Le origini di Oumuamua, il primo asteroide interstellare avvistato

L'analisi dei dati ricavati dall'osservazione di Oumuamua ha finalmente svelato qual è la storia pregressa dell'asteroide interstellare.

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Una delle notizie più interessanti del 2017 dal punto di vista astronomico è indubbiamente la scoperta del primo oggetto interstellare che attualmente si sta dirigendo al di fuori del nostro sistema solare. L'asteroide è stato scoperto da Rob Weryk, un ricercatore dell'università delle Hawaii, che ha denominato l'oggetto Oumuamua (in hawaiano significa "messaggero che viene da lontano e arriva per primo"). All'inizio si pensava che fosse una cometa, poi un asteroide del sistema solare, ma solo alla fine la comunità scientifica si è accorta che si trattava di un qualcosa che arrivava dall'esterno del nostro sistema planetario.
La strana forma che ricorda un sigaro gigantesco (come visibile nelle foto) è stata dedotta dalla luminosità osservata: questa varia in modo periodico aumentando di circa 10 volte, un dato che ha portato gli astronomi a dedurre che l'asteroide sia lungo più o meno 400 metri e la sua larghezza sia all'incirca un decimo della sua lunghezza.

Cosa sappiamo di Oumuamua?

Nonostante il nome dell'asteroide alluda a una sorta di messaggero inviato da qualcuno verso il sistema solare, non è stato scoperto alcun segno di vita intelligente, ovvero di qualche messaggio nascosto nella sua struttura.
L'oggetto è composto da ghiaccio all'interno e da una superficie ricca di carbonio, la sua orbita è stata classificata come inusuale (rispetto agli asteroidi e alle comete che provengono dal sistema solare stesso) e la velocità con la quale si sta allontanando dal sistema solare è di 26 km/s.
Questi sono i dati che per ora sono stati pubblicati come "certi", mentre il progetto Breakthrough Listen cerca eventuali evidenze di una forma di vita intelligente. Possiamo scartare senza alcun dubbio l'ipotesi di una strana nave spaziale proveniente dallo spazio lontano.

Da dove viene l'asteroide interstellare?

Ricostruendo il movimento dell'oggetto grazie a più "foto" scattate negli ultimi mesi è stato possibile capire che Oumuamua proviene da un punto vicino alle Pleiadi, un ammasso aperto di stelle (ovvero un raggruppamento di stelle vicine che si influenzano l'un l'altra con la propria gravità). Nel suo lungo viaggio l'asteroide avrebbe superato 109 stelle a una distanza di circa 16 anni luce, secondo la traiettoria ricostruita da alcune simulazioni.
Tra queste, ci sarebbero cinque stelle appartenenti alle Pleiadi vicino alle quale Oumuamua avrebbe avuto una velocità molto bassa rispetto al loro movimento.

Se si considera che è probabile che l'oggetto interstellare sia stato espulso dal proprio sistema a una velocità paragonabile a quella del sistema stesso, è plausibile pensare che Oumuamua provenga proprio da una di queste stelle appartenenti alle Pleiadi, vista la bassa velocità registrata rispetto a quelle stelle nelle simulazioni effettuate durante le ricerche.

Quand'è che Oumuamua è stato buttato fuori dal suo sistema?

Solitamente le stelle hanno una velocità di movimento "nella media" quando si spostano nella galassia e questa subisce forti variazioni quando queste stelle incontrano altre stelle davvero massive o nuvole molecolari che esercitano una forte gravità.
Rispetto alla velocità media del resto della galassia, Oumuamua si muove molto lentamente, il che implica che il suo viaggio sia stato relativamente breve in quanto non ha avuto tempo di incontrare un oggetto massivo che lo facesse accelerare. La sua "giovane età" può essere dedotta anche dal colore della sua superficie: sicuramente è stata bombardata dai raggi cosmici, ma non abbastanza da renderla estremamente rossa. Infatti l'asteroide sembra avere un colore abbastanza neutrale che ha subito l'impatto dei raggi cosmici solamente per qualche centinaio di milioni di anni, piuttosto che miliardi di anni.

La strana forma di Oumuamua lascia spazio a molte ipotesi: probabilmente si è formato da un processo ad alta energia come una collisione o la formazione di una stella. Potrebbe inoltre essersi formato in un sistema binario, composto da due stelle molto vicine l'una all'altra che influenzano la gravità a vicenda: l'asteroide potrebbe essere stato buttato fuori a causa dell'influenza dell'altra stella del sistema.
Nonostante i dubbi, la comunità scientifica continuerà l'analisi di Oumuamua e di altri potenziali oggetti interstellari: sembrerebbero essere molti più di quanto ci si aspettasse secondo dei modelli statistici, tanto che la loro presenza potrebbe anche costituire un'eventuale minaccia per il nostro pianeta.