
Perfino i piccoli telescopi possono osservarla se in condizioni adatte (ovviamente non si avrà la qualità visiva mostrata in foto). L'anello di gas più esterno è stato creato dagli strati della fase finale della stella, mentre l'anello più piccolo, di colore blu, è causato dall'emissione dell'elio di una nana bianca che, come un diamante, si trova al centro della struttura. La nebulosa si espande all'incredibile velocità di 70.000 chilometri all'ora, e lo farà per almeno altri 10.000 anni.

Pilastri della creazione


Il nome "Pilastri della creazione" non è quello ufficiale, ma si riferisce ad una fotografia immortalata dal telescopio spaziale Hubble (una delle migliori di sempre tra l'altro). Quelle in foto sono infatti delle colonne di gas interstellare e polveri che si trovano nella Nebulosa Aquila. I "pilastri" sono chiamati Colonna I, Colonna II e Colonna III, sono stati creati grazie all'azione del vento stellare delle stelle giganti dell'ammasso aperto centrale. La massa totale delle aree più dense è circa 200 volte quella del Sole. La brutta notizia è che, molto probabilmente, la forma attuale di questa "costruzione cosmica" sia stata cambiata profondamente da una supernova circa 6.000 anni fa. Tuttavia la luce che mostrerà la nuova forma della nebulosa non raggiungerà la Terra ancora per un altro millennio, godiamocela finché possiamo.

Nebulosa Omuncolo


Quella Omuncolo è una nebulosa a emissione che circonda la stella massiccia Eta Carinae, una stella binaria la cui componente principale è una ipergigante blu (una stella più grande di una supergigante, che può essere fino a 100 volte quella del Sole). La nebulosa potrebbe essersi formata circa 7.500 anni fa, in seguito all'esplosione di una stella che fu visibile nel 1841.La luminosità dell'esplosione fu talmente potente che in quel periodo divenne la stella più luminosa di tutto il cielo, seconda solo a Sirio, una stella bianca che si trova ad una distanza di 8.6 anni luce (in confronto ai 7.500 anni luce di distanza di Eta Carinae).

Nebulosa Eschimese


La nebulosa Eschimese, nota anche come nebulosa Clown, deve il suo nome alla sua particolare forma dall'aspetto simile alla testa di una persona racchiusa dal cappuccio di una giacca a vento (come un eschimese appunto). La struttura è, per certi versi, ancora incompresa da parte degli astronomi. Si tratta di una nebulosa planetaria formata da due involucri e circondata dai gas che componevano gli strati esterni di una stella di tipo solare 10.000 anni fa. I filamenti interni del "cappuccio cosmico" sono espulsi da un forte vento di particelle proveniente dalla stella centrale, mentre gli insoliti filamenti esterni, color arancio, hanno lunghezze dell'ordine di un anno luce. La nebulosa si trova a circa 5.000 anni luce dalla Terra, e al suo centro si trova una nana bianca.

Barnard 68


Barnard 68 è una nebulosa oscura, che si trova a circa 500 anni luce dalla Terra nella costellazione dell'Ofiuco. La nebulosa, che sembra una macchia solare, è in realtà una zona molto povera di stelle ma piena di polvere interstellare e con temperature freddissime: circa 16 K (-257 °C). Questo ammasso polveroso, come quasi un buco nero, impedisce la vista di circa 3.700 stelle della Via Lattea (circa un migliaio sono visibili nell'infrarosso). Caratteristiche di Barnard 68 indicano che la nebulosa è vicina al collasso gravitazionale, che avverrà tra circa 100.000 anni e la porterà a diventare una stella. La dimostrazione perfetta che dopo un giorno buio arriverà sempre la luce.
Nonostante lo spettacolo delle immagini sopra riportate, è bene focalizzarsi in un piccolo dettaglio che quasi tutte le immagini offrono: l'ordine e il disordine. Questi ammassi non sono altro che.. ammassi, che formano un caotico spettacolo ordinato. Come diceva Nietzsche: "Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante."